CAROSELLO

Calabria, Tra Esilio e Resistenza culturale

 Il tempo stimato per la lettura di questo saggio è di circa 5'.


Il paradosso dell'arte contemporanea e l'identità sommersa di un territorio

 La Resistenza dello Sguardo: L'Arte come Urgenza e la Calabria che Costruisce

In un’epoca dominata dall’ansia da prestazione degli algoritmi e dal rumore assordante del consumo digitale, esiste un avamposto culturale che ha scelto il valore della lentezza e la cura meticolosa delle parole. A ore 12 non è semplicemente un diario aperto o un aggregatore di cronache locali; è un progetto editoriale indipendente che agisce come un laboratorio di bellezza civile, un taccuino di viaggio e un archivio della memoria collettiva. Al centro di questa visione si colloca una profonda riflessione sulla Calabria e sul contemporaneo, filtrata attraverso la sensibilità di menti che rifiutano il sensazionalismo e la propaganda.

 Il Cuore Visivo e Concettuale: La Poetica di Mario Iannino

Il pilastro artistico e l'autore più citato all'interno di questo spazio è Mario Iannino.

Insignito a Roma del prestigioso premio “Personalità Europea per l’Arte nel 1999” nella Sala delle Protomoteche in Campidoglio, Iannino incarna perfettamente lo spirito del blog.

La sua produzione non risponde a una fredda e distaccata speculazione estetica, bensì a una viscerale urgenza biologica ed esistenziale.

L'artista opera come una vera e propria spugna sensoriale immersa nel caos contemporaneo, assorbendo le nevrosi, i traumi latenti e le contraddizioni della società dei consumi fino al punto di saturazione.

Questa tensione emotiva trova la sua decompressione vitale e il suo rilascio immediato sulla superficie fisica della tela.

Dietro questo impulso viscerale, tuttavia, si nasconde una mente colta e rigorosa. L'impatto di Iannino sul blog è totale: l'intero apparato visivo, le immagini e le opere fotografiche a corredo dei post provengono direttamente dal suo ricco archivio privato, creando un legame indissolubile tra parola e segno grafico.

 La Creatività è Femmina: Le Altre Voci della Rubrica Dedicata

Il viaggio di A ore 12 non si esaurisce in un soliloquio, ma si apre alle eccellenze del territorio attraverso rubriche dedicate come "Artisti in Calabria", guidata dal manifesto programmatico "La creatività è femmina". Lo spazio celebra e dà voce a un mosaico di talenti e sguardi che arricchiscono il panorama culturale:

 

  • ·       Valentina Iannino (Valentina Photo): Presente con le sue delicate e profonde esplorazioni fotografiche (come il suggestivo progetto “Mare, dolce sognare”), capaci di dimostrare come il mare sia simile alla musica, contenendo e suscitando tutti i sogni più intimi dell’anima.

 

  • Natuzza Evolo. Una figura dal potente e mistico richiamo spirituale. Il blog ne segue con attenzione la fase decisiva del processo di beatificazione, raccontando l'umiltà e l'immensa maternità di una donna che, pur rimanendo radicata nella semplicità del suo paese, ha saputo guardare oltre la nebbia del visibile e donare pace ai cuori sofferenti.

  • ·       Luigi Comencini Regista cinematografico omaggiato per il suo capolavoro Incompreso - Vita col figlio (1966), analizzato dal blog per la sua straordinaria modernizzazione psicologica del dramma del lutto e del delicato rapporto padre-figlio.

Un Ecosistema di Informazione Etica e Affidabile

Da dove nascono le riflessioni di questo spazio? Le fonti sono un intreccio sinergico e trasparente.

Se la sezione estetica e visiva attinge direttamente dall'Archivio Iannino, la parte testuale si nutre di un monitoraggio attento del territorio calabrese e delle sue dinamiche interne ed esterne (dall'emergenza sanità all'isolamento geografico delle aree periferiche).

