venerdì 19 maggio 2017

Assuefazione da teatro: Toghe Rosso Sangue al Teatro Grandinetti (Lamezia Terme, Cz)

Francesco Polizzi, Emanuela Valiante, Diego Migeni, Sebastiano Gavasso .


18 Maggio, Lamezia Terme (Cz) ore 20.30 , Teatro Grandinetti.

“La vita e la morte dei magistrati italiani assassinati nel nome della giustizia”.
Toghe Rosso Sangue nasce dalla voglia di ricordare, “fare memoria” e fare teatro su una parte della storia italiana che spesso viene messa da parte per verità scomode sulla storia della mafia italiana. La scena ricalca gli ultimi 25 anni di storia,dal 1969 al 1994.

Storia che vede protagonisti 27 magistrati tutti colpevoli di servire lo stato, vittime volutamente cancellate dalla memoria collettiva.
Per molti magistrati, l’esercizio delle loro funzioni ha significato lo scippo sia del loro impegno quanto la loro cancellazione dal processo di “rivoluzione” della Repubblica Italiana.
Così, la morte della giustizia e la giustizia nella morte tracciano una linea rossa, rosso sangue, che crea un blocco nella storia dell’Italia.
Dagli errori giudiziari verso il singolo cittadino ai processi sommari dei Nuclei Armati Rivoluzionari, dal Padrino di Coppola e Brando alla Magliana di Placido e Scamarcio, dalle micce corte di Prima Linea a Via D’Amelio,dalla terra di Calabria alle vendette delle ‘ndrine, dalle stragi di Stato allo stato di scomparso di Adinolfi.

Da qui il progetto Toghe Rosso Sangue: la storia che si fa teatro.
Quattro voci che senza alcuna valutazione politica nonché senza condanne, fermamente inviano un omaggio a uomini morti nell’espletamento del proprio dovere.

Uno spettacolo di Francesco Marino 
scritto da Giacomo Carbone 
ispirato da Paride Leporace
 con Francesco Polizzi, Emanuela Valiante, Diego Migeni, Sebastiano Gavasso 
con il patrocinio dell’ANM – Associazione Nazionale Magistrati.


Senza ombra di dubbio è stato uno spettacolo che ho avuto il piacere e la passione di guardare.
Attori di spiccato prestigio e talento di cui mi sono totalmente assuefatta nell’interpretazione autentica.
Forse, noi giovani siamo troppo poco coinvolti nel teatro oggi, ma stimo fortemente che recandosi si possa  comprenderne a pieno il valore, accrescendo la voglia nel prenderne parte.
Un testo teatrale che, per le tematiche trattate e per il mio innegabile interesse, mi ha appassionato molto e, aggiungerei ancor più avvalorato dalla presenza e coinvolgente azione degli attori.
E’ stato in tutto e per tutto uno Spettacolo che mi sarebbe dispiaciuto farmi raccontare.
Credo altresì che i quattro attori in scena non avrebbero potuto rapire l’attenzione meglio di come abbiano fatto.
Il mio ringraziamento particolare va ai “fantastici quattro” attori e a chi ha voluto portare qui cotanta bellezza.

martedì 16 maggio 2017

Alla Ubik "Una vita per tre".

A caldo, il ragazzo mi ha fatto una buonissima impressione. Non è da tutti esprimere e scrivere con una certa maturità storie esistenziali nell'era dei social media fuorvianti presi ad esempio dai guardoni cangianti che li popolano.
Ha soli 21 anni ma ha concetti profondi che sa esplicitare con semplicità e passione inusuali per i giovanissimi che liberano scempiaggini sul web.


Nel dialogo col libraio della Ubik, Nunzio Belcaro, viene fuori un ritratto sorprendente.
Fabrizio Massimilla è al suo primo libro, un romanzo, “Una vita per tre”.
Ancora non l'ho letto ma mi riprometto di leggerlo al più presto, tanto mi ha colpito la proprietà di linguaggio e i valori etici che ha esternato durante la conversazione in libreria.

Lo scritto stampato dalla casa editrice “la città del sole” è, e lo è senza ombre di dubbi, quell'ancora salvifica che mette in moto e fa comunicare le menti distanti, sa, da quanto ho udito durante la presentazione, dialogare, annullare le distanze anagrafiche, culturali e sociali, in sintesi, sa trovare affinità elettive e collegarle idealmente.

Vista la pochezza di pensiero dominante, non sembrerebbe essere il frutto del lavoro intellettuale di un ventenne. Ma lo è!

È un ragazzo da seguire.
Proporre all'attenzione non del nostro piccolo mondo catanzarese che sarebbe riduttivo nella quotidianità cittadina amorfa, in cui, anni addietro, dei ragazzi, messosi in politica con la passione tipica dell'età, si sono persi per strada, hanno e abbiamo perso tutti, quasi fossero stati contagiati da un virus letale.
Genuinità. Purezza del servizio, enfatizzato durante la campagna elettorale, sembra essersi dissolto lungo i corridoi di palazzo de Nobili.
Un virus, per chi guarda da fuori, che assomma partigianerie limitanti e cecità intellettive; piaggerie selettive deleterie per la Politica e per la città che aveva creduto nella genuinità delle nuove leve.

Mancanze –di coraggio.


