lunedì 8 novembre 2010

l'amore salva la vita

L’amore salva il mondo


Da quando nasciamo e per il resto della nostra esistenza pensiamo a come fare per vivere al meglio i giorni che il destino o il buon Dio ci ha concesso di vivere. Ci attacchiamo al lavoro, ricerchiamo il successo, intessiamo rapporti per rinsaldare e consolidare gli sforzi che ci hanno fatto raggiungere i vari traguardi. Quindi la bella casa, la macchina, il conto in banca e per i romantici l’amore la famiglia e i figli.
In poche parole facciamo tutto tranne che soffermarci a riflettere sul vero motivo della nostra nascita. Chissà, forse la riteniamo un caso, oppure la conseguenza di un atto d’amore o sessuale… ma mai, e questo è il concetto della maggioranza, pensiamo che possa essere una ricerca, più o meno eroica, dell’essenza vitale che è l’amore. Non l’amore egoistico che ci unisce a una persona sola o al massimo a un gruppo di persone. Ma l’amore che si fa comunione. Comunione d’intenti per migliorare il cammino degli uomini a prescindere dal colore della pelle e dei vari credo religiosi o politici. E ciò comporta davvero dell’eroismo! Un eroismo carico d’amore per il prossimo che allontana e debella definitivamente le guerre e le carestie, gli accumuli inutili di ricchezze. Pare, stando a quanto dicono le persone con carismi come fratel Cosimo Fragomeni e Natuzza Evolo, entrambi nati in miseria e povertà, secondo i parametri umani, ma ricchissimi nello spirito del sacrificio e del donarsi agli altri, che la parte più intensa della preghiera consista nel vivere amando e considerando l’altro, chi soffre e chi vive nel recinto del proprio mondo materialistico.
L’unico dato certo, grazie a Dio incontrovertibile, è la morte! E nessuno di noi sa come e quando avviene. Allora? Perché indirizzare tutti gli sforzi per coltivare la vanità? Costruire agglomerati che inesorabilmente inducono discordia e sviluppano famelici appetiti? Anche nel buono può nascondersi il cattivo, e viceversa! Quante fondazioni umanitarie nascono per sollevare sofferenze fisiche e poi per ottenere i fondi smarriscono la fede e la missione prefissate? Gli imperi non fanno parte dei progetti divini, la carità sì! E oggi, così com’è impostato il sistema, fare carità nelle grandi strutture sanitarie è impossibile. S’incorre di solito nell’avidità di qualcuno che opera o somministra assistenze mediche inutili perché il sistema lo impone e per condurre una vita più agiata. Persino l’assistenza agli anziani o ai diseredati non può esserci se mancano i soldi per il loro sostentamento, il personale sanitario e le strutture d’accoglienza. Allora? Allora, sembrerà senz’altro riduttivo e utopistico, si deve rivedere tutto il sistema sociale e basare le azioni individuali e quelle che interferiscono nelle grandi opere su una morale comune a tutela della totalità degli uomini e non del capitale come concepito nelle economie avanzate. Ridare dignità alla persona, al lavoratore, ai bambini e agli anziani, ai disabili! Non servono grandi strutture per ricoverare ammalati terminali o vecchi. Serve una politica seria che rispetti e metta al centro dei progetti i deboli. Dare, cioè, ad anziani, disabili e svantaggiati la possibilità di vivere una vita degna di essere definita tale negli stessi ambienti dove sono vissuti insieme ai loro affetti più cari: familiari e amici; aiutando, dove necessario la famiglia d'origine a curare e seguire nei bisogni quotidiani la persona svantaggiata o ammalata.

domenica 7 novembre 2010

Catanzaro terrorismo e inciviltà

A Catanzaro, nei giorni scorsi, ragazzotti che si definiscono di estrema destra assaltano il centro sociale “Riscossa” e accoltellano un ragazzo ventenne e poi, non contenti, vanno pure ad attendere davanti al pronto soccorso e ne accoltellano un altro che era andato a trovarlo.

