Calabria, Isola di Bellezza e dello Spirito
(https://aore12.blogspot.com/search?q=vasche+di+cassiodoro%2C+squillace)
Una panoramica e un'analisi dei post del blog A ore 12
dedicati alle Vasche di Cassiodoro e alle bellezze storiche e naturali del Golfo di Squillace, in Calabria.
Un viaggio tra Storia e Natura nel Golfo di Squillace
I post del blog tracciano itinerari affascinanti e
uniscono il mito di Ulisse alla figura storica di Cassiodoro, unificando la
scogliera di Stalettì, Copanello e Pietragrande in un unico racconto di
bellezza e misticismo.
Le Vasche di Cassiodoro e l'Ingegno Ecocompatibile.
Quanto segue riassume un itinerario storico e culturale nel
Golfo di Squillace, incentrato sulla figura visionaria di Cassiodoro che, Nel
580 d.C., vi fondò il monastero Vivarium, legando indissolubilmente il
territorio alla nascita della prima università occidentale e a un impianto
pionieristico di acquacultura marina, primo modello di ingegno ecocompatibile.
La narrazione traccia il percorso d'esplorazione contemporaneo tra la scogliera di Copanello e il Parco Archeologico di Scolacium, ed esamina da vicino il potenziale intrinseco di sviluppo locale.
L'analisi si concentra sulle opportunità di rilancio non
ancora pienamente colte connesse alla mancata valorizzazione della divulgazione
cinematografica e dall’offerta turistica legata a grandi produzioni televisive,
fino alla possibilità di trasformare gli stessi operatori balneari in promotori
attivi dell'identità millenaria del territorio.
... è una ipotesi
di proposta per convertire queste possibilità in una risorsa strategica di crescita
culturale.
Il Golfo di Squillace non è solo un panorama da cartolina, ma una stratificazione millenaria di storie, miti e “lotte” culturali che la scogliera catanzarese custodisce tra le sue rocce di granito lucido.
Camminare oggi lungo i promontori di Stalettì, Copanello e
Pietragrande significa assecondare un tempo lento, quasi in opposizione alla
frenesia moderna.
L'Isola dello Spirito e l'Ingegno Visivo Intorno al 580
d.C., qui Flavio Magno Aurelio Cassiodoro scelse proprio la sporgenza
aspro-selvaggia di Stalettì per fondare il Vivarium, un cenobio dello spirito e
della mente che divenne la prima vera università del mondo occidentale.
Ritiratosi dalle fatiche della politica imperiale che lo
aveva visto mediare tra la morente cultura romana e i dominatori Goti di
Teodorico, Cassiodoro non cercò un isolamento passivo.
Al contrario, trasformò gli anfratti rocciosi in laboratori
amanuensi e grotte di preghiera, dove i monaci salvavano i testi antichi
dall'oblio del tempo.
Il segno più tangibile di questa presenza è impresso a pelo
d'acqua, là dove il mar Jonio s’infrange sulla costa, tra gli scogli, le Vasche
di Cassiodoro sembra attendano ancora le mani dei monaci. Tre grandi bacini
scavati direttamente nel granito costiero, concepiti come il primo prototipo di
acquacultura marina ecocompatibile.
Un'opera visionaria che consentiva di allevare il pesce
sfruttando il moto ondoso, nutrendo la comunità monastica senza mai impoverire
o ferire l'ecosistema circostante.
Poco distante, la
grotta paleolitica di San Gregorio testimonia che quella stessa pietra era
considerata sacra e accogliente già millenni prima.
Il Cammino Moderno verso il Mito.
Esplorare oggi questa scogliera significa accettare unatransizione geografica ed emotiva.
Per chi arriva in auto, la vecchia sede della Strada Statale
106 Jonica, superata la galleria di Copanello, offre piazzole di sosta sospese
sul vuoto.
Da qui, tra i fichi d'India che fungono da guardiani
abbarbicati sul pendio, i cattivi pensieri sembrano dissolversi di fronte
all'orizzonte infinito.
L'accesso per chi giunge da lontano è facilitato
dall'aeroporto di Lamezia Terme, situato a circa tre quarti d'ora di strada
dall'intera Costa dei Saraceni.
La vera discesa inizia nei pressi dei ruderi della chiesetta
di San Martino.
Da lì parte un sentiero stretto e tortuoso che taglia la
collina e conduce direttamente al mare.
Man mano che si scende a piedi, i rumori della civiltà
vengono assorbiti dal silenzio della macchia mediterranea prima e dal fragore
ritmico delle onde poi. E con tutto il nostro essere predisposto ci tuffiamo in
un Bagno nell'Eternità lasciando alle spalle le Occasioni Perdute perché questa
è la vera occasione! Uno spicchio di paradiso terrestre si offre a noi.
Raggiungere il livello del mare e guardare le vasche di
granito luccicante è un'esperienza che azzera il tempo.
L'acqua è talmente
trasparente da eliminare visivamente la profondità dei fondali, invitando a un
bagno che non è una semplice nuotata estiva, ma una vera e propria immersione
nella storia.
Eppure, questa bellezza intatta porta con sé una nota di
malinconia e riflessione, spesso sollevata dalle pagine del blog A ore 12.
Si parla del contrasto tra l'immenso potenziale narrativo
del luogo e le occasioni mancate, come il caso della grande produzione
televisiva di Sandokan, che ha preferito altri lidi nostrani nonostante la
costa di Squillace offrisse scenari perfetti ed esotici, adatti alla forza
epica di Salgari.
C'è anche una provocazione rivolta agli operatori locali e
ai bagnini, affinché si trasformino nei primi promotori e custodi consapevoli
di una memoria millenaria che calpestano ogni giorno.
Le Vasche di Cassiodoro rimangono così un avamposto di
resistenza culturale: un luogo dell'anima dove la bellezza non si consuma nei
mercati globali, ma continua a vibrare nel silenzio della roccia e della
schiuma marina.
Il Filo Rosso della Storia: Da Copanello al ParcoArcheologico di Scolacium
La narrazione iniziata tra i riflessi delle Vasche di
Cassiodoro non si esaurisce sulla scogliera di Copanello.
Seguendo la linea del litorale verso nord, l'eco del passato si sposta di pochi chilometri ed entra nel silenzio solenne del Museo e Parco Archeologico Nazionale di Scolacium
(https://musei.calabria.beniculturali.it/musei?mid=332&nome=museo-e-parco-archeologico-nazionale-di-scolacium),
situato in località Roccelletta di
Borgia.
Questo luogo rappresenta il vero cuore urbano dell'antico
Golfo, un'area monumentale dove la colonia romana di Minervia Scolacium sorse
sopra le fondamenta della greca Skylletion.
Se sulla scogliera l'ingegno di Cassiodoro si esprimeva nel
dialogo intimo con le onde, a Scolacium la storia si manifesta attraverso la
maestosità della terra e dell'architettura.
Un Viaggio tra gli
Ulivi Secolari e i Mattoni Rossi
Varcare l'ingresso del parco significa essere accolti da un
contrasto cromatico unico: il grigio-verde delle foglie di un immenso uliveto
secolare che incornicia il rosso intenso dei laterizi romani e normanni.
·
La Basilica di Santa Maria della Roccella: Il
primo monumento che si staglia davanti agli occhi è l'imponente rudere della
cattedrale normanna dell'XI secolo. Con le sue pareti sventrate che lasciano
intravedere il cielo, la Basilica unisce lo stile romanico occidentale alle
influenze bizantine, accogliendo il visitatore come una monumentale porta del
tempo.
·
Il Foro e il Teatro Romano: Addentrandosi tra i
sentieri battuti, l'uliveto si apre per rivelare la piazza centrale della città
romana, pavimentata con mattoni quadrati ancora intatti. Poco più in là,
adagiato sul pendio naturale della collina, sorge il grande teatro del I-II
secolo d.C., che un tempo poteva ospitare fino a 3.500 spettatori e che oggi,
in estate, torna a vivere ospitando rassegne teatrali e concerti sotto le
stelle.
·
L'Anfiteatro e i Tesori Sommersi: Sulla parte
più alta del sito si trovano i resti dell'unico anfiteatro romano finora
rinvenuto in Calabria. Ogni scavo qui ha restituito frammenti di vita: dalle
imponenti statue acefale esposte nel museo interno fino al celebre braccio di
bronzo ritrovato nei primi del Novecento, testimonianze di una ricchezza
culturale che non ha mai smesso di dialogare con il mare vicino.
Unire la visita della scogliera di Stalettì a una
passeggiata tra le rovine di Scolacium permette di chiudere il cerchio di quel
viaggio ideale descritto dal blog A ore 12.
È la Calabria che resiste al consumo rapido, e che offre
spazi lenti dove il misticismo medievale, la grandezza romana e l'armonia della
natura si fondono in un unico, lunghissimo respiro del tempo custodito in
Calabria






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