Pride, una festa destabilizzante
"Benaltrismo" e pregiudizi: la vera mappa del livore contro il Pride
Il valore del Pride: diritti, cultura e coraggio istituzionale
Voglio spezzare una lancia, così tanto per coerenza e in
linea con la cosiddetta “onestà intellettuale” che tanto ci riempie la bocca.
Avevo scritto l’altro ieri un post stringato ma sentito per
complimentarmi con gli organizzatori del PRIDE in Marina.
Leggo, purtroppo, di tante ritrosie che affondano le radici
in preconcetti stupidi e sterili di una certa scorza becera alimentata dall’ignoranza.
Leggo, dicevo, del contributo che il comune di Catanzaro ha
elargito. È forse la prima volta che l’amministrazione comunale partecipa con
risorse concrete alla realizzazione di un evento culturale?
Sì. EVENTO CULTURALE! Così è da intendersi l’invasione
pacifica e allegra del popolo arcobaleno!
Il Comune di Catanzaro ha storicamente finanziato e
supportato moltissimi eventi culturali, artistici, religiosi e di
intrattenimento, dimostrando che l'erogazione di contributi economici a
manifestazioni pubbliche fa parte della normale attività amministrativa di
promozione del territorio.
La concessione di fondi o del patrocinio gratuito non è
affatto un'eccezione riservata a una singola manifestazione, ma uno strumento
ordinario utilizzato da tutte le amministrazioni comunali per arricchire
l'offerta culturale cittadina.
Esempi di eventi
finanziati o supportati dal Comune di Catanzaro. Nel ricordare che l'amministrazione
comunale interviene regolarmente a sostegno di svariate iniziative.
Ecco alcuni degli esempi più noti:
·
Festival cinematografici e teatrali: Grandi
kermesse storiche come il Magna Graecia Film Festival o le stagioni del Teatro
Politeama ricevono da sempre attenzioni, patrocini e co-finanziamenti per via
del loro enorme impatto culturale e turistico.
·
Rassegne estive e concerti: Cartelloni di eventi
come "Catanzaro Estate" vedono stanziamenti di fondi pubblici per
l'organizzazione di spettacoli live, isole pedonali animate, concerti gratuiti
in centro e nel quartiere Lido.
·
Tradizioni e festività religiose: La festa
patronale di San Vitaliano, i riti della Settimana Santa (come la Naca) e i
mercatini di Natale beneficiano regolarmente di risorse comunali per la
logistica, le luminarie e la sicurezza.
·
Iniziative nei quartieri: Eventi
micro-culturali, sagre di quartiere e rassegne letterarie promosse da
associazioni locali ottengono spesso contributi diretti o la concessione
gratuita di suolo pubblico e servizi.
Per chi non conoscesse i meccanismi dei contributi ecco come
funziona l'assegnazione delle risorse pubbliche
I contributi economici comunali per le attività culturali
non sono concessi in modo arbitrario, ma seguono un iter trasparente:
1. Linee guida e
bilancio: Il Comune approva un bilancio di previsione in cui vengono destinate
somme specifiche ai capitoli della cultura, del turismo e delle politiche
sociali.
2. Bandi pubblici o
delibere di giunta: Le associazioni e i comitati organizzatori presentano
progetti dettagliati che descrivono le ricadute sociali, culturali ed
economiche dell'evento sul tessuto cittadino.
3. Valutazione
dell'interesse pubblico: L'amministrazione valuta la validità dell'iniziativa e
concede il supporto (economico o logistico) in base alla capacità dell'evento
di attrarre visitatori, stimolare il commercio locale e promuovere valori di
inclusione e aggregazione.
Dal punto di vista puramente amministrativo, quindi,
considerare una manifestazione un "evento culturale" (capace di
portare vita, turismo ed economia nei quartieri, come Marina) è la motivazione
standard che giustifica legalmente l'investimento di denaro pubblico.
Allora dov’è poggiato il livore ?
Il livore e le accese polemiche locali sollevati attorno al
Pride di Catanzaro Marina non nascono da questioni puramente tecniche o
amministrative, ma affondano le radici in fattori di natura ideologica,
politica e sociale.
