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CAROSELLO

Oltre il Glitch

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  L'Intenzionalità Tecnica nell'Opera di Mario Iannino Nel post, l’estetica del glitch si rilevano alcune distonie ne vogliamo parlare?       Nell’articolo si esprime un giudizio parzialmente in sintonia con la ricerca poetica di Mario Iannino. il glitch, cioè lo sbaglio , l'imprevisto della macchina non è traslato e fatto assurgere ad “opera d’arte”. Nelle intenzioni dell'artista, non è la manipolazione concettuale di un errore a surrigare e fare assurgere a progetto artistico la ricerca. È, bensì, la commistione delle tecniche che esplicita e rende visibile il percorso e che diventa linguaggio piegato alla creatività dell'operatore.  

L'estetica del Glitch

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  La ricerca di Mario Iannino e il suo modo di usare i nuovi media. L'Arte come Bisturi Digitale: la ricerca di Mario Iannino Che succede quando la perfezione immortale del Rinascimento si scontra con il caos fluido della rete?

Un viaggio nella poetica di ...

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  Mercificazione dell’Effimero, Memoria del Presente.   Il viaggio artistico di Mario Iannino Introduzione L’atto creativo, nel percorso di Mario Iannino, non si configura come una distaccata speculazione estetica, né come un esercizio di stile fine a sé. È, al contrario, un’urgenza biologica impellente, un processo di decompressione vitale che risponde a una necessità viscerale: scaricare le tensioni per non soccombere al loro peso. L’artista opera come una spugna gettata nel flusso caotico del contemporaneo, un ricettore sensibilissimo che assorbe gli avvenimenti, le notizie, i traumi latenti e le nevrosi della società dei consumi. Questa saturazione emotiva e intellettuale si accumula all'interno fino a raggiungere il punto di rottura, trasformandosi in una "bile" corrosiva che richiede un rilascio immediato sulla superficie fisica dell'opera, pena il consumo interiore dell'autore stesso.

Onestà e coraggio cercasi

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  Emile Zola. Parliamo di un intellettuale d’altri tempi ma prepotentemente attuale. Un nome e un personaggio che gli studenti d’arte e gli appassionati conoscono bene. Un intellettuale che accompagnò i maggiori artisti impressionisti fin dalla loro apparizione in Francia. Un amante dell’arte e della cultura e dei suoi attori. Fu anche fine osservatore del suo tempo ed è in questa veste che scrisse il noto “J’accuse”. La sua voce si levò contro il potere precostituito che voleva Dreyfus colpevole di un’infamia estranea alla sua persona. Perché parlare di persone e fatti ormai lontani e comunque storicizzati? A parte che “non è mai troppo tardi” per illuminare vecchi viali del sapere in una realtà illuminata dalle torce degli smartphone e dai like effimeri sulle piattaforme social. Ripercorrere serenamente antiche strade, osservare, confrontare, e fare il punto paragonando l’onestà intellettuale che fungeva da scudo e armatura il pensiero dei paladini della Bellezza non è mai un ese...

Tra voyeurism e cecità

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 -la consacrazione dell' l'immagine effimera nel paradosso della comunicazione- L’Uomo che Non Vuole Vedere: Banksy, Saramago e la Cieca Coreografia del Potere   Nel cuore di Londra, dove il marmo celebra la memoria e il bronzo custodisce la gloria, Banksy ha collocato un uomo che non vede. Non perché il destino lo abbia privato della vista, ma perché sceglie di non guardare. È un gesto chirurgico, quasi letterario: come se l’artista avesse strappato una pagina da “Cecità” di Saramago e l’avesse tradotta in scultura, lasciandola vibrare tra i monumenti dell’Impero. Da quella notte, a due passi da Buckingham Palace, la città non osserva più solo il proprio passato: osserva la propria cecità.  