E’ come se tu scappassi avanti a me
Mentre un ladro di futuro, belle speranze
E nuovi orizzonti mi strappasse di dosso la borsa
Che insieme li contiene e li protegge.
Perché lo permetti?
Dovresti volerli proteggere anche tu.
Ho già un figlio fatto di sogni e polvere d’oro
Che mi cresce dentro, più comunemente lo chiamano
Futuro.
E io non lascerò che nessuno ne provochi l’avaria.
Io voglio farlo decollare.
Coraggio, questo gigante che t'abbandonò.
Ci vuole coraggio!

domenica 14 maggio 2017

Mamma.


La mamma è colei che ti pensa ancor prima di generarti ,
Ti protegge e ti rende invincibile.
La mamma è un dolce suono aulico ma semplice
Che ti culla quando sei bambino,
 ti prende per mano nella crescita e cammina con te.
La mamma è carne e ossa forti abbastanza
Da reggere il peso di tante teste e bocche,
la mia lo è, lo è stata e lo sarà con qualche chilo in meno,
pur sempre tenace.
Con lei puoi discutere o non trovarti d’accordo,
ma lei sa dove mette a posto magliette, jeans
E persino i pensieri.
La mamma è forte natura  che ride per una battuta
E piange per una piccola tenerezza.
La mamma è una dolce sensibilità che ti abbraccia,
lei ti guarda crescere, e nel cammino con lei, mano nella mano,
crescerete insieme.
AUGURI MAMMA! 

sabato 13 maggio 2017

Adesso.

Di tutto il disordine, cosa resta
Se non prendiamo l’essenziale adesso
Che siamo in vita e abbandonare gli schemi
Che ci hanno insegnato a rispettare.
Non esistono schemi, né linee nette, né rette,
Esiste l’adesso che è essenza e alito di vita.
Sicchè il soffio vitale prima o poi cesserà
Abbandoniamo il fare terreno
E abbandoniamoci agli affetti, all’ imperfezione
Alle risate, ai caffè e alle chiacchiere.
Chè un giorno non ci saremo più,
Quindi l’adesso viviamolo ubriacandoci l’anima
E il corpo di emozioni .
Accordiamoci le corde del cuore.

venerdì 12 maggio 2017

Complicità sempreverde.

Quando la complicità diviene relazione
Profuma di felicità, contentezza, ubriaca l’anima.
Forse lui l’aveva sempre guardata così,
E forse anche con il cambiare delle stagioni
E con un po’ di rabbia in più continuava a guardarla
Con gli stessi occhi.
Magari lei lo rimproverava continuamente del suo disordine
E lui l’avrebbe rimproverata circa le sue ossessioni
E tra un saluto e un bacio sarebbero rimasti
Come del resto sono
Uno a fianco all’altra.


lunedì 8 maggio 2017

Bandiere Blu 2017, eccellenze di Calabria.


Anche quest'anno, la Foundation for Environmental Education (FEE), ha deciso di premiare la Calabria.
Sono state, infatti, assegnate ben sette Bandiere Blu.
Rispetto allo scorso anno, ci sono due new entry tra le spiagge da sogno Calabresi: Roseto Capo Spulico (nel Cosentino), e Soverato (nel Catanzarese).
Nel 2016, la Bandiera blu era stata assegnata a Praia a Mare e Trebisacce (Provincia di Cosenza) ; Melissa – Torre Melissa e Cirò Marina (per la Provincia di Crotone) e Roccella Jonica (per la Provincia di Reggio Calabria).

La Calabria è una terra da sogno. 
VISITATELA, e ve ne innamorerete! 

Eternità.

Cosa sarà mai un attimo di debolezza
In un momento d’eternità,
Che con una folata di vento porta via tutto.
L’eternità è leggera,  passa e fa passare ogni cosa,
Il bello e il brutto tempo.
Eternità di attimi profondi e intensi
Eternità di coriandoli psichedelici
Eternità di cielo e mare
Angolo di paradiso e  punta d’inferno insieme
Che ci ricorda che insieme siamo tutto:
Una cascata di polvere di stelle.

domenica 7 maggio 2017

Liberi d'essere.



Difese abbassate e gambe tremanti,
Indietro non presti attenzione perché ti fidi,
Ma d’improvviso gambe tagliate, ossa rotte
 E cadute inaspettate.
Resti a terra il tempo giusto per capire
Che le difese devono rimanere gonfie come vele
Ma è la mania di controllo che si deve abbandonare.
E fidati, non ti fidare
Che siamo tutti imperfetti e cangianti.
Liberati da tutto ciò che non è te
e sii te stesso.

(A tutte le libertà che abbiamo, a tutte quelle di cui abbiamo usufruito e ci siamo fatti carico, prima tra tutte essere liberi di essere come siamo.)

sabato 6 maggio 2017

Catanzaro e il totoSindaco

Abramo. Ciconte. Fiorita. Granato. Questi i candidati a sindaco di Catanzaro.


È ancora presto per parlare di sondaggi e tirare le conclusioni, fare un nome, esprimersi su chi potrà essere sindaco della città. Gli umori sono mutevoli. Alcuni cittadini si dicono soddisfatti del lavoro svolto dall'attuale sindaco Abramo anche se... I se, ma e però abbondano nei confronti di tutti i candidati.