Le ragioni principali su cui si poggia questa forte
resistenza possono essere sintetizzate in quattro punti chiave:
1. Scontro ideologico
e culturale
·
Pregiudizi e resistenze tradizionali: Molte
critiche derivano da una visione conservatrice, radicata in una parte della
cittadinanza e del tessuto politico, che fatica ad accettare le rivendicazioni
della comunità LGBTQIA+.
·
Percezione della manifestazione: L'evento è
erroneamente interpretato da chi contesta come una provocazione o come una
"esibizione" superflua, piuttosto che un momento di rivendicazione
dei diritti civili, di inclusione e di eguaglianza formale
2. Strumentalizzazione politica
·
Uso dei fondi pubblici come pretesto:
·
Le opposizioni politiche e alcuni consiglieri
comunali hanno cavalcato la delibera del piccolo contributo economico concesso
dal Comune. Chiederne l'annullamento serve spesso ad attaccare politicamente la
giunta in carica, trasformando l'evento in un terreno di scontro tra partiti.
·
Polarizzazione: ù
·
Attorno al patrocinio e al sostegno
istituzionale si creano schieramenti netti.
·
La polemica amministrativa diventa la scusa
perfetta per coprire un dissenso che in realtà è di matrice puramente
ideologica.
3. La retorica delle "priorità" della città
. Benaltrismo: (Il benaltrismo è una strategia retorica che consiste nello spostare l'attenzione da un problema attuale per focalizzarla su un altro problema, considerato arbitrariamente più importante o urgente. Invece di affrontare il tema in discussione con argomentazioni nel merito, chi usa il benaltrismo liquida l'argomento dicendo che "i problemi sono ben altri" o che "ci sono altre priorità". E funziona (La struttura logica) del meccanismo psicologico e linguistico si basa su tre passaggi:
1. Sminuire:
Si riduce l'importanza del tema presente (es. i diritti civili, un festival,
una pista ciclabile).
2. Evitare:
Si evita di esprimere un'opinione diretta o di motivare il proprio dissenso su
quel tema specifico.
3. Spostare:
Si evoca un problema universalmente riconosciuto come grave (es. la
disoccupazione, le buche stradali, la povertà) per far apparire la discussione
in corso come futile o superflua.
·
Nel dibattito pubblico: "È inutile
discutere del patrocinio a un evento culturale quando in questa città mancano i
servizi essenziali e gli ospedali non funzionano".
·
Nella vita quotidiana: "Perché
spendi tempo a differenziare la plastica se le grandi multinazionali inquinano
i mari? I veri problemi ecologici sono ben altri".
Il benaltrismo è una fallacia logica (spesso legata
alla tattica del "due torti fanno una ragione" o alla falsa
dicotomia) perché presuppone che un'amministrazione o una società non possano
fare due cose contemporaneamente.
Gestire i servizi essenziali di una città non esclude la
possibilità di occuparsi di cultura, turismo o diritti civili. È usato
frequentemente nel dibattito politico per bloccare le iniziative
dell'avversario senza dover spiegare i reali motivi ideologici della propria
contrarietà.
Un classico argomento utilizzato dai contestatori è il
parallelismo con i problemi quotidiani della città. Si tende a sostenere che i
soldi pubblici o l'attenzione dell'amministrazione dovrebbero essere destinati
esclusivamente alle strade, alla spazzatura, al lavoro o ai servizi essenziali,
sminuendo l'importanza degli investimenti nella cultura e nei diritti.
L’ Occupazione dello spazio pubblico per cert’uni è un problema d’immagine.
Vedere il Lungomare
di Marina o i parchi cittadini invasi da bandiere arcobaleno crea forte disagio
in chi preferirebbe che determinate tematiche rimanessero confinate nella sfera
privata.
La visibilità pubblica e collettiva è proprio l'elemento che
scardina i preconcetti e, di conseguenza, attira le reazioni più aspre e
conservative.
In sintesi, il livore si poggia sulla difficoltà di
accettare il pluralismo e i diritti civili come elementi fondanti della cultura
di una comunità, preferendo mascherare questa intolleranza dietro critiche alla
gestione economica o all'opportunità politica della manifestazione.