Cecità Da Banksy A Saramago

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  L’Orgoglio Cieco: Banksy e l’Iconoclastia del Presente a Waterloo Place. Nel cuore pulsante di Londra, tra le solenni effigi in bronzo che celebrano i trionfi dell’Impero e il sacrificio dei caduti, l'ultima incursione di Banksy a Waterloo Place non è solo un atto di guerriglia artistica, ma un crudo referto autoptico sulla nostra epoca. La statua dell’uomo accecato da una bandiera, che pure sventola con una fierezza quasi arrogante, si erge come il monumento definitivo al paradosso del XXI secolo: l’identità che diventa prigione e il simbolo che sostituisce lo sguardo. La bandiera si trasforma in sudario e   ribalta la funzione classica del monumento. Mentre la statua tradizionale è posta su un piedistallo per essere guardata e per ricordare, la figura di Banksy è l’unica che non può guardare. E quindi sta per cadere nel vuoto. La bandiera, storicamente strumento di segnalazione e riconoscimento, qui muta in un sudario soffocante. L’artista suggerisce che il patriotti...

Realtà e immaginazione

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Nessun Confine tra realtà e immaginazione nell'era dell'intelligenza artificiale.   L'Eclissi dell'Oggettivo si manifesta nella realtà che si trasforma in Palinsesto Digitale con dei tap. Dalla fotografia, fin ora intesa come testimonianza immediata del reale si passa a piè pari nel virtuale creativo. Con la manipolazione digitale, o mixed media, sviluppiamo una nuova generazione dell'immaginario sovrapponendo e mescolando immagini dettate dal rispettivo fermento creativo mostriamo mondi ben definiti e in sintonia con il sentire soggettivo. 

Mixed Media Storytelling: il futuro della narrazione digitale

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    Oltre la Superficie: l'Umano Incontra il Pixel. Esistono immagini che non si limitano a essere guardate, ma che chiedono di essere abitate, sondate e possedute. Visioni che squarciano la tela del quotidiano per mostrarci la trama sottile, e talvolta soffocante, della nostra esistenza iper-connessa. Siamo immersi in un'architettura di silicio, in un mondo dove i nostri passi non calpestano più la terra, ma la fredda sequenza di una tastiera infinita. Qui, tra comandi predefiniti e orizzonti digitali, l'anima rischia di farsi trasparente, perdendo il calore del corpo e la densità del pensiero. Ma ogni sistema, per quanto perfetto, possiede una ferita. Uno strappo. In questo saggio, esploreremo il significato di una di queste ferite: una lacerazione cromatica che ci invita a smettere di essere "input" e a tornare a essere "presenza". È l'invito a un salto radicale — dalla logica del calcolo alla vertigine della passione — per riscoprire cosa...

Scarti

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  Nelle ultime ore (aprile 2026), un'importante operazione dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Cosenza ha portato al sequestro di 143 opere d'arte false esposte a Reggio Calabria.  Il caso riguarda la mostra temporanea intitolata "Pop to Street Art: Influences", che si è tenuta tra il 2024 e l'inizio del 2025 in diverse sedi prestigiose della città, tra cui proprio l'Accademia di Belle Arti, il Museo Archeologico Nazionale (MArRC) e la Casa della Cultura "P. Crupi". Questi i dettagli principali dell'accaduto:

Mostre, mostri

  La bellezza in saldo   -Se le istituzioni rinunciano al loro ruolo e trasformano la cultura in un prodotto da scaffale-   Qualcuno grida allo scandalo! Ma cosa c’è di scandaloso in una deformazione che trasforma la Bellezza in merce?  

Oltre il canone: la pittura di Giovanni Levato

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  Arte. Pittura. Cultura. Spostiamo il baricentro dal "saper fare" al "sentire". Parliamo   dei lavori di Gianni Levato osservandoli con l'autenticità di chi cerca l’intima sensazione trasponendola sulla tela, contestualizzando i dipinti nel vissuto condiviso.  