C'è il politico, anzi il medico prestatosi alla politica, che pare abbia raccolto molti transfughi nelle sue liste; personaggi noti che hanno cambiato casacca.
E ci sono i volti nuovi. Un po' acerbi negli scontri elettorali.
Abramo, da buon manager, ha fatto l'elenco delle opere appena consegnate alla cittadinanza e ha parlato dei progetti in itinere. Peccato che la marginalità vissuta dai cittadini nelle periferie, composta da incuria e degrado, pur riconoscendone il valore strategico, induce a non rallegrarsi delle opere sviluppate altrove.
Gli abitanti dei quartieri dimenticati non chiedono molto. Basterebbe che si facesse la manutenzione delle strade e del verde nei tempi giusti, per esempio. Che non si facessero opere pubbliche inutili, come la pista ciclabile di viale Isonzo. O quartieri dormitorio, ghetti privi di infrastrutture.

Comunque, Abramo ha lavorato! Con occhi e cervello da imprenditore, ha lavorato.
Avrebbe potuto fare meglio? Certo che sì!

E gli altri, i nuovi candidati? Che programmi hanno?
Beh, l'esperienza passata ci dice che le parole stanno a zero. Che, poi, i fatti sono ben altro da quanto si è detto in campagna elettorale.

La campagna elettorale si preannuncia aspra. Con chissà quanti colpi di coda e di scena. Accuse reciproche. Notizie depistanti.
Personalmente vorrei assistere a confronti più proficui. Meno personalistici. Che facciano capire, al di là delle appartenenze, se c'è amore per la politica o se si lotta per accaparrarsi una poltrona.

La città non ha bisogno di fazioni né di schieramenti oltranzisti. È deleterio tentare di portare acqua al proprio mulino aggrappandosi alla più o meno giovane residenza del candidato sindaco o alla sua estrazione politica. La preferenza, secondo me, deve essere data in base alle qualità intellettuali, morali e peculiari dei candidati.

Enzo Ciconte è persona conosciuta in città. Nicola Fiorita è un giovane appassionato che si spende in politica nel nuovo movimento cittadino denominato “cambiavento”. Maria Laura Granato è la candidata del movimento cinque stelle. E, infine, Abramo, il sindaco uscente, è un imprenditore catanzarese dalle innumerevoli attività.

Al futuro Sindaco di Catanzaro.


Egregio (futuro) sindaco,
sogno una città vivida e brulicante di emozioni.
Sogno una Catanzaro sorridente,
una popolazione soddisfatta,
la possibilità di poter beneficiare delle opportune cure mediche anche tra le mura della propria città.
Sogno un capoluogo di Regione ricco di eventi culturali di spessore,
un faro che guidi il cammino ormai incerto.
Sogno delle mani che si tendano alla popolazione come il più amorevole dei genitori.
Perché, credo sia questo il ruolo di Sindaco,
essere padre e madre di Catanzaro, accudirla e farla crescere con cura e dedizione.
Sogno una Catanzaro che spicchi il volo come un’Aquila,
che maestosa sfoggi la sua grande bellezza Storica e paesaggistica.
Sogno di poter dire che, malgrado le difficoltà, INSIEME, siamo riusciti nella straordinaria impresa di risollevare la città.
E, mi auguro che tutti questi sogni, diventino la più bella delle realtà.

Amicizia e risate eterne.

Se qualcuno là sopra esiste
Benedica i ricordi euforici, quelli divertenti
Quelli per cui, se ci pensi e ne parli, ridi come allora
Quando il tempo era pieno zeppo di scuola
E molti pensieri in meno.
E adesso ricordandoli abbiamo capito
Che di tempo non ne è passato
Visto che ridiamo come e più d’allora
Allo stesso modo con lo stesso casino di sempre
5 anni dopo e il tempo mi sembra tornare,
Quel tempo non è morto e non morirà mai
Perché noi, quando siamo insieme
Abbiamo ancora 15/18 anni
I nostri anni più belli.
Gli stessi occhi e gli stessi sorrisi.
E non c’è niente di più magico ed eroico.

(Agli amici del liceo, alla mia classe: quelli che non sono mai passati come il tempo che non ci scappò dalle mani da allora. Alle persone più belle e folli.)

venerdì 5 maggio 2017

Donna.

Per te stessa il mondo non deve
Essere uomo,
Dev’esser per forza te, deve
Essere donna.
Capirai a momento debito che la persona
Che più sa amarti sei tu
E puoi farlo in tutti i modi che vuoi.
La compagnia può esserci o no,
ma tu non sei sola se sei con te.
Sei forte, guardati
Presta attenzione a quante ne hai superate.
Tutte con la forza delle tue gambe
Delle tue braccia, del tuo cuore, del tuo fegato,
Del  tuo cervello, della tua spina dorsale, del tuo tutto.
Ed è bello essere come sei, con tutti i pregi
E i difetti innumerevoli.
Ma guardati e compiaciti dalla testa ai piedi
Dai pensieri alle ossessioni
Dalle carezze ai graffi
Dalla risata al pianto.
Impara ad apprezzarti come forse nessuno
Saprà fare mai, conta su te stessa
Ma guardati a fianco, vedi se la tua mano la stringe
Qualcuno un qualcuno non a caso
Che non occupi la visuale e continui a camminare
Fiero, al tuo fianco.

(A tutte le donne che pensavano che qualcuno le avrebbe amate più di loro stesse.)
 

Catanzaro, verso le amministrative

Ad ognuno il suo.

Tutti noi recitiamo una parte nella commedia umana.

Il comico recita e fa ridere ponendo accenti satirici sulle azioni dei personaggi noti. Il politico governa e il suo lavoro determina i destini delle genti. Il saggio medita sulle azioni degli uomini.

