Funzione Civile e Poesia Visiva
L'Arte è Spazio di Resistenza Civile:
ndr
Una spiegazione semplice che aiuta a capire la creatività.
per fare capire la poetica dell'arte " informale" anche a chi non ha studiato l'arte o la storia ma ama esplorare e comprendere i linguaggi dell'anima.
Sospendiamo per un attimo la visione comune, i bei dipinti lisciati, quelli che fanno vedere bei paesaggi o belle persone sedute al bar.
Pensiamo alla drammaticità quotidiana vissuta dalle persone che non hanno niente e sono costrette a rovistare nei rifiuti per campare.
in loro non vediamo poesia! Vediamo derelitti. Persone scartate dal sistema. Scorie da espellere
Ebbene, il lavoro che andremo a visionare nasce dagli scarti. È un incontro con gli oggetti di tutti i giorni. Quelli che noi destiniamo al macero e che hanno contaminato, se pur per poco tempo il nostro vissuto. Cose che fanno parte di noi, della nostra cultura e ci parlano. Raccontano cosa hanno conservato, come sono stati spediti; esposti nei supermercati; comprati, consumati. Insomma, tracciamo una teoria spicciola dei bisogni imposti dal marketing, dalla pubblicità e dalla finanza.
Questi materiali "sono la nostra quotidianità" perché possiamo permettercelo!
Ma chi non può?
La sensibiltà individuale di ognuno di noi gioca ruoli importanti, e, l'artista, rivisita l'archeologia dei tempi, non ha usato una tela costosa. Ha preso dei pezzi di cartone, delle scatole buttate via e dei rifiuti delle fabbriche. Perché lo ha fatto? Per ricordarci come funziona il nostro mondo, oggi: compriamo cose, le consumiamo e poi le buttiamo nella spazzatura.
sembra suggerire: Osserviamo bene i materiali e dialoghiamo con i pezzi di scarto, presto capiremo che stiamo parlando di cose che valgono. Pur non mantenendo il valore originario sono miniere di connessioni tra le realtà dei ruoli, imposti, accettati e contestati.
L'artista fa un'operazione importante: prende questi scarti e li colloca in uno spazio di denuncia sublime, ci dipinge sopra. Dialoga con la materia e con i futuri fruitori come se fossero lì, accanto a lui, e dice che anche le cose che il mondo butta via possono diventare importanti.
le scelte non sono casuali.
Sopra il magma ha incollato anche dei pezzi di giornale, dei fogli di dépliant con dei prezzi, come "5.99".
È un rimando alla quotidianità e serve a farci riflettere su come oggi tutto sembri avere un prezzo, persino la vita delle persone.
Osserviamo bene il quadro, sopra i colori c'è una fitta rete, cos'è una ragnatela o una gabbia?
La rete rappresenta i muri e i fili spinati che i potenti della terra costruiscono per custodire, non condividere ma privare qualcosa.
Mentre i politici si fanno la guerra e gridano parole piene di rabbia, le persone normali si trovano intrappolate simili a pulci nella stoppa.
La rete nel quadro schiaccia i colori sotto di sé, proprio come i confini e le leggi dei governi bloccano la libertà delle persone che hanno solo bisogno di vivere in pace.
In mezzo al quadro c'è una barchetta ricavata da un foglio di giornale. La barchetta di carta è fragile: basta un'onda o un po' d'acqua rovesciata da una mano dispettosa per affondarla.
La barchetta rappresenta le persone vere, i papà, le mamme e i bambini che scappano dalla fame e dalle guerre. Rappresenta il fatto successo a Ceuta (un confine dove tanta gente ha cercato di passare per trovare scampo).
Questa non è un'invasione cattiva; l'artista lo chiama un "assalto benevolo". Significa che questa gente non si muove per fare la guerra, ma per un bisogno naturale e sacro: sopravvivere. E finalmente capiamo che il lavoro è una preghiera!
Siamo giunti al punto di poter parlare della:
Sacralità della vita nei lavori di Mario Iannino
Nelle sue opere, l'artista difende da sempre un'idea molto semplice: la vita di ogni essere umano è sacra.
