Dalla parte degli utenti

 

Sip. Telecom e Tim star.

Ne è passato di tempo da quando si riteneva il telefono un servizio sociale.

Personalmente ricordo il sistema “duplex” studiato apposta per dare la possibilità di usufruire del servizio anche nelle zone ad alta densità abitativa ma con scarse possibilità di allaccio alla rete pubblica gestita da SIP.

 E, dopo la parentesi sociale, poi c’è stata la corsa all’oro! Il profitto ha sbaraccato i concetti. Le aziende hanno occupato fette di territorio, frequenze, e sempre a caccia di nuovi utenti inventano offerte.

Colossi che macinano profitti offrono e promettono privilegi: minuti illimitati, internet ultraveloce in 5g, modem in comodato, gratuiti e a pagamento. Insomma il ventaglio delle ipotetiche offerte e bonus si è allargato di molto. Non più il telefono la tua voce! Come recitava un vecchio spot. Ma una connessione intelligente per essere sempre sulla cresta dell’onda emotiva anche con l’escamotage delle “virtuali” che offrono canoni stracciati e che si appoggiano alle case madri con qualche piccolo disservizio sporadico che non esime anche le grandi aziende del servizio telefonico. Qualcuna con vizi occulti che nel migrare inglobano crediti residui e quant’altro.

È una giungla! Piena di insidie per chi intende la connessione non un gioco social ma un vero e proprio servizio alla collettività implementato anche con fondi pubblici.

Il sistema delle forniture domestiche è complesso: le famiglie sono costrette ad avere allacci ritenuti strategici e dei quali non possono fare a meno: luce, acqua, gas.

I pensionati, disoccupati, chi vive ai margini, costretti dalle esigenze fanno salti mortali per contenere i costi delle utenze. E apprendere di essere entrati nel “servizio TIM star” che premia con vantaggi esclusivi e l’omaggio di benvenuto è, udite udite: UN ABBONAMENTO ANNUALE DIGITA A VANITY FAIR e GQ (che non so cosa sia) in aggiunta lascia basiti!

 

 Dalla parentesi sociale alla giungla delle offerte: il paradosso di pagare la fedeltà a caro prezzo.

 La rincorsa ai profitti cancella la storia, mentre gli utenti storici restano schiacciati da bollette insostenibili e servizi indesiderati

... Ed è proprio questa la distorsione più evidente del mercato attuale. Chi ha sostenuto il sistema telefonico nazionale per oltre trent’anni, pagando regolarmente e garantendo la base di utenti su cui i colossi odierni hanno costruito i propri imperi, oggi è trattato alla stregua di un numero qualsiasi. Anzi, spesso è trattato peggio di un nuovo cliente. La fedeltà commerciale, che un tempo era un valore di rispetto reciproco, si è trasformata in una tassa silenziosa.

 Una tassa che si manifesta con bollette che superano i 43 euro al mese per servizi base e con l'attivazione automatica di opzioni come "TIM Star", i cui "regali" (come le riviste digitali di moda e costume Vanity Fair o GQ) appaiono come una provocazione o, peggio, un insulto alle reali necessità di contenimento dei costi di una famiglia o di un pensionato.

Non è più tollerabile che per avere un servizio essenziale si debba sottostare a dinamiche di marketing aggressive. È necessario riprendere il controllo della propria spesa con azioni concrete e immediate.

 

- Strategie pratiche per abbattere la bolletta TIM

Se la fattura mensile supera i 43 euro per una linea attiva da oltre 30 anni, significa che si è agganciati a vecchi piani tariffari fuori mercato (come le vecchie tariffe "Tutto" o "Internet Senza Limiti" gravate da noleggi o opzioni obsolete).

Esistono percorsi specifici per tagliare questo costo di almeno la metà.

 1. Richiedere il passaggio alle offerte "Special Senior"

TIM prevede dei piani tariffari specifici per i clienti nativi o di fasce d'età avanzate che permettono di mantenere la linea fissa riducendo drasticamente il canone mensile.

 

- Cosa fare: Contattare il servizio clienti al numero 187 o recarsi in un negozio ufficiale.

 Cosa chiedere: Esigere l'attivazione dell'offerta TIM WiFi Special Senior (riservata agli over 65) che ha un costo di circa 21,90 euro al mese.

- Il risparmio: Si risparmiano oltre 21 euro al mese, dimezzando la spesa attuale.

 

 2. Disattivare i servizi accessori e TIM Star

I servizi come "TIM Star" o i noleggi di vecchi apparecchi telefonici gonfiano la bolletta senza fornire utilità reale.

 

- Cosa fare: Esaminare l'ultima fattura alla voce "Altri Servizi" o "Contributi".

- Cosa chiedere: Telefonare al 187 e dichiarare esplicitamente: "Voglio revocare il servizio TIM Star e rinunciare ai relativi premi digitali, e voglio che la mia linea sia ripulita da ogni opzione a pagamento non richiesta".  

- Controllo noleggi: Se si paga ancora il noleggio del vecchio telefono "Sirio" o del modem originale (spesso presente sulle linee trentennali), chiederne la cessazione.

 

 3. Attivare la domiciliazione bancaria

Molti vecchi abbonamenti applicano una tassa per l'invio della bolletta cartacea e non beneficiano degli sconti digitali.

 

- Cosa fare: Associare il pagamento della bolletta al conto corrente (bancario o postale) o a una carta di credito.

- Il vantaggio: L'attivazione della domiciliazione permette spesso di ottenere uno sconto fisso di 5,00 euro al mese sul canone e azzera le spese di spedizione del bollettino postale.

 

 4. Verificare i requisiti per le Agevolazioni Sociali AGCOM

Se il nucleo familiare si trova in condizioni economiche svantaggiate, TIM è obbligata per legge (Delibera AGCom) a erogare sconti sociali sul telefono fisso.

 

- I requisiti: Un valore ISEE inferiore a 8.112 euro annui, oppure l'essere titolari della Social Card / Carta Acquisti.

- L'agevolazione: Si ha diritto a una riduzione del 50% sul canone dell'offerta VOCE base, che scende a 9,44 euro al mese, comprensivo di 30 minuti di chiamate gratuite.  

-Come richiederla: Modulo cartaceo reperibile sul sito TIM o presso i CAF, da inviare tramite raccomandata o PEC allegando l'attestazione ISEE in corso di validità.

 

5. Valutare la minaccia di migrazione (Commerciale "Retention")

Le grandi aziende tendono a ignorare l'utente storico finché questo non decide di andarsene.

 

- La tattica: Chiamare il 187 e selezionare l'opzione relativa alle informazioni commerciali per passaggi ad altro operatore.

- Cosa dire: Spiegare chiaramente che la tariffa di 43 euro è diventata insostenibile per il proprio bilancio familiare e che si sta valutando il passaggio a un operatore alternativo (anche virtuale o FWA ricaricabile) che offre tariffe a 19 o 24 euro al mese.  

- L'obiettivo: Molto spesso il reparto commerciale, pur di non perdere una linea storica, applica immediatamente uno "sconto fedeltà" o propone un cambio piano straordinario non presente nei cataloghi pubblici.

 

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