L'azione e il pensiero, però, a volte sono agli antipodi e questo provoca disparità sociali ed emarginazioni culturali.
Tra i mali maggiori, che purtroppo sembrano essere irrimediabili fin tanto che dura la paura fuorviante del tempo presente, voglio soffermarmi sull'assenza del pensiero positivo predicato dal Santo Padre Franceso.

Il malessere derivante dalle incertezze lo viviamo sulla nostra pelle quotidianamente ed è causato da una serie di fattori, un tempo, sconosciuti: Globalizzazione e decentramenti. Analisi dei mercati. Agenzie di rating e valutazioni delle stesse. Solidità e solvibilità delle società che emettono titoli sul mercato finanziario. In sintesi siamo schiavi del dio denaro che piega tutto. Politica. Pensiero. Azioni.

Lo sterco del diavolo sporca il mondo e contamina persino i puri. Difficile resistere alla fisicità del potere temporale.

Quanti intendono fare politica per servizio?

L'11 giugno si vota. Nelle città interessate c'è grande fermento. I candidati a sindaco e le liste a loro collegate battono incessantemente i tamburi. Ripetono slogan e frasi vecchie nella totale incuranza.
Le giunte uscenti lanciano proclami ed enfatizzano le cose fatte. Gli sfidanti puntano il dito accusatore su quanto non è stato fatto.

Catanzaro è tra queste. La Catanzaro morta dal centro storico depauperato.

Non intendo minimamente ergermi a difensore dei commercianti, anche loro hanno scheletri negli armadi che è meglio tenere nascosti, ma secondo le ovvietà correnti, secondo alcuni, la desertificazione del centro storico è da imputare all'esodo del commercio e all'esplosione dei centri commerciali e dal decentramento degli uffici di cui si andava fieri. E in parte, se vogliamo minimizzare, potrebbe essere così. Ma la domanda principale è: chi e cosa hanno determinato le scelte. Perché c'è stata la corsa all'esterno senza prima avere studiato e messo in atto un percorso culturale idoneo ad evitare le povertà cui Catanzaro si è sottoposta?

Avranno, i nuovi governanti, la cultura e la determinazione di porvi rimedio?
Ovviamente, non si pensa alla riapertura dei negozi e delle attività perdute.
Si pensa alla riqualificazione del tessuto sociale urbano attraverso forme partecipate tra amministarzione comunale e mondo della cultura che è altro rispetto alle sagre del morzello (che servono comunque se contestualizzate in progetti più ampi).
I cittadini dovrebbero riappropriarsi degli spazi culturali aggregativi ridotti a nicchie di mercato e ad interessi privati.
Se c'è la volontà spassionata a tutela del bene comune e la forza culturale che pone le menti al di sopra degli schemi precostituiti, tutto è possibile. Sì! Si può fare.

Abramo, Ciconte, Fiorita! Vinca chi ha le suddette volontà e le può attuare, (io un'idea me la sono fatta). Se la storia si ripete, ricordiamoci che, la storia siamo noi.

giovedì 4 maggio 2017

A Catanzaro, una speranza di cambiamento?


Figura del tutto nuova nel panorama politico Catanzarese è Nicola Fiorita, professore universitario all’UNICAL, promotore di una nuova era, oserei dire, oltre che di un nuovo movimento denominato “Cambiavento”.
C’è bisogno che il vento cambi a Catanzaro, suppongo che questo voglia intendere il nome dato al movimento nella città conosciuta per l’appunto per il Vento incessante. Ma è necessario che esso cambi rotta e porti una ventata di ottimismo e di benessere economico.
Passeggiando per le vie della città, purtroppo, assistiamo impotenti a un profondo declino, dovuto soprattutto allo spopolamento. Le saracinesche si abbassano, le luci di taluni negozi si spengono insieme ai nostri sorrisi.
La Catanzaro fervida e piena di gente è ormai un lontano ricordo. Corso Mazzini si popola soltanto grazie alla promozione di eventi sporadici e raramente nei weekend.
I quartieri, a loro volta, versano in situazioni di disagio e paiono talora come enti a se stanti, distaccati e disconnessi dalla città.
Il quartiere sicuramente più attivo è Catanzaro lido, la cosiddetta Marina. Diversamente dal centro città, la Marina permette discrete e vaste scelte di attività commerciali, ristoranti, pub. Proprio qui, inoltre, si svolge la movida notturna.
A me ricorda un po’ la Catanzaro dei miei anni, non eccessivi ma neanche tanto recenti, in cui ero ai primi anni di liceo.
Cosa ci si aspetta da Cambiavento? Beh, senza dubbio uno slancio per TUTTA la città, da nord a sud, una vicinanza attiva ai problemi e alle proposte dei cittadini e, personalmente, anche una rivalutazione degli artisti locali. Perché, per chi non lo sapesse, Catanzaro ha anche i suoi valenti artisti locali che, ahimè, raramente sono stati inseriti in iniziative culturali e ricreative importanti.
Sta a noi cogliere l’invito per poter cambiare. Ma il cambiamento, si sa, comporta coraggio.

Non sei un 18 e neanche un 30 e lode.


Dopo aver conseguito il diploma, c’è chi sceglie di intraprendere uno slancio nel mondo lavorativo, e c’è chi decide di continuare gli studi. Entrambe le scelte possono sembrare controverse, ma ognuno sceglie la via da percorrere.