Insomma, agguati stile terra di nessuno, o meglio, territorio selvaggio da occupare e gestire con arroganza e violenza. Va beh che Catanzaro vanta una storia degna della destra violenta e tracotante italiana, basta ricordare il delitto “Malacaria” avvenuto il 4 febbraio del ’71 in pieno centro storico.

Giuseppe Malacaria era un muratore trentenne uscito di casa dopo una faticosa giornata di lavoro per assistere a un comizio del pci e invece incappa in un ordigno gettato tra la folla da due losche figure.
Vediamo un attimo i fatti:

4 febbraio 1971, Catanzaro. Attorno alle 17 Piazza Grimaldi inizia a riempirsi di persone: dirigenti di partito, militanti e simpatizzanti, rappresentanti delle istituzioni, gente comune accorsa chi per sdegno chi per curiosità ad assistere alla manifestazione indetta dal Pci cittadino.

Dal palco, montato per l'occasione, Franco Politano, all'epoca segretario della federazione provinciale comunista, annuncia che è stata negata l'autorizzazione per la manifestazione, la motivazione ufficiale è il mancato rispetto del termine dei tre giorni previsto per la richiesta. Si decide, così, unanimemente di rinviare la manifestazione a data da destinarsi e di tenere comunque in serata un’assemblea pubblica nei saloni della Provincia.

La folla prende atto della solerzia burocratica ma il muovere dei passi verso Corso Mazzini è interrotto dal rumore di un altro microfono e dal riecheggiare di altre parole. Dalla sede del Movimento Sociale Italiano, collocata a una cinquantina di metri, iniziano ad arrivare frammenti di discorsi e slogan ritmati. C'è chi si allontana e chi si muove verso la parte bassa del corso, chi invita a non raccogliere le provocazioni e chi inveisce.

Dalla sede del Movimento sociale italiano s’incominciava a sentire un discorso. L'oratore ad alta voce attribuiva la colpa di quanto stava accadendo in Calabria, per la questione del capoluogo, al governo e alla democrazia cristiana, accusati di aver rinviato troppo a lungo la decisione sul problema più importante, cioè la scelta del capoluogo della regione. Dalle finestre della sede del MSI, alcuni giovani con elmetto in testa e visiera lanciavano pietre verso il basso, il grosso della folla si disperdeva e altri rilanciavano verso l'alto le pietre che avevano raccolto per la strada.
Alcuni funzionari della Polizia irrompono nella sede del MSI. Mentre in strada le urla e il fragore sono interrotti dalle esplosioni. Grida, sangue, gente che fugge e il suono delle sirene delle ambulanze.

A terra resta Giuseppe Malacaria insieme a un numero consistente di feriti molti dei quali ignari passanti; tra questi R.C., uscita dalla chiesa dell'Immacolata e diretta verso casa, dichiara: "Mentre dalla sede missina erano lanciate in strada pietre da giovani che avevano il capo coperto da caschi, il prospiciente vicoletto nel quale sfocia il laghetto Vinci Duomo è stato rischiarato da una scia luminosa. Subito dopo ho notato nel vicoletto alcuni giovani, due per l'esattezza, che hanno lanciato qualcosa in direzione della folla che stazionava sotto la sede del MSI. Un attimo dopo ho avvertito due esplosioni e contemporaneamente sono caduta a terra ferita. Il lancio della bomba è avvenuto a una distanza da me di circa sei metri". Anche S.M., passava di lì per caso, aveva appena terminato il suo turno di lavoro alle Poste e stava rincasando quando, inaspettatamente, si è ritrovato nel bel mezzo della sassaiola: "Ho cercato di riparami nel vicoletto ma sono stato colpito da un oggetto che è esploso dopo essere piombato dall'alto".

A parte l’inutile perdita di vite umane, cosa altro ha portato o porta la violenza ideologizzata? Potere per qualcuno rimasto nell’ombra? Benessere sociale? …
Mentre i ragazzi muoiono e le persone ignare diventano vittime sacrificali qualcuno dietro le quinte, ordisce piani malsani; si strofina le mani e progetta altri attentati per alimentare psicosi sociali che possano giustificare operazioni restrittive.

