Il giocattolo si è rotto
l giocattolo si è rotto. Lo hanno rotto i grandi! Hanno pensato che per difendere i prodotti locali e nazionali bisognava fare un'azione concreta: imporre dazi al mercato cinese che ha invaso le bancarelle di mezzo mondo con prodotti costruiti perlopiù con materiale riciclato e a basso costo salariale di chi li costruisce.
Sono prodotti indirizzati alla telfonia e ai devices in
generale: cover, supporti per schermi, alimentatori, pennette usb.
Quanto davvero i dazi dell'ue siano efficaci e propositivi per la libera circolazione cui siamo abituati dal mercato globale è tutto da verificare.
La domanda dei cittadini che di tanto in tanto si rivolgono al mercato parallelo è questa:
Davvero questa la strada da intraprendere per
salvaguardare i negozianti di prossimità e cosa potrebbero fare loro per fidelizzare
nuovamente i clienti?
*L'assemblaggio allegato è una metafora visiva potente e
pungente: una cravatta formale e "istituzionale" sagomata, scatole di
cereali e i Puffi, il tutto inchiodato su un rustico cartone da imballaggio
Amazon. Rappresenta perfettamente il paradosso della modernità: il tentativo di
dare una veste formale e "regolata" (la cravatta, i dazi dell'UE) a
un caotico sostrato economico fatto di consumismo di massa, logistica globale e
imballaggi usa-e-getta.
Il "giocattolo della libera circolazione" si è incrinato sotto il peso delle asimmetrie globali.
L'efficacia e i limiti dei dazi UE nel mercato globale:
I dazi doganali imposti dall'Unione Europea (come le recenti barriere sui mini-pacchi sotto i 150 euro o le tariffe sulle auto elettriche e la ceramica) mirano a correggere il dumping sociale e ambientale.
Tuttavia, la loro
reale efficacia è controversa perché crea un effetto barriera temporaneo,
insomma proteggono nel breve termine i produttori e le filiere industriali
interne, ma non azzerano la domanda di beni a basso costo.
Aumentano, invece, i prezzi per i consumatori e I dazi
agiscono come una tassa indiretta.
Il costo finale è quasi interamente scaricato sui cittadini,
riducendo il potere d'acquisto proprio sulle fasce di prodotti accessibili
specialmente per quanti hanno un basso reddito.
Le ritorsioni commerciali sul mercato globale interconnesso
con una serie di prodotti ormai d’uso comune potrebbe bloccare la telefonia
sfrondata da una serie di gabelle. Internet illimitato. Chiamate illimitate. Sms
illimitati. …
Il limite imposto dai dazi e i consequenziali piccoli
sollievi dei dispositivi cinesi genera puntualmente ritorsioni su altri settori
chiave europei (come l'agroalimentare o il lusso), danneggiando altre fette
della nostra economia locale.
I dazi non sono quindi una soluzione strutturale e
"propositiva", ma una misura difensiva di emergenza.
Non ricostruiscono il giocattolo rotto; semplicemente
rallentano l'afflusso di nuovi pezzi.
sulla salvaguardia dei negozianti di prossimità:
I dazi da soli non bastano a salvare i piccoli commercianti.
La competizione sulla pura telefonia di massa (cover a 2 euro, pennette usb,
alimentatori economici) è già persa in partenza: anche con un dazio, la grande
distribuzione online manterrà prezzi e comodità logistiche imbattibili per il
consumatore medio.
La strada per la sopravvivenza dei piccoli negozi non passa
dalle barriere doganali, ma dal cambiamento radicale del loro modello di
valore.
E, per riavvicinare i clienti, i commercianti di prossimità
devono smettere di competere sul prezzo e puntare su ciò che l'algoritmo non
può replicare: Consulenza e Assistenza Post-Vendita!
Il cliente che compra
un alimentatore online è solo davanti al presunto “affare” se questo smette di
funzionare.
Il negoziante fisico deve vendere competenza: configurazione
dei dispositivi, riparabilità rapida e garanzia immediata "faccia a
faccia".
Invece di riempire gli scaffali con le stesse identiche
cover cinesi delle bancarelle, i negozianti devono selezionare prodotti unici,
ecosostenibili, certificati o legati al design locale (esattamente all'opposto
della cravatta di scarti dell'immagine che correda il post).
Creare esperienze, non solo
transazioni. Il negozio deve diventare un punto di riferimento nel quartiere
tramite eventi, laboratori di riciclo o punti di ritiro dedicati, trasformando
l'acquisto in un atto di supporto alla propria comunità.
*l'opera, work in progress, è stata realizzata dell'artista calabrese Mario
Iannino.
Noto per le sue sperimentazioni, la sua ricerca concettuale
e sociale e l'uso di assemblaggi polimaterici su cartone, Iannino propone con
questo lavoro un esempio calzante della sua filosofia artistica: la
scomposizione e stratificazione della realtà quotidiana per stimolare una
riflessione critica — in questo caso, sul contrasto tra logiche globali di
mercato ed economie locali.
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