Io, ho scelto di continuare gli studi nella mia città, con alcune difficoltà, proseguendo in ogni caso il mio percorso a testa alta, consapevole di studiare per me stessa, e non per compiacere gli altri, tantomeno per ricevere elogi.

Ad ogni modo, il mio pensiero è rivolto a coloro i quali si catalogano in un numero, il cosiddetto voto d’esame. Così, chi viene valutato da 18, si sente piccolo, e crede erroneamente di essere un 18 nella vita quotidiana. Chi viene valutato da 30 e lode, crede di essere il migliore, per fortuna non in tutti i casi, aggiungo!

Non sei un 18 e neanche un 30 e lode. Sei il risultato di una preparazione più o meno lacunosa, più o meno distinta. A volte può andar bene e altre volte può andar peggio.
La tensione può giocarti brutti scherzi o, al contrario, la convinzione può farti apparire preparatissimo. Ma chi può dirlo?

Sei tu, con le tue ansie, i tuoi sentimenti, la tua determinazione, a forgiarti per il futuro. Sei TU e nessun altro. Perciò, ti dico che non sei un 18 e neanche un 30 e lode, sei tu e tanto basta!

E, fatti scivolare addosso le critiche distruttive e i pettegolezzi. Non devi dimostrare niente a nessuno, se non a te stesso. Perché tu, ti devi tutto il bene del mondo!

mercoledì 3 maggio 2017

Prima di te. L'amore di un Labrador.


Ricordo ancora quando, 10 anni fa, mio fratello portò a casa un batuffolino color miele, che volle chiamare Vasco. Sì, Vasco, come il Rocker di Zocca, suo idolo da sempre.

Già il nome fu la preparazione per un cucciolo di Labrador, inizialmente dormiglione, diventato, dopo pochi giorni passati insieme, un diavoletto dall’animo buono.

Come succede a molti ragazzi, all’età di 15 anni avevo il terrore dei cani, spesso additati dai più come esseri orribili e bestiali. Ma capii che si sbagliavano!

I cani, sono il “prodotto” dell’educazione impartita loro dai padroni. Così, si potrebbe discutere circa un Chihuahua aggressivo e un Pitbull docile, giusto per fare qualche esempio.

I cuccioli mordicchiano solo ed esclusivamente per conoscere e per “farsi i dentini” così come i neonati, non è sintomo di un’anima aggressiva, tutt’altro.

Ma torniamo a me. Fino all’età di 15 anni non avevo mai voluto interagire con dei cuccioli, avevo paura, come accade a molti, che mi mordessero o che fossero imprevedibili. In realtà i cuccioli sono imprevedibili, ma in senso positivo. Saltano, corrono e mordicchiano un po’ ovunque, ma così come accade alle anime ancora “da plasmare”, si lasciano guidare dai propri educatori. In poco tempo imparano cosa significhi “NO, non si fa” ; “è pronta la pappa” oppure “Usciamo!”

In questi 10 anni ho imparato a non giudicare ciò che non conosco e soprattutto a non aver paura degli animali. Ovviamente bisogna prestare molta attenzione e soprattutto non bisogna mai stuzzicare qualsiasi essere vivente, poiché potrebbe innervosirsi e reagire male.

Prima di conoscere il mio Labrador, non avevo idea potesse esistere un’amicizia senza secondi fini o qualcuno che dimostrasse profondo affetto anche dopo un’incomprensione.

Prima di te, amico speciale, avevo il terrore dei cani. Adesso, invece, ho il terrore delle persone che non ti piacciono. Perché so bene che se qualcuno non ti piace, ha l’animo cupo. Altrimenti, a te, piace chiunque.

E spesso sei un po’ testardo, vorresti avvicinarti a tutta la gente che incontri, quando esci per passeggiare.

Ma non tutti amano gli animali... Forse perché dimenticano che un cane potrebbe essere più umano di un uomo, così come un uomo potrebbe dimostrarsi aggressivo e bestiale più di un animale. 

Abbracci susseguenti.

Stasera che il tuo corpo lo stringe un’altra
Tu sorridi con meno spensieratezza e
Meno voglia, di chi la voglia te l’ha rubata.
Erano i pochi pensieri di un tempo
A non farti dubitare della fine,
Ma l’imperfezione è uomo 
Ed è donna
E l’idea del non perfetto rompe
Discorsi, affetti, effetti sorpresa, voglia di fare,
Di perseverare, di andare avanti.
Si ha solo voglia di rompere e staccare
Come quando i bambini spargono i giocattoli
Per la stanza e poi non hanno voglia di mettere a posto
Dopo che si sono scocciati e ancor prima soddisfatti, divertiti.
E penso che dopo che i sogni li hai persi
Vinca la razionalità, e così visto che
Il tuo corpo lo stringe un’altra
Tu non t’immergerai nel suo abbraccio
Come in un tuffo nel mare ad occhi chiusi
Ma li terrai aperti e sognerai  soltanto il necessario.
Sarà che le carezze sui graffi
Si sentono di più
E i segni ti permettono di amare meglio.
Però,amici, tenete a mente che quando chiudete una porta
Non dovete lasciar fuori le chiavi,
Semmai, chiudetevi dentro e tenete le chiavi
Ma non sperate che chiudendo la porta senza mandate
Colui che avete perso ritornerà.
Se trova fuori le chiavi e vi chiude dentro
Avrete perso la libertà.
E adesso che,
Stasera il tuo corpo lo abbraccia un’altra
Tu ricorda tutto come fosse un film
In bianco e nero o a colori,
ma sii distaccato da ciò che ricordi,vedi e senti,
 come un ascoltatore imparziale.
Gonfia i polmoni d’aria
Respira e vivi.