Venezia, 80 artisti contro Israele e Usa

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  IL CASO BIENNALE Di Mario Iannino L ’arte, e i suoi spazi, non sono un tribunale: la bellezza oltre le bombe. Escludere artisti e padiglioni per le colpe dei governi è un errore che uccide il dialogo e mortifica la missione dell’arte.. L'arte oltre i confini della ragione: perché la Biennale non può essere un tribunale.Punire gli artisti per le colpe dei governi è un errore che uccide il dialogo. La bellezza deve restare un territorio libero, l’unico ponte capace di unire ciò che la guerra e la politica dividono.  

La città parla

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  La città parla e racconta storie. Quante ce ne sono per le vie della città? Diamo peso ai messaggi che non compaiono sotto la tendina degli smartphone?

Il dio dell'amore

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 di Franco Cimino.  Ah, l’amore... CHE BELLA SERATA IERI SERA AL COMUNALE! UNA SERATA STRAORDINARIA DI CINEMA E D’AMORE, SOTTO LA REGIA DEI NOSTRI DUE FRANCESCO E SULLO SCHERMO “IL DIO DELL’AMORE”… E QUEL COLELLA, CHE DOMINA SEMPRE. DA GIGANTE! …

Dal frammento al Barocco

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  Dematerializzazione contemporanea barocca È un'osservazione molto acuta. Definire un collage digitale di questo tipo come "barocco contemporaneo" è assolutamente calzante, specialmente per come reinterpreta i codici di quello stile in chiave digitale e urbana.

Pasqua di Resurrezione

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  L'opera si presenta come un assemblaggio polimaterico che richiama la poetica del Nouveau Réalisme e di artisti come Mimmo Rotella o Robert Rauschenberg. diversi strati sembrano dialogare con la riflessione sulla poetica dei sogni e delle loro realizzazioni.   Basta crederci fermamente e volerlo!

Ricerca Artistica, tra consumismo e narrazione

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  Artisti contemporanei: Mario Iannino e la sua ricerca poetica Ciò che osserviamo non è un semplice accumulo di scarti, ma un dispositivo visivo che mette in scena il rapporto tra consumo, memoria materiale e stratificazione culturale. Siamo davanti a un lavoro di ricerca, una sorta di archeologia del presente.

La Cultura non è un salotto

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 E neppure una sala da pranzo arredata con comode sedie e tavole elastiche. La scelta del silenzio: tra rito sociale e ricerca autentica Esiste una sottile differenza tra l'essere presenti a un evento e l'essere partecipi di un progetto. Recentemente, un invito ricevuto dopo un lungo silenzio — una telefonata cordiale per una presentazione museale in cui sarei stato spettatore — mi ha offerto lo spunto per una riflessione sulla gestione del tempo e della coerenza professionale.

Nel privé

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  Linguaggi Mutevoli (2024) – personale dell’artista Mario Iannino . Nel “Privé” erano raccolti alcuni lavori significativi : una tela 60x50 dipinta a olio nel 1990 — un ritratto — e altre opere "narranti", realizzate con tecniche digitali, ricche di citazioni e rimandi a personalità che hanno generato fermenti culturali e politici in Calabria e in Italia. P iù dei nomi, conta il loro ruolo: è con questa intenzione che l'artista ha scelto di dedicare loro parte del proprio impegno creativo, collocandoli in uno spazio riservato della galleria. Non sono stati posti ai margini di “Linguaggi Mutevoli”, ma protetti in modo quasi sacrale. Chi intendeva vederli e instaurare un dialogo doveva farlo volontariamente, poiché in quel luogo era fondamentale parlare delle "osservazioni" e delle "denunce sociali" connesse alle opere.

Traiettorie di una presenza

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 Stratigrafie della memoria tra logistica e territorio. ( nota dell’autore ) In memoria di Adriano Marani.   L’imprenditore che ha trasformato un’idea in un’eredità. Ci sono persone che, quando se ne vanno, non lasciano un vuoto: lasciano una scia. Una direzione. Un modo di fare che continua a vivere nei gesti quotidiani di chi ha condiviso con loro un tratto di strada. Adriano appartiene a questa categoria rara: quella degli uomini che non hanno semplicemente lavorato, ma hanno generato qualcosa che continua a parlare per loro.

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ARTISTI IN CALABRIA

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