L'estetica del Glitch
La ricerca di Mario Iannino e il suo modo di usare i nuovi media.
L'Arte come Bisturi Digitale: la ricerca di Mario Iannino
Che succede quando la perfezione immortale del Rinascimento si scontra con il caos fluido della rete?
Nella sua ricerca visiva, l’artista calabrese Mario Iannino non usa il computer per creare immagini rassicuranti o semplicemente "belle". Al contrario, per lui il mezzo digitale è un vero e proprio bisturi concettuale.
Lì dove la pittura tradizionale richiederebbe ore di meticoloso
lavoro per stratificare un'idea, il digitale permette di agire con precisione
chirurgica. Permette di tagliare, smontare e ricomporre la realtà in tempo
reale, rendendo il pensiero visibile in un click.
Il Classico investito dal Caos
Prendiamo uno dei suoi lavori più iconici: "corpi
astrali dietro il classico".
A destra domina la figura tridimensionale del David di
Michelangelo, il simbolo assoluto di armonia, ragione e perfezione anatomica
dell'Occidente. Ma, basta spostare lo sguardo per accorgersi che l'ideale si
sta spaccando.
Dietro la solidità del marmo si agita un groviglio astratto
di pixel e contrasti violenti. Tonalità rosse profonde, sciabolate di verde
acido e frammenti di corpi umani sovrapposti creano una dimensione caotica e
quasi spirituale: l'interiorità pulsante e informe che si nasconde dietro
l'involucro della forma perfetta.
L'estetica del Glitch e del Web
La forza della ricerca di Iannino sta proprio nell'uso dei
nuovi media come dispositivo critico. Attraverso collage digitali complessi,
l'artista porta avanti una strategia precisa:
- L'estetica della frattura: Linee spezzate, interferenze e
glitch cromatici non sono errori ma strumenti per decostruire la tradizione e
negare la rigidità delle forme classiche.
- Materia instabile: Il marmo solido del David dialoga con
uno sfondo fluido, dove i pixel si smaterializzano diventando puro concetto.
- La critica al post-fotografico: Un dettaglio
apparentemente casuale come il watermark commerciale "C4S.com"
impresso in basso diventa una forte dichiarazione d'intenti. È il segno
tangibile di come l'arte classica sia oggi fagocitata, masticata e ricomposta
dai database digitali e dalla cultura d’internet.
Mario Iannino ci mostra così un corpo umano frammentato,
digitalizzato e privato della sua antica sacralità, costringendoci a riflettere
su cosa rimanga dell'anima nell'era della riproducibilità tecnica.

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