CAROSELLO

libertà reali e virtuali nell'era internet

Le presunte libertà.

Anche a costo di passare per un rompicoglioni non posso fare a meno di esprimere alcune considerazioni in merito alle presunte libertà sbandierate proprio da quelli che le uccidono dietro le quinte dopo averle osannate e date in pasto alla povera gente credulona.
Incominciamo dalla libertà di pensiero resa sacra dai padri costituzionali che hanno scritto un articolo giusto nella Carta Costituzionale della Repubblica Italiana. In buona sostanza l’articolo recita che tutti abbiamo la possibilità di esprimere il pensiero con parole, scritture, opere pittoriche, teatrali, musicali ecc ecc. ma cosa succede quando il pensiero tocca determinati poteri precostituiti e resi forti dal denaro?
In questi giorni di caldo afoso e afose stancanti parole si leva forte la voce del Presidente della Repubblica a richiamare la politica sempre più delegittimata dalle parole e dagli atteggiamenti dei suoi rappresentanti a trovare soluzioni coraggiose e sagge per togliere la nazione e i cittadini dalla stagnazione e dalla sofferenza morale ed economica. In poche parole li esorta a smetterla col balletto delle parole, tipo “le pensioni non si toccano; aumentiamo l’IVA, aumentiamo l’età pensionabile, tagliamo certe province e paesi…” Cioè, attorno a riferimenti come i pensionati e i dipendenti che finora hanno retto l’economia nazionale la fantasia galoppa ma sfornare una legge che faccia davvero contribuire chi possiede di più in termini di ricchezza per superare l’emergenza e riprendere il passo verso il benessere sociale, questo no eh?
E che dire dei confini geografici resi granitici dai miseri confini mentali che rinchiudono uomini donne e bambini in fantomatici centri d’accoglienza più vicini a galere per le restrizioni vigenti?
Insomma è tutta un’immensa bugia invasiva che inonda i cervelli e imputridisce i corpi. Anche le ultime tecnologie invadono le libertà e annullano la privacy. Semplici e all’apparenza innocui social forum invitano a cercare vecchi amici e familiari… ma cos’hanno da guadagnare gli amministratori di questi carrozzoni? perché stuzzicano le debolezze psicologiche di tutti quelli che cadono nella rete in barba alle regole e al garante che tutela gli sprovveduti?

Nessuna levata di scudi in merito, e neanche la pubblicazione massiccia d'indignati post, tra i tanti guru della comunicazione libera e democratica internettiana forse perché anche loro devono ristorare quel piccolo spazio di potere costruito faticosamente. Uno spazio che, se gestito con arguzia, dà grandi gratificazioni economiche oltre che egocentriche. Come spiegare altrimenti i contatti multipli del tipo "Marcantonia I, II, III, IV, oppure a 3250 amici piace tal dei tali" anche se non si conoscono affatto?
Perché, anzi, chi insinua nella testa manie espositive, con buona pace della privacy, e fa nascere la frenesia dei contatti numerosi nei social forum?
E poi a che servono migliaia di contatti se ognuno di questi presunti amici ballano da soli? senza parlare dei gruppi e della "raccolta" degli affiliati!
Non è uno scherzo ma tantissimi ne fanno una malattia e preferiscono, come in politica, stare lì, essere presenti e fregiarsi di appartenere allo stuolo di amici sconosciuti piuttosto che mantenere un’onorata distanza.
È vero nessuno impone con la forza determinate scelte, specie quelle virtuali del web, ma ormai la piazza virtuale è luogo d'incontro e la dipendenza dal più popolare dei social forum, per una larga fetta sociale, assume connotati allarmanti. E se da un verso, il web, lascia aperta la porta di una presunta libertà espressiva, dall'altro, condiziona e uniforma una grande parte di utenti.
Passato il momento di curiosità iniziale e raggiunta una certa familiarità col nuovo mezzo di comunicazione, negli utenti dovrebbe subentrare la volontà di vivere una esistenza reale, riappropriarsi del proprio tempo e, magari, lavorare per migliorare l'esistente.
Ovviamente i 5 minuti di cazzeggio sono consentiti, anzi fa buon sangue e amplia le menti anche se fatto con persone sconosciute ma colte. Ed in questo, il web, assurge al primo posto. Sta a noi usarlo nella maniera migliore.

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