(Scritta per i singoli che hanno vinto e le coppie che hanno perso, purtroppo e per fortuna senza esperienza personale. A tutti gli abbandoni, a tutti gli addii.)

lunedì 1 maggio 2017

R/Esisti.

Mano nella mano io non smetto
Di guardarti senza farmi accorgere.
Hai l’aria stanca di chi ha dormito poco
In tutto questo tempo
E forse ha sognato troppo ad occhi aperti.
Chi sogna troppo ne ricava meno
In una realtà esiliata dai sogni morbidi.
Bisognerebbe resistere al potere tiranno
Del tempo
E non lasciargliela vinta neppure un momento
Se non amministra bene il nostro diritto
Di vivere in pace.
Ma non è tanto il tempo il punto cruciale,
Siamo noi che dobbiamo resistere
Contro noi stessi e le nostre ire, le nostre passioni,
Le nostre emozioni più traditrici.
E allora tu che ti accorgi di lottare contro te stessa
(R) Esisti.

UMG, Aspettando Fantásia, il Festival Universitario di Primavera.

Mercoledì 3, giovedì 4 e venerdi 5 Maggio dalle 9 alle 18, Primavera Studentesca vi aspetta per la prima mostra artistica dell'Università Magna Graecia di Catanzaro. La mostra si svolgerà lungo il corridoio livello 0 dell’Area Biomedica.

L'università  è, senza ombra di dubbio, un centro di cultura e di aggregazione,  in cui dar ampio respiro a tutto ciò che implichi ARTE, CULTURA E PASSIONE.
Potrete, dunque, ammirare foto, quadri, disegni ed altro ancora ad opera di studenti, il tutto all’interno del Campus.

Un plauso, a Primavera Studentesca per l'iniziativa. La mostra artistica vi attende numerosi! Siateci, Fantasia sta arrivando!
Be free, be Festival.

domenica 30 aprile 2017

Sospendiamo il tempo. Parliamone

 Cambia-menti epocali e...

NOSTALGIA.

Non ci sono più le stagioni di una volta. Si sente spesso questa frase e a volte anche in maniera inusitata anche in riferimento alla qualità della vita, ai sapori e agli odori. Alla natura ormai inquinata dall'azione dell'uomo.

È vero! Un tempo non esisteva il concetto dell'emergenza rifiuti. I bidoni e gli utensili di plastica non esistevano fino al dopoguerra. La plastica ha invaso l'ambiente subito dopo. Quando l'industria, con gli scarti del petrolio, iniziò a invadere i nostri bisogni suggerendo, con pubblicità mirate, le possibiltà d'impiego degli utensili.
Fù gioco facile. Come non apprezzarne la leggerezza, la durata di una bacinella di plastica? Delle brocche e dei boccali? Dei piatti di plastica e delle posate. Dei bicchieri!

Ma questo è niente se paragoniamo i criteri adottati dai contadini per fare crescere cereali, ortaggi e frutta, che, condizionati dai mercati e dai vari passaggi della filiera, si adattano a ciò che offre l'industria chimica. Il concime organico, lo stallatico, è surclassato dal concime chimico perché da risultati immediati e rende bello il prodotto.

Beh, forse abbiamo disatteso i tempi della natura. L'abbiamo forzata. Abbiamo sperimentato l'incesto transgenico per rendere robuste le colture e gli allevamenti. Difficile, a questo stadio non essere assaliti dalla nostalgia e dal ricordo dei sapori di una volta. Dalla discarica vuota perché c'era ben poco da buttare.

Con la raccolta differenziata, in alcune zone, dal centro italia in su, i barbieri non radono la barba col rasoio da taglio, non usano le lamette perché sono considerate materiale sanitario, quindi caro da smaltire. Come si fa a non essere nostalgici del vecchio rasoio che il barbiere affilava sulla striscia di cuoio appesa affianco al lavello e lo puliva lasciando la schiuma sulla schedina del totocalcio?

E' vero. I ricordi, spesso, fungono da anestesia contro il presente, ci aiutano a superarlo e, ad accettare l'ineluttabile progresso ...

Stagioni.

