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mercoledì 10 settembre 2014

Calabria, al voto per imposizione del Tar

In Calabria si dovrebbe votare il 23 novembre. Il condizionale è d'obbligo visto che la data indicata dalla presidente f.f. della regione Antonella Stasi è arrivata dopo la sentenza del tar.
Sì, c'è voluta una sentenza per stroncare i balletti e gli inciuci tra politici mentre si facevano le ultime spartizioni biparti-san nelle stanze che contano.

Il tar ha imposto alla Stasi di fissare una data per le regionali entro dieci giorni dalla notifica della sentenza. E così è stato … ma sappiamo che le vie della politica sono infinite. Tra l'altro grava l'assurda legge varata da questa assemblea ben assortita che ha innalzato in maniera oscena le percentuali necessarie per essere eletti e presenti in giunta.

Insomma si gioca sulla testa e sul futuro dei calabresi non con i cittadini ma tra poteri politici e istituzionali; c'è chi pensa di ritagliare uno spazio alle pari opportunità o di genere, chi tesse accordi politici che poi si coniugano con altri termini eclatanti in cui la stampa e la magistratura spulciano.

E i cittadini? Che ruolo hanno nelle strategie dei partiti? Quale peso specifico hanno per i concorrenti alla poltrona di governatore Galati, Santelli, Ferro, Oliverio, Callipo e Speranza (questi i nomi che circolano al momento) oltre a quello del voto?

Le voci di piazza dicono che la quasi totalità dei nomi che circolano non hanno le carte in regola per governare una regione come la Calabria. Vuoi per i trascorsi ballerini sui diversi carrocci che hanno governato l'Italia e la regione, vuoi per clientele o nepotismo. Ma la cosa più grave che si imputa a questa classe dirigente consiste nel non avere saputo o voluto lavorare per la Calabria ma per coltivare il proprio elettorato ed essere certi di una futura ricollocazione.

e se la Calabria piange il resto d'Italia non ride. sigh!  concludo con un interrogativo quasi amletico: per quanto tempo si deve confidare nella magistratura o nei giornalisti seri prima che si risvegli la coscienza civica del romantico popolo italico per essere o non essere sudditi ma cittadini degni di una democrazia culturalmente avanzata?

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