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La tua morte è la mia vita! Sembra essere il pensiero imperante contemporaneo che domina tutti. Politici. Imprenditori. E gente comune. Il sociale non esiste. E quello che è mio non si tocca! I confini territoriali sono ritenuti in assoluto off limits. Siano essi geografici o commerciali. Non possono sfuggire al controllo autoctono dei capi branco. Il territorio deve essere protetto da chiunque possa comprometterne la stabilità e la supremazia del capo. È davvero misero colui o colei che alza scudi, muri fisici e barriere ideologiche all'imprevisto. Al nuovo. Alle nuove esigenze delle singole persone e dei popoli oppressi da fame e miseria. Ho incontrato uomini e donne di diverse razze. Alcuni di questi, nobili nell'animo, portano con loro la propria cultura con estrema dignità. Propongono mercanzie o servigi accompagnandole col sorriso. E anche davanti ai ripetuti dinieghi continuano a mostrare solarità positiva. Altri mendicano. Altri ancora infrangon...
Sotto le lenzuola o dietro i vetri offuscati Chi c'è sotto il lenzuolo? Difficile dirlo! Nessuno mai si è soffermato per conoscere la storia del monumento impacchettato, neanche i cittadini che lo ospitano da decenni. E nonostante la piazza porti il suo nome ben pochi si chiedono chi è e che cosa ha fatto per meritare di essere posto sul piedistallo litoide a grandezza naturale. Che sia questo uno dei motivi che hanno spinto J. Christo a impacchettare piazze, ponti, palazzi e monumenti? Cioè stimolare la curiosità della gente distratta da altri problemi, falsi problemi ed in questo concordo col maestro Ermanno Olmi quando afferma che abbiamo perso l'intelletto e il senso delle parole. Secondo alcuni “ clandestino ” è sinonimo di paura, delinquenza, reato; perciò alcuni parlamentari hanno ritenuto opportuno trattare il debole, che per sopravvivere è costretto a esplorare territori ostili, alla pari di un delinquente comune e fare una legge ad hoc. (legge boss...
Clandestini. Sulle rotte della tratta umana le strategie cambiano, si evolvono. Adesso i clandestini sono fatti imbarcare dagli scafisti in barche di lusso per non dare nell’occhio e sfuggire ai controlli delle guardie costiere. I viaggi delle speranze si ripetono immutati nel tempo. Gente disperata affronta incognite spaventose pur di sfuggire al destino ineluttabile della terra d’origine. Ragazzi, ma con esperienze da grandi, insieme a bambini e ragazze, scendono dalla passerella con andamenti incerti. Corpi provati da stenti esultano alla visione delle coste italiche, ignari della loro precarissima quanto breve sosta sul territorio italiano, ormai sotto le leggi del “respingimento” adottati dal governo senza sconti a richiedenti politici o perseguitati di vario genere. Questi i nuovi crocefissi! i deboli che tendono mani e lanciano grida di aiuto inascoltati. Queste le moderne icone da pubblicare!
Chi siamo
A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente.
La nostra linea è semplice:
nessuna pubblicità
nessun sensazionalismo
nessuna retorica
massima cura per le parole e per le persone
Promuoviamo la bellezza.
Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità.
A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi.
Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare.
Le voci che entrano qui costruiscono, giorno dopo giorno, la Calabria.
E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.