La strategia della tensione, terroristica o di Stato, non fa nessuna differenza, entrambe mirano a creare un sistema di paura e non portano certo cultura e libertà, democrazia e lavoro, benessere e solidarietà! Ma questi pensieri sono ritenuti di sinistra. Gli uomini e le donne della destra parlano di successo commisurato ai guadagni, ai soldi! Al potere d’acquisto. E più puoi permetterti di spendere e più vali, sei importante, specie se puoi comprare persone e affetti per riempire il vuoto esistenziale cresciuto insieme alle ricchezze materiali. Sì, proprio così, perché per arricchirti, hai dovuto per forza rinunciare a qualcosa, sempreché non hai avuto una botta di culo e hai vinto al superenalotto.

venerdì 5 novembre 2010

Italiani assediati

L’Italia è sotto assedio. Tenuta in ostaggio da una masnada di faccendieri immobili e sordi ai bisogni degli italiani ma attentissimi a grattarsi i pruriti intimi alla faccia degli elettori buggerati dalla propaganda politica che riescono a mettere in campo.
Si è toccato il fondo! E le elezioni, strumento democratico per eccellenza si trasforma, nelle teste dei faccendieri, in arma di ricatto: o con me oppure si torna alle urne!

Ma in tutto questo casino il popolo c’entra qualcosa? La massa che non ha santi in paradiso e si sente intimamente mortificata da questo stato di cose e non vuole più essere rappresentata in questi termini che deve fare per togliere di mezzo sta gentaglia bugiarda e nemica della sovranità popolare che con le sue malefatte sta sputtanando gli italiani persino nelle galassie extraterrestri?
Insomma se siamo davvero in uno stato democratico qualcuno deve chiudere definitivamente il sipario, fare cessare l’ignobile tragicomica commedia e voltare pagina. I meccanismi democratici lo consentono!
gridare al lupo! al lupo! non serve!! si cambi 'sto porcellum di legge elettorale fatta da Calderoli, si trasformi in uno strumento democratico privo di blindature per devoti servi sciocchi e si torni a votare!!!

giovedì 4 novembre 2010

come parlare ai figli

Suggerimenti di mamma Natuzza ai genitori nel rapporto coi figli:


Con i figli non bisogna essere come i generali nazisti, implacabili, metterli sempre sull’attenti e impartire ordini. Sono sempre di un’altra generazione e non possono comprendere l’atteggiamento dei genitori né tantomeno comportarsi nell’identico modo di quando erano i genitori a essere figli. Poi se quando fanno uno sbaglio, i figli, vedono una reazione spropositata piena di eccessivo dolore o eccessiva collera, s’intimoriscono e non parlano più. Non si confidano con i genitori e non ammettono, anzi, nascondono i loro errori proprio per paura delle reazioni. Perciò, quando si deve rimproverare un figlio, bisogna pesare le parole, altrimenti si ottiene l’effetto contrario; o comunque si spingono al silenzio. Da qui la solitudine e la tristezza dei ragazzi.

mercoledì 3 novembre 2010

futurismo e fascismo

©mario iannino
archivio, olio su tela 70x50, 1978
Contro ogni logica, oggi come nei primi del ‘900, al tempo dei futuristi.

Il 20 febbraio del 1909 Filippo Tommaso Marinetti pubblica su “Le Figaro” il suo manifesto del Futurismo. In sostanza è l’esaltazione della volontà del potere, la sottoscrizione di una mente energica e decisa che vuole dominare gli eventi, esaltare la forza fisica piuttosto che intellettuale della classe dominante.

Marinetti, evince la volontà di annullare, attraverso il possesso, la donna al pari di un oggetto, possederla come una macchina roboante, e nell'esaltare le macchine, la modernità esorta a  cancellare culture e modi ritenuti, da lui, vecchi. In sostanza, al di là delle innovazioni lessicali e visive, a volte visionari, il movimento futurista non esprime il tanto agognato e pubblicizzato movimento di liberazione intellettuale del vecchio ma l’esaltazione del potere totalitario e fascista del tempo.

Un tempo antico ritrovato nelle estemporaneità contemporanee dei ministri che inneggiano alla guerra, ai respingimenti e alla donna oggetto costruita dalla devianza maschilista.
Concetti ben lontani dalle pacate riflessioni dei pacifisti che auspicano un mondo migliore e propendono alla pace universale.