A questo si aggiungono i contributi esterni di professionisti e intellettuali, comeil prof. Franco Cimino, l'ingegnere Oreste Mario Dito, il prof. Vittorio Politano e altri che preferiscono l’anonimato affiancati da una moderna e dichiarata sperimentazione con l'Intelligenza Artificiale per l'analisi critica dei flussi e la stesura di riflessioni controcorrente.

L'affidabilità di A ore 12 risiede proprio nella sua dichiarata identità: non insegue lo scoop o la breaking news commerciale, ma si offre alla collettività come un presidio culturale no-profit, privo di padroni e di filtri pubblicitari. È un invito aperto a fermarsi, a meditare e a esprimere pensieri complessi in netta contrapposizione al dominio superficiale dell'ovvio, per continuare a divulgare, con assoluta gratuità, il valore immenso della Bellezza.

 

·       Spazio "Artisti in Calabria": Identità, Resistenza e Linguaggi Visivi (Abstract)

Lo spazio di ricerca "Artisti in Calabria" analizza la complessa dialettica tra la produzione estetica contemporanea e l'orografia identitaria della regione.

L'indagine evidenzia una radicata "esterofilia culturale" da parte delle istituzioni locali, le quali tendono a emarginare le eccellenze territoriali in favore di progetti commerciali effimeri.

Di contro, l'arte autoctona viene rivalutata come uno strumento primario di emancipazione sociale e di cura politica del prossimo.

Il fulcro critico si sviluppa attorno al concetto di arte come catarsi esistenziale. Attraverso la disamina di figure chiave del panorama pittorico e plastico (quali Vincenzo Trapasso, Pino Pingitore, Gioachino Lamanna, Enzo Toraldo, Aniceto Mamone, Antonino Garufi, Giuseppe Celi, etc. e l'opera concettuale di Mario Iannino), viene documentata la transizione dall'eredità dei maestri storici — come i fratelli Mattia e Gregorio Preti e Mimmo Rotella — alle sperimentazioni plastiche contemporanee.

I contributi evidenziano la tendenza storica dei talenti locali a essere consacrati come "profeti altrove". Lo studio si conclude proponendo una rivoluzione etica che sottragga l'opera d'arte alle logiche speculative del mercato per restituirla alla collettività come bene comune e motore di crescita interiore.

 

·       Analisi Critico-Sociologica dello Spazio "Artisti in Calabria"

Questo approfondimento estende l'abstract precedente, strutturando un saggio critico diviso nei due nuclei teorici principali emersi dall'archivio: l'analisi dei singoli post e la riflessione sociologica sul destino degli intellettuali calabresi.

·       Il Riscatto dello Sguardo: Arte, Identità e Resistenza Culturale nello Spazio "Artisti in Calabria" - Introduzione: Il Manifesto di un'Antropologia dell'Arte-

All’interno dell’attuale ecosistema digitale, caratterizzato da un sovraccarico di stimoli transitori e dalla mercificazione dei contenuti, il progetto editoriale indipendente A ore 12 si presenta come un presidio di resistenza culturale.

La sua sezione specialistica, denominata "Artisti in Calabria", non si limita alla semplice catalogazione delle espressioni estetiche locali, ma edifica una vera e propria indagine storico-sociologica sulla condizione dell'intellettuale e sulla funzione pubblica dell'arte.

La Calabria, descritta come un territorio dalla complessa conformazione orografica e dall'animo atavicamente pudico e riservato, diventa il palcoscenico di un profondo contrasto.

Da un lato vi è una straordinaria effervescenza creativa sommersa; dall'altro, un'istituzionalizzata indifferenza che costringe le menti più lucide all'esilio o alla marginalità.

Questo saggio si propone di analizzare in modo sistematico le direttrici estetiche dello spazio editoriale, mappando le poetiche visive dei suoi protagonisti e decodificando i meccanismi sociali che regolano la produzione culturale in una terra di frontiera.