Prima delle frontiere, prima dei soldi e prima delle guerre dei politici, ci sono i bisogni naturali di ogni persona:
· Il bisogno di mangiare
· Il bisogno di avere una casa e un posto sicuro
· Il bisogno di restare vivi e proteggere i propri figli
Nel recente lavoro, l'artista mette insieme tutti i suoi pensieri. Ci mostra che anche in pochi centimetri di cartone recuperato e non gettato nella spazzatura si può nascondere una preghiera e un grido di aiuto. Ci dice che la vita umana, anche quella di chi non ha niente ed è costretto a scappare su una barchetta di carta, vale molto di più di tutti i confini del mondo e delle teorie raccapriccianti cucite attorno. Teorie folli! Vomitate per terrorizzare chi già combatte per sopravvivere anche nei Paesi evoluti.
A questo punto, detto ciò, incominciamo a adoperare i termini adeguati così da comprendere meglio il messaggio e la poetica di un fare creativo non comune:
Limmagine della riproduzione dell'opera si inserisce coerentemente nella produzione e nella ricerca estetica dell'artista calabrese Mario Iannino, la cui poetica è incentrata sui concetti di stratificazione della memoria, recupero della materia quotidiana e riflessione sui linguaggi mutevoli della comunicazione.
L'analisi dell'opera permette di isolare i tratti salienti della sua cifratura stilistica:
• La trama della materia e il "reticolo" visivo
L'intera composizione è avvolta da una fitta texture a rete che sovrappone una griglia organica, quasi una ragnatela o un alveare, ai blocchi di colore sottostanti. Questa rete funge da filtro visivo e concettuale, un elemento ricorrente nella produzione dell'artista che simboleggia le interconnessioni della mente, i canali della comunicazione moderna e il filtro deformante del tempo sui ricordi.
• Il frammento e il collage: la memoria scritta
Sotto lo strato polimaterico emergono ritagli di giornale, scritte (tra cui si legge chiaramente "LEMON" e "LUGLIO") e moduli cartacei. La scelta di includere la parola stampata testimonia la fascinazione di Iannino per la grafia creativa e per i media cartacei come frammenti di realtà antropologica. L'opera si fa "palinsesto", accumulando cronaca, frammenti di vissuto e frammenti pubblicitari per sottrarli all'oblio della quotidianità.
• L'archetipo della barchetta di carta
L'elemento focale in basso è una barchetta tridimensionale piegata con un foglio di giornale (su cui spicca un prezzo stampato, "5.99"). La barchetta di carta è un potente archetipo poetico che unisce la fragilità dell'infanzia, l'idea del viaggio (reale o metaforico) e la precarietà dell'esistenza. Posizionata al centro del magma cromatico, sembra navigare sopra il flusso caotico delle informazioni e dei ricordi, evocando la condizione dell'uomo contemporaneo che naviga a vista nel mare della complessità attuale.
• Contrasti cromatici e stratificazione polimaterica
Iannino stende il colore — dal blu vibrante all'arancione acceso, fino alle colate di bianco gessoso — non in modo accademico, ma lasciando che la materia crei spessore e grumi. Il bianco, in particolare, interviene come una cancellatura parziale o un'epifania di luce, creando una dialettica tra ciò che viene svelato e ciò che viene nascosto.
In sintesi, il lavoro si configura come un diario visivo e polimaterico, sospeso tra astrazione informale e inserzione oggettuale, tipico dell'approccio colto e riflessivo di Mario Iannino verso l'arte intesa come custode della memoria sociale e individuale.
Analisi Strutturale dell'Opera
--Introduzione: al Contemporaneo
Nel panorama artistico contemporaneo, l'opera d'arte si configura spesso come un "palinsesto": un territorio di sedimentazione in cui la materia accoglie la cronaca, la memoria e la denuncia sociale. Questo studio analizza un recente lavoro polimaterico che riutilizza materiali di scarto industriale. Attraverso l'uso di griglie strutturali e l'inserzione di elementi tridimensionali archetipici, l'opera risponde alle derive geopolitiche attuali, segnate da conflitti globali e crisi migratorie.
1. Estetica del Rifiuto e Critica al Consumismo
Il supporto dell'opera è costituito da packaging di recupero
e scorie dell'industria del consumo. Questa scelta non risponde a una semplice
istanza ecologica, ma esprime una precisa postura politica. Nell'epoca del
tardo capitalismo, l'oggetto industriale dismesso diventa il sintomo visibile
di una società che declassa a "scarto" tutto ciò che perde valore
commerciale.
