Un viaggio affascinante nella Bellezza
I Linguaggi dell'Arte. Dal 1800 al Contemporaneo. Un affascinante viaggio tra Arte Pittorica, Figurativa e Pensiero Digitale.
“a proposito di whistler, Courbet e Jo la rossa, modella
e ispiratrice di entrambi e, che, pare abbia posato per il celebre dipinto
realista di Courbet "l'origine del mondo”
La teoria secondo cui Joanna Hiffernan detta "Jo la rossa", posò per lo scandaloso dipinto realista L'origine del mondo (1866) di Gustave Courbet è stata smentita.
Per oltre un secolo la splendida modella irlandese è stata
indicata come la candidata più probabile a causa della sua intensa relazione
con l'artista e della sua folta capigliatura rossa. Tuttavia, nel 2018 una
clamorosa scoperta d'archivio ha svelato la vera identità della modella.
La vera modella, secondo lo storico e scrittore francese Claude Schopp fu Constance Quéniaux, ex ballerina dell'Opera di Parigi.
·
La prova, sempre secondo Schopp è in una lettera
del 1871 scritta da Alexandre Dumas figlio a George Sand, contenente un errore
di trascrizione corretto dall'originale in cui la parola "interviste"
era in realtà "visceri". Il testo originale recitava: "Non si
può dipingere il delicato e colto interno dei visceri della signorina Quéniaux
dell'Opera".
·
All'epoca della realizzazione del quadro (1866),
la trentaquattrenne Constance era una delle amanti del diplomatico ottomano
Khalil Bey, l'uomo che commissionò a Courbet lo scandaloso dipinto per la sua
collezione privata di arte erotica. Questo è quanto finora noto alle cronache
dell’epoca. Ciò non toglie che il mito di Jo la rossa provocò la rottura tra i pittori Whristler e Courbet
che in quegli stessi anni coabitavano.
Nonostante la smentita su "L'origine del mondo", la figura di Joanna Hiffernan rimane una delle muse più affascinanti della storia dell'arte del XIX secolo, capace di scatenare un acceso triangolo artistico e sentimentale:
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La musa di Whistler: Jo fu la compagna di vita,
la modella e l'amministratrice degli affari del pittore americano James Abbott
McNeill Whistler. Per lui posò nel celebre capolavoro Sinfonia in bianco,
ritratto n. 1 (nota come La ragazza in bianco).
·
L'incontro con Courbet: Nel 1865, a Trouville,
Whistler lavorò fianco a fianco con Courbet. Il pittore realista rimase
folgorato dalla magnetica bellezza e dai capelli ramati di Jo, dipingendola nel
celebre e sensuale ritratto Jo, la bella irlandese.
·
Il tradimento e lo scandalo: Nel 1866,
approfittando di un viaggio di Whistler in Cile, Jo si recò a Parigi e posò
nuda per Courbet nel dipinto omoerotico Il sonno (o Le dormienti), intrecciando
con lui una probabile relazione amorosa. Quando Whistler tornò e vide le tele
erotiche dell'amico che ritraevano la sua compagna, si infuriò a tal punto da
interrompere bruscamente ogni rapporto con Courbet e, poco dopo, porre fine
alla sua storia con Jo.
Altri, tra i quali Augias nella biografia romanzata su Modigliani, cita e espone una versione diversa: Courbet e Jo continuarono ad abitare la stessa casa lasciata da Whistler nel periodo in cui quest’ultimo si recò a combattere per l’indipendenza del Cile, nell’estate del 1886.
Nel 1866, mentre James Whistler era in Cile, Joanna
Hiffernan gestiva i suoi affari a Parigi, dove coabitò con Gustave Courbet,
ispirando opere erotiche come Il sonno.
La narrazione romanzata di Corrado Augias sottolinea questo
intreccio tra vita e arte, che culminò nel ritorno di Whistler e nella rottura
artistica con Courbet.
La seconda metà del 1800 è considerata da molti storici il periodo più rivoluzionario della storia dell'arte occidentale. In meno di cinquant'anni si è consumata la frattura definitiva con la tradizione accademica che durava dal Rinascimento, gettando le basi per tutta l'arte moderna e contemporanea.
Perché è stato un periodo unico?
Il fermento di quegli anni non ha eguali per la velocità