·       Geografia Estetica: Le Poetiche Visive del Contemporaneo

Il corpus critico del blog individua nell'atto creativo non un distaccato esercizio di stile fine a sé stesso, ma uno strumento primario di emancipazione sociale e di indagine psicologica.

Attraverso l'analisi di specifiche figure di riferimento, lo spazio traccia l'evoluzione dei linguaggi plastici e pittorici dagli anni Settanta fino alle installazioni concettuali dei giorni nostri.

·       La Catarsi Materica di Vincenzo Trapasso

L'esperienza pittorica di Vincenzo Trapasso viene indicata come l'emblema dell'arte intesa come urgenza esistenziale e "momento catartico dell'esistente".

Nella sua produzione, in particolare nella serie denominata "Cementi", la pittura abbandona la bidimensionalità del quadro per farsi corpo e sostanza tridimensionale.

L'uso di smalti neri accesi e l'incorporazione del cemento agiscono come metafore fisiche dei drammi della condizione umana.

La pittura di Trapasso non illustra la realtà, ma la performa attraverso la materia, spingendo l'osservatore ad andare "oltre il dato visibile della figurazione" per toccare la ferita etica ed esistenziale dell'individuo.

·       La Ricerca Segnica di Giuseppe Celi

Il profilo di Giuseppe (Pino) Celi riconduce l'indagine critica al fermento culturale degli anni Settanta a Catanzaro.

All'interno di spazi storici come la galleria "Il Pozzo" su Corso Mazzini, Celi ha sviluppato una personalissima "ricerca segnica più che cromatica".

I suoi olii stilizzati rappresentano una radicale riduzione geometrica e concettuale.

In Celi, l'essenzialità del segno grafico si sposa con la passione giovanile, dimostrando come la destrutturazione della forma accademica fosse, per quella generazione, il corrispettivo estetico della contestazione sociale.

·       Il Ready-Made Evolutivo e il Recupero dell'Oggetto

Un capitolo cruciale della riflessione del blog è dedicato alla mutazione sociologica dell'oggetto all'interno della civiltà post-industriale.

Influenzati dal clima effervescente degli anni Sessanta e dall'avvento della plastica e dei derivati del petrolio, gli artisti della scuola catanzarese hanno rielaborato la lezione duchampiana.

L'oggetto industriale, una volta alienato e privato della sua funzione utilitaristica originaria, viene recuperato dalla strada e risemantizzato. Esso cessa di essere rifiuto per farsi "linguaggio altro" e testimonianza storica del consumismo di massa, trovando nella pittura "fotografica" figurale rigorosa di Marziano o nelle intuizioni di Mimmo Rotella una consacrazione critica definitiva.

·       L'Installazione Concettuale di Mario Iannino

La sintesi contemporanea di questo percorso si riflette nell'opera di Mario Iannino, specificamente analizzata attraverso l'installazione del 2023 “9x30 'a Micaela'”. L'artista opera un assemblaggio minimale di materiali di scarto per edificare una dura critica contro la mercificazione dell'effimero.

L'opera non cerca la compiacenza estetica, ma si impone come un dispositivo concettuale in cui la fragilità dei materiali scelti si fa specchio della fragilità dell'anima contemporanea, trasformando lo scarto industriale in un elemento universale di meditazione filosofica.

 

·       Il Paradosso di Scolacium: Esterofilia Istituzionale vs. Cultura Sommersa

L'aspetto politicamente più denso del saggio riguarda l'aspra critica che il blog muove alla gestione delle politiche culturali in Calabria.

Viene evidenziato un profondo scollamento tra i grandi eventi spettacolari finanziati dal denaro pubblico e il reale tessuto creativo del territorio.

Il caso del Parco Archeologico di Scolacium, sede di rinomate esposizioni internazionali volte a "rivitalizzare culturalmente un territorio marginale", viene assunto come archetipo di questa distorsione.