Per comprendere bene quanto accennato per economicità di tempo e sviluppare future analisi ecco di seguito riportato integralmente il manifesto dei futuristi concepito da F.T.M.:

1. Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità.
2. Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.
3. La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità pensosa, l'estasi e il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo e il pugno.
4. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova; la bellezza della velocità. Un’automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo... un’automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia.
5. Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta ideale attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita.
6. Bisogna che il poeta si prodighi con ardore, sfarzo e munificenza, per aumentare l'entusiastico fervore degli elementi primordiali.
7. Non v'è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. La poesia deve essere concepita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a prostrarsi davanti all'uomo.
8. Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli! Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell'impossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell'assoluto, poiché abbiamo già creata l'eterna velocità onnipresente.
9. Noi vogliamo glorificare la guerra - sola igiene del mondo - il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.
10. Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica e utilitaria.
11. Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa: canteremo le maree multicolori e polifoniche delle rivoluzioni nelle capitali moderne; canteremo il vibrante fervore notturno degli arsenali e dei cantieri, incendiati da violente lune elettriche; le stazioni ingorde, divoratrici di serpi che fumano; le officine appese alle nuvole per i contorti fili dei loro fumi; i ponti simili a ginnasti giganti che fiutano l'orizzonte, e le locomotive dall'ampio petto, che scalpitano sulle rotaie, come enormi cavalli d'acciaio imbrigliati di tubi, e il volo scivolante degli aeroplani, la cui elica garrisce al vento come una bandiera e sembra applaudire come una folla entusiasta. È dall'Italia che noi lanciamo per il mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il FUTURISMO perché vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d'archeologi, di ciceroni e d'antiquari. Già per troppo tempo l'Italia è stata un mercato di rigattieri. Noi vogliamo liberarla dagli innumerevoli musei che la coprono tutta di cimiteri.

teoria dei bisogni e casi umani sciorinati al sole

La teoria dei bisogni secondo alcuni

Se davvero per un attimo si mettessero da parte le masturbazioni mentali che alcuni definiscono concetti filosofici basilari per la nascita di ideologie politiche, religiose o atee e si pensasse alla realtà quotidiana fatta di piccole gioie ma anche di contrarietà contingenti, forse si potrebbe davvero trovare una soluzione degna di essere chiamata “operazione politica” mitrata a debellare i mali e le storture prodotti dall’egoismo umano, specie di quanti sono chiamati a governare gli eventi nazionali.

Non servono proclami, promozioni, supereroi con superpoteri. Serve un pochino di buona volontà e onestà intellettuale per debellare faziosità servili e dare agli altri la possibilità di vivere una vita degna di questo nome.

Molti, troppi soffrono per la perdita del lavoro, della dignità connessa all’appartenenza produttiva, per non essere più un’entità concreta di forza lavoro e le menti eccelse italiane a che pensano? Pensano a cose futili come difendere l’indifendibile e chiamare “bisogno” le esigenze individuali antistress di chi non conosce la parola solidarietà se non associata al proprio ego.

Persino l’eminente Sgarbi giustifica certe uscite folkloristiche del premier dicendo che "è come affermare che uno preferisce andare a pesca piuttosto che a caccia". Vero! Se solo si trattasse di una semplice scelta per passare il tempo nel pieno rispetto degli altri, per giunta cittadini rappresentati dal governo in carica. Se poi vogliamo buttarla in cazzate allora possiamo associarci a Sgarbi quando paragona Berlusconi alla grotta azzurra e andare tutti a fargli visita per esprimergli i nostri di bisogni, semprechè qualcuno abbia in agenda il suo numero di telefono.

martedì 2 novembre 2010

preferisco i gay

Preferisco i gay alla stupidità dei seni rifatti e dei nasini all'insù.


Non sono gay e per fare l’amore preferisco le donne intelligenti e belle ma quest’ultima peculiarità può essere tranquillamente elusa specie se diventa merce di scambio o è posta sul piatto della bilancia per valorizzare ochette rifatte a discapito di menti eccelse.
Per me l’eros è una questione mentale. La donna deve suscitare qualcosa d’indefinito e inatteso e quel qualcosa prescinde dall’estetica corporea. Anzi, può essere proprio una piccola imperfezione, il timbro della voce o la meridionalità dei lineamenti a innescare la libido piuttosto che un corpo scolpito e imbottito di silicone o trattato al botulino.
Ovviamente non tutti la pensano come me, tant’è vero che la fabbrica dell’apparire è attivissima e la pratica della chirurgia plastica per seni rifatti, nasini all’insù, labbra gonfie e avvolgenti, zigomi scolpiti e parti intime rivedute e corrette secondo un immaginario boccaccesco, fa affari d’oro.

Problemi, questi, che non centrano con l’agenda politica e quando un alto esponente politico cade in tentazione o è sessuofobo non è più degno di rappresentare una nazione perché la nazione è composta di tantissime anime con innumerevoli storie; e la storia recente, la cronaca, ha documentato come le incompatibilità oggettive debbano essere rimosse dal sistema sociale in maniera democratica in un batter d’occhio. Se poi alle incongruenze di tipo morale si associano esternazioni estranee ai protocolli istituzionali, come le gestioni allegre delle finanze pubbliche, le morti in carcere, la perdita occupazionale di intere generazioni, per intenderci: nessun popolo che goda una discreta salute mentale lascia alla guida di una ferrari lo sfasciacarrozze ubriaco che ammazza i gay, gli operai i pensionati e quanti gli attraversano la strada e interrompono la folle corsa.

Insomma, chi determina le sorti dei popoli non può permettersi certe licenze.
E, per dirla tutta preferisco l’amicizia di un omosessuale alla stupidità, all’arroganza, all’egoismo e alla pochezza di pensiero che uniforma e appiattisce uomini e donne e li riduce a cloni. ma poi, cosa avranno mai di tanto irritante o irriverente gli omosessuali? è forse peccato amare? perché di questo si tratta: di amore verso un'altra persona! e alle guerre intestine preferisco l'amore senza se e senza ma.

il potere logora chi non ce l'ha

È tutto un merdaio! Non voglio più sentire né vedere certa gente. Gente sprezzante che si presenta in tivù con la faccia più tosta del granito dicendo tutto e il contrario di tutto. Gente avvezza alle bugie e che ha portato una nazione intera alla rovina. Gente che ruba il presente e l’avvenire.

Gentaglia! Gentaglia che non vale neanche la pena nominare o ricordare le malefatte che ha combinato e continua a combinare e che si presenta, non so con quale coraggio, in tivù per accusare gli altri.
Lestofanti imbroglioni puttane… e pensare che qualcuno si lamentava di Cicciolina in parlamento. Almeno di lei si sapeva che il suo lavoro era la pornostar che voleva al potere il partito dell’amore e che le piaceva fare sesso.

Auguro a questa gente tutto il male del mondo, anzi no! Mi basta sapere che soffrano per la perdita di quello che hanno di più caro. Tanto ormai siamo col culo per terra e quando la nave affonda le scialuppe di salvataggio non bastano mai per tutti specie dopo avere portato tanta disperazione.

... e se fosse un malinteso? se tutti noi non avessimo capito come vanno le cose?
difronte alla fame e alle necessità c'è poco da capire. anzi ti fa incazzare sapere che qualcuno sguazza nell'oro, continua a fare affari e festini mentre tu muori di stenti e di rabbia impotente.

lunedì 1 novembre 2010

Alda Merini e Natuzza Evolo, donne che hanno insegnato tanto

A qualcuno potrà sembrare blasfemo quanto sto per dire, sarebbe quasi come paragonare il diavolo e l’acqua santa, ma non è così:
Ritengo sia giusto ricordare due donne importanti per la crescita culturale e religiosa di quanti amano il vero senso della vita e ne vogliono penetrare i misteri e le sensibilità intrinseche.
Mi riferisco alla vita e all’opera di due grandi donne che hanno sofferto le angherie inflitte dal potere degli ignoranti: Natuzza Evolo e Alda Merini. Mistica la prima e poetessa la seconda. Morte entrambe lo stesso giorno, l’uno novembre del 2009, giorno di tutti i santi, dopo avere vissuto patimenti e gioie su percorsi paralleli.
Natuzza aveva il dono di parlare col “Mistero”, con l’aldilà, Gesù e Maria.
Alda Merini parlava al cuore della gente con la penna trascrivendo tutta la sensibilità del suo cuore.

Donne che hanno saputo aiutare, con metodiche differenti, quanti si sono avvicinati a loro.
Donne che hanno sofferto le incomprensioni del mondo e che sono state segregate, giovanissime, nei manicomi a causa della “diversità”.
Diversità dettate da sensibilità non comuni e che per questo facevano paura, o quantomeno, destavano allarmismi perché prive di risposte certe, tangibili, secondo quanto lo scibile umano imponeva. E, lo scibile umano, la scienza che tutto vuole spiegare le ha usate come cavie da laboratorio per cedere, infine, le armi a tanta misteriosa energia dettata dall’amore.

Gli insegnamenti del Divino attraverso Mamma Natuzza

È trascorso un anno da quando Natuzza ha cessato di vivere la sua vita terrena e in questo giorno molte sono le iniziative: è ricordata dai media e nelle confraternite, nei gruppi di preghiera sorte attorno alla sua opera. L'esortazione ricorrente di Mamma Natuzza era: Gesù e la Madonna vogliono cenacoli di preghiere. Pregate sempre e guardate ai giovani con benevolenza... Pregate per i preti che sbagliano affinché si ravvedano e compiano le funzioni sacerdotali secondo la volontà di Dio.

sbirciando qua e là

sbirciando qua e là
notizie e curiosità
non vendiamo pubblicità. Divulghiamo BELLEZZA ...appunti di viaggio...at 12 o'clock post in progress
AMBIENTE CULTURA TERRITORIO EVENTI e elogio della BELLEZZA ...appunti di viaggio... at 12 o'clock post in progress
non vendiamo pubblicità. Divulghiamo BELLEZZA ...appunti di viaggio...at 12 o'clock post in progress
non vendiamo pubblicità. Divulghiamo BELLEZZA ...appunti di viaggio...at 12 o'clock post in progress

Post suggerito

Le seduzioni dell'arte

Mario Iannino, 2007, a scuola di seduzione C'è un universo abitato da più categorie di persone che lascia spazi a gestualità inusu...

a ore 12 ... ...at 12 o'clock ... post in progress, analisi e opinioni a confronto
a ore 12 ... ...at 12 o'clock ... post in progress ... analisi e opinioni a confronto
a ore 12 ... ...at 12 o'clock ... post in progress, analisi e opinioni a confronto

Sulle tracce di Cassiodoro

Sulle tracce di Cassiodoro
Flussi e riflussi storici

SPAZIO ALLA CREATIVITA'

SPAZIO ALLA CREATIVITA'
La creatività è femmina

un pizzico di ... Sapore

Un pizzico di ---- cultura --- folklore --- storia --- a spasso tra i paesi della Calabria e non solo. ---Incontri a ore 12 Notizie & ...Eventi ...at 12 o'clock... Opinioni ... works in progress, analisi e opinioni a confronto
Itinerari gastronomici e cucina mediterranea

Cucina Calabrese

Cucina Calabrese
... di necessità virtù
a ore 12 ... ...at 12 o'clock ... post in progress, analisi e opinioni a confronto

post in progress

a ore 12 ...accade davanti ai nostri occhi e ne parliamo...at 12 o'clock post in progress
e-mail: arteesocieta@gmail.com
...OPINIONI A CONFRONTO ...

...OPINIONI A CONFRONTO ...

POST IN PROGRESS

Dai monti al mare in 15' tra natura e archeologia

A spasso tra i luoghi più belli e suggestivi della Calabria

Da un capo all'altro

Da un capo all'altro
Tra storia, miti e leggende

UN PONTE

UN PONTE
SULLA IR/REALTA'

Per raggiungere le tue mete consulta la mappa

ALLA SCOPERTA DELLA CALABRIA

ALLA SCOPERTA DELLA CALABRIA
PERCORSI SUGGERITI

Translate