L'autore opera una risignificazione antropologica attraverso
due passaggi chiave:
· Il Riscatto della Materia: Il cartone da imballaggio e il residuo industriale sono sottratti al loro destino di oblio e nobilitati attraverso il gesto pittorico.
·
La Scomposizione del Valore: L'inserzione di
frammenti testuali recanti cifre commerciali (come il prezzo "5.99")
evidenzia la contraddizione tra il valore economico imposto dal mercato e il
valore etico ed estetico dell'operazione artistica.
2. Il Reticolo Visivo: Dal Filtro Mentale al Filo Spinato
L'intera superficie dell'opera è dominata da una fitta trama
polimerica a rete. In una lettura puramente astratta, questo elemento può
essere interpretato come una metafora dei canali di comunicazione o delle
connessioni della memoria. Tuttavia, il contesto storico attuale ne radicalizza
il significato.
La griglia si trasforma nell'equivalente formale del muro e
del filo spinato. Essa agisce come una barriera bidimensionale che imprigiona i
blocchi di colore sottostanti (il blu, l'arancione, il verde), impedendo loro
di espandersi liberamente. Questa gabbia visiva evoca i reticolati d'acciaio
che delimitano le frontiere geopolitiche, trasformando lo spazio della tela
nella rappresentazione della segregazione e del confinamento forzato imposto
dai leader politici.
3. La Barchetta di Carta: L'Archetipo del Migrante e la Dinamica del Confine
Il centro focale della composizione è occupato da un oggetto
tridimensionale: una barchetta piegata secondo la tecnica dell'origami
utilizzando fogli di giornale stampati. Questo elemento assume una valenza
simbolica fondamentale, collegando la scelta dei materiali alla narrazione
storica.
La Sintesi dei Livelli Semantici:
·
Scorie e packaging industriale: Costituiscono la
base critica che denuncia il modello di sviluppo contemporaneo.
·
Trama a rete: Definisce visivamente la chiusura
delle frontiere fisiche e ideologiche.
·
Ritagli di cronaca e cifre: Documentano il
rumore mediatico e la riduzione dell'essere umano a dato numerico.
·
L'elemento tridimensionale applicato: Incarna la
fragilità dei corpi migranti nel loro "assalto benevolo" a Ceuta,
opponendo una resistenza disarmata alle "parole di fuoco" dei leader
politici.
n I due livelli di lettura dell'elemento tridimensionale:
1. La Fragilità
dell'Esistenza: La carta, materiale deperibile per eccellenza, contrasta con la
durezza e la violenza della cronaca bellica riportata dai media. La barchetta è
la metafora della vulnerabilità umana di fronte al mare della storia.
2. La Cronaca di
Ceuta: Collocata nel mezzo di un magma cromatico caotico, la barchetta diventa
il simbolo dei flussi migratori e, nello specifico, del drammatico
"assalto benevolo" alle enclave di Ceuta e Melilla. Essa rappresenta
i corpi disarmati che premono contro i confini fortificati dell'Occidente,
spinti dalla fame e dal bisogno primario, contrapposti alla retorica bellicista
e securitaria dei governi.
n
Conclusioni: La Funzione Civile della Poesia
Visiva
In definitiva, l'opera dimostra
come l'arte polimaterica possa farsi carico del dolore del mondo senza
scivolare nell'illustrazione didascalica o nella propaganda. In pochi
centimetri quadrati di materia povera, si condensa la complexity del nostro
tempo: la violenza delle "parole di fuoco" dei leader politici è
neutralizzata e superata dalla fragilità di una poesia visiva che si schiera
dalla parte degli ultimi della Terra.
.jpg)
Commenti
Posta un commento
LA PAROLA AI LETTORI.
I commenti sono abilitati per chiunque passa da qui, si sofferma, legge e vuole lasciare un contributo all'autore del post.
ATTENZIONE! Chi commenta i post del blog è responsabile di quanto scrive.Avviso al lettore:
i commenti devono rispettare la cura della parola e il sentire comune. Non si tollerano insulti, spam o provocazioni. L'autore del commento si assume l'esclusiva responsabilità legale del contenuto pubblicato.