L’onda dei ricordi non si calma
Come un naufragio d’amore imperversa
Tutta la testa.
Le stagioni che ho vissuto sono tutte
Colorate, naufragate, agitate, annodate e snodate
In tanti troppo pochi giorni,
in millecento arcobaleni
che è in un baleno che sono passati
ma che tra cuore e stomaco
son rimasti incanalati.
Le mie priorità indubbia vanità
Effimera sciocca conoscenza di chi
Non mette da parte sé per dare agli altri.
E io che no, non riesco a metterti da parte
Con tutte le stagioni che abbiamo passato
Non posso credere che questo troppo poco tempo
Sia già finito.
Ma ti prego ridammele tutte ste stagioni.
Voglio il caldo dell’estate così soffocante,rilassante e svestita.
(E ancora) voglio il tepore dell’autunno per decide se mettere vestiti o restare  ad annodarci.
E voglio l’inverno gelato per ghiacciarci i pensieri e scaldarli con un po’ di rum.
E voglio la primavera per rifiorire insieme a te.
Volta dopo volta e
Stagione dopo stagione è così
Che fluiscono le emozioni
E mi percorrono tutto il corpo.
Vedi adesso strana fortuna?
Lo stomaco ha vinto e si lascia invadere
E possedere da ciò che l’ha sempre mosso e smosso.
Ridammele tutte ste stagioni.
Voglio il caldo dell’estate così soffocante,rilassante e svestita.
(E ancora) voglio il tepore dell’autunno per decide se mettere vestiti o restare ad annodarci.
E voglio l’inverno gelato per ghiacciarci i pensieri e scaldarli con un po’ di rum.
E voglio la primavera per rifiorire insieme a te.
Io le voglio ma non solo,
quanto le pretendo e tu che ti sei già concesso
Non puoi più togliermi quello che mi hai dato.
E adesso te lo dico:
Lasciamoci soffocare, lasciamoci avvolgere e rilassare e restiamo nudi che l’estate è così che vuole
E resistiamo alle tentazioni dell’autunno seducente o forse lasciamoci andare.
In inverno stemperiamo i pensieri col vino.
E la primavera facciamoci fiorire.
A noi che siamo impauriti dalle ombre
Spegniamo la luce e accendiamo i sensi.
Voglio il caldo dell’estate così soffocante,rilassante e svestita.
(E ancora) voglio il tepore dell’autunno per decide se mettere vestiti o restare ad annodarci.
E voglio l’inverno gelato per ghiacciarci i pensieri e scaldarli con un po’ di rum.
E voglio la primavera per rifiorire insieme a te.
Io le voglio ma non solo,
quanto le pretendo e tu che ti sei già concesso
Non puoi più togliermi quello che mi hai dato.
E adesso te lo dico:
Lasciamoci soffocare, lasciamoci avvolgere e rilassare e restiamo nudi che l’estate è così che vuole
E resistiamo alle tentazioni dell’autunno seducente o forse lasciamoci andare.
In inverno stemperiamo i pensieri col vino.
E la primavera facciamoci fiorire.
In una vita a ciclo unico. A senso unico.

sabato 29 aprile 2017

L'alba del giorno prima.

Eppure posso, voglio e sento di dirtelo:
mi manca come aria
l’odore intenso
della nostra complicità.
Prender fuoco in un attimo,
 In una fiamma che tocca l’apice
E poi con una coperta spegnersi piano.
E’ sempre stata come
L’alba del giorno prima
Così serena prima che arrivasse
La tempesta.
Lo dicono i saggi che la pioggia
Non dura in eterno,
ma gli scogli lo sanno che
in inverno l’acqua agitata gli sbatte addosso
giorni, mesi, senza sosta alcuna.
E gli scogli lo sanno che l’acqua
Li leviga con la sua forza.
E io penso che non m’importa
Per niente
Far passare la tempesta
Ma ritrovarmi serena
E imparare qualcosa da ciò che
Succede.
E io lo so che ritroveremo tutto
Ciò che momentaneamente
È perso. Come quel ricordo in soffitta
Tanto cercato ma disperso per distrazione
E non curanza.
Così una volta che lo ritrovi
Gli dai il doppio delle cure
E glielo dici ferma: quello che è successo
È solo una pallina di carta gettata via
Di parole scritte male.
E adesso ascolta:
Torniamo ad ardere,
e così sia.
(Ai ricordi, a tutti quelli che abbiamo, d'amicizia come d'amore, nel mutare inesorabile del tempo. Ai ricordi, agli inizi e alle prosecuzioni.)

venerdì 28 aprile 2017

Catanzaro, un pezzo di storia riemerge

A favore della Storica Catanzaro.

Riapriranno oggi, 28 aprile, le Gallerie del San Giovanni di Catanzaro. L’evento è stato reso possibile dall’attuale sindaco Sergio Abramo.

Si riapriranno le porte della Catanzaro sotterranea e sarà offerto un programma eventi che si protrarrà fino al primo maggio.
Si riscopriranno le bellezze storiche della Catanzaro antica e splendida, e la visita alle gallerie sarà guidata dall’associazione Guide Turistiche Calabresi.
Le visite si svolgeranno tutti i giorni dal 28 aprile al primo maggio dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 22.
Vorrei si ponesse l’accento sulla bellezza di Catanzaro e sulla riapertura delle gallerie del San Giovanni come bellezza e patrimonio storico, e non politico.
Da giovane studentessa, la mia attenzione sarà rivolta alla riscoperta della mia città, al fascino che questa offre e alla positività verso un futuro migliore. Personalmente, al di là di ogni appartenenza politica, credo si debba amare Catanzaro per le sue grandi bellezze e questo evento, come altri, non possono che incrementare l’amore per la propria città.
Per questo vi dico, non sono contro nessuno. Sono soltanto a favore di Catanzaro e di chiunque voglia supportarla e migliorarla.
Ovviamente, anche io ho qualche ideale politico, ma non è questa, a mio avviso, la sede idonea per esprimere le mie preferenze.
Forza Catanzaro, bella Catanzaro. 

giovedì 27 aprile 2017

Calabria. Piano spiaggia. Stop ai lidi. Ma per migliorare

La Calabria, i calabresi e l'ambiente.

Il verde delle campagne. Il blu del cielo. le acque cristalline di laghi, fiumi e mari sono i colori della Calabria. Una natura lussureggiante che per molti significa lavoro. Attività balneari e attività mirate sulle coste e nelle campagne cambiano il volto al territorio e fanno della regione una meta turistica ambita.

Purtroppo, a volte, siamo noi stessi a spargere il seme della diffidenza. Soffiamo sulle notizie frammentarie e alimentiamo la sfiducia nei confronti delle istituzioni.

Stava per accadere anche a me. La notizia argomentata dalla giornalista della tgr della Calabria mi ha messo sul chi va là. Possibile? Mi son detto, che Oliverio abbia fatto questo? Perché blocca il piano spiagge? Si è sempre detto che il clima favorevole può farci lavorare tutto l'anno...

no. forse ho capito male! Accendo il pc e faccio una ricerca su internet:

Dopo un’approfondita analisi della proposta di Legge in esame inerente la balneazione, i convenuti sono giunti a una proficua sintesi sulle norme che regolano la proposta di Legge.

La regione ha accolto una serie di suggerimenti fatti dagli operatori e, per modificare alcuni articoli nella logica del sostegno a maggiore tutela alla categoria degli imprenditori del turismo, Oliverio ha ritenuto opportuno ritirare la legge in questione.

Il settore vede circa duemila aziende impegnate e conta su una forza lavoro pari a circa 25 mila unità.

Il Presidente Oliverio, nel sottolineare l’importanza che il settore balneare riveste nella nostra regione sugli oltre 800 chilometri di costa, ha ritenuto di fare le cose per bene.
Ha rimarcato l’esigenza di un riordino complessivo del settore che deve avere una funzione decisiva per lo sviluppo della Calabria. E, alla luce delle modifiche suggerite dagli imprenditori, ha deciso di riformulare la proposta di Legge che verrà presentata in Consiglio regionale il prossimo 4 maggio.

“Esiste un problema normativo in campo nazionale, con una proposta di riordino in materia all’esame del Parlamento – ha detto Oliverio –, su cui saremo vigili ed efficaci contro ipotesi di norme anacronistiche, considerato che la Calabria è la regione con maggiore estensione di tratti costieri in Italia. E poi faremo la nostra parte con un progetto di riordino regionale che dovrà avere un carattere straordinario rispetto al passato. Dobbiamo dare una svolta in materia ma soprattutto offrire certezze e tutela agli operatori di questo settore così cruciale per lo sviluppo del turismo e della regione. In generale, riprenderemo a breve la discussione con gli operatori balneari, per affrontare con maggiore respiro ogni aspetto e valorizzare questa risorsa. Anche con i Comuni saremo molto vigili affinché non si verifichino ritardi sulle approvazioni dei piani spiaggia che spesso provocano ulteriori svantaggi alle imprese del settore”.

Concludendo: sulla testata giornalistica calabrese, questa sera, sono volati strafalcioni. Oliverio non rema contro, come mi è sembrato di capire. Lo stop serve per migliorare le condizioni degli operatori turistici e degli ospiti.

Valzer a piedi nudi sul bagnato.


Come un arcobaleno opaco ridondante
E’ pressoché difficile andare in contro a due anime
Così arrabbiate,
Così unite,
Così distanti,
Così incollate,
Così ostinate a graffiarsi
E a non mollare ciò che era ma non è.
Come un’estate la più calda mai vista
Con i  corpi nudi, intersecati,
amanti,amati,consumati,passione,azione,sorrisi.
Si vogliono lì, sull’altare
A dimostrare che ciò che era comunque resta,
È stato solo un momento superabile e superato.
Che tra loro è già passato e  lo hanno consumato.
E io ti voglio lì,sull’altare
A dimostrare che due maledetti possono amarsi
E vivere insieme
Ma senza per sempre che non si sa mai.
E adesso dimmi che ciò che era non è mai passato.
Questo valzer a piedi nudi sul bagnato
Che ci ha fatto i migliori lividi
e noi li abbiamo baciati a vicenda.
Ci siamo rialzati e abbiamo continuato
A ballare. Siamo ancora in piedi.
E adesso dimmi che ciò che era non è mai passato.
Questo valzer a piedi nudi sul bagnato
Che ci ha fatto i migliori lividi
Ma noi ci siamo rialzati e abbiamo continuato.
Che se cadremo a terra
E lo faremo .. sarà solo per unirci.
Con i nostri pensieri,
con i nostri corpi.
Sarà solo per unirci.
Eternamente.

mercoledì 26 aprile 2017

Percorrendo strade.

Ma quante strade, sono tutte ad un bivio
Dello stesso colore con forma angolare
Ma che strano che a guardarle tutte
 mi gira la testa.
Sanno tutte cosa dire e dove portano
Anche se infine non lo sanno dove conducono.
Sono tutte vorticose
e all’orizzonte dritte e buie
E io vorrei allontanarmi, ma senza alcuna via
D’uscita sto davanti a queste strade deserte
Senza segnaletica e personale, senza vigili, senza pedoni, senza
Un niente che sia niente.
Sento solo il tuo eco che mi confonde e non capisco
Da dove venga così mi giro ma senza scorgerti
Guardo avanti
E ti chiedo dove sei,
 Mi dici “sono qui”
ed è la stessa segnaletica che non capisco.
E  “qui” non è un posto,
“qui” è una condizione, è un davanti, è presso, è affianco.
E tu non sei “qui”, io non ti vedo.
Tu non ci sei.

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