Calabresità.
Non è una nuova forma di malattia pandemica pericolosa.
Assaporare le tradizioni come se fossimo seduti davanti ad un gustosissimo piatto realizzato dal più famoso chef al servizio del Padreterno è:
Sentirsi tutt’uno con la natura dei luoghi calabresi conosciuti senza estremismi. Gli estimatori della Calabresità sono vocati naturalmente ad essere possibilisti in tutti i sensi; fiduciosi dei potenziali sviluppi dei tesori del territorio ricco di storia e bellezza naturalistica, sognano protagonismi duraturi ispirati dalla bellezza.
La bellezza è una vertigine perenne che fa stare in equilibrio tra cielo, mare e terra. È un modo d’essere. Essere non una testa dura qualunque e vuota a sognare Bellezza!, ma essere è vivere uno stato mentale altro, indefinibile a parole. Che si riassume semplicemente con e nel verbo: ESSERE!
Essere Fiduciosi e non fatalisti!
Amanti della verità che svela bellezza.
Essere Creativi. Parsimoniosi. Iracondi, a volte, ma giusto il tempo necessario per sbollire cattiverie ricevute e poter riabbracciare i fratelli ritrovati.
Calabresità è perdono. Non dimenticanza.
Calabresità è il tempo fruttuoso; un battito d'ali, caparbia risolutezza, abnegazione
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