Le istituzioni e la classe dirigente, colpite da una forma latente di "esterofilia culturale", tendono sistematicamente a investire ingenti risorse nell'importazione di progetti preconfezionati ed esterni, partendo dal presupposto ideologico che il "forestiero" già noto inserito in scuderie blasonate sia intrinsecamente portatore di un sapere superiore.

Questa logica mercantilistica riduce la cultura a un mero "ornamento", un prodotto da consumare rapidamente o una vetrina politica per ottenere un ritorno economico immediato attraverso il turismo d'élite.

Di conseguenza, la ricca "cultura sommersa" della regione viene mortificata.

Il blog fa notare con ironia come le strutture monumentali locali, quali il Complesso del San Giovanni a Catanzaro, sarebbero paradossalmente insufficienti a contenere le sole opere dei talenti locali, qualora questi venissero invitati e valorizzati con la medesima dignità riservata agli artisti d'oltreconfine.

 

  1. ·        "Nemo Propheta in Patria": Genealogia Storica dell'Esilio Calabrese

Il paradosso della marginalizzazione contemporanea affonda le sue radici in una costante storica che il blog definisce attraverso la formula latina del "Nemo propheta in patria".

Esiste una vera e propria costellazione di intellettuali e artisti calabresi accomunati dal medesimo destino: la necessità dell'esilio geografico e culturale come precondizione per la fioritura e il riconoscimento della propria opera.

 

·       L'Antica Scuola Pittorica: Già nel XVII secolo, figure monumentali come Mattia Preti (il Cavaliere Calabrese) e il fratello Gregorio dovettero abbandonare Taverna per cercare fuori regione le committenze e il terreno accademico necessari a far germogliare la propria poetica barocca.

·       Il Pensiero Critico Ottocentesco: Vincenzo Padula, intellettuale e precursore dell'inchiesta sociale meridionalista, vide la propria analisi critica sulle condizioni del Mezzogiorno compresa e valorizzata solo quando la sua voce risuonò lontana dalle dinamiche asfittiche della sua terra d'origine.

 

·       Il Novecento Letterario e Plastico:

 

·       Nel secolo scorso, l'esperienza si ripete con Corrado Alvaro, che dovette trasferirsi per trasformare la memoria meridionale in una categoria antropologica universale, e con Saverio Strati, la cui scrittura radicata nella dignità del mondo contadino trovò ascolto editoriale lontano dalla Calabria. Infine, Mimmo Rotella, celebrato nel ventennale della scomparsa, ha potuto formalizzare la sua rivoluzione del décollage solo respirando atmosfere cosmopolite.

 

Questo esilio non è una scelta romantica, ma una fuga necessaria da un ambiente che, a causa della mancanza di infrastrutture e di una visione etica della politica, trasforma il talento in precarietà e la resistenza in isolamento.

 

·        Conclusioni: Verso una Rivoluzione Etica della Cultura

L'analisi dello spazio "Artisti in Calabria" si chiude non con una rassegnata constatazione di sconfitta, ma con una proposta di rottura radicale.

Contro la "società dell'usa e getta" e il fiscalismo degli slogan politici, il blog invoca una rivoluzione che restituisca alla cultura il suo valore di bene comune e strumento di emancipazione collettiva.

L'arte deve smettere di essere ritenuto un lusso per pochi possessori di capitali o uno strumento di intrattenimento superficiale.

Solo attraverso il recupero della gratuità dell'operato culturale – intesa come pura gratificazione dello spirito e impegno sociale – e il riconoscimento dei propri "profeti" all'interno dei confini regionali, la Calabria potrà superare la sua storica condizione di marginalità.

 I linguaggi contemporanei, se radicati nel territorio e liberati dalle logiche commerciali, diventano l'unico strumento in grado di ricucire il rapporto tra l'individuo, la comunità e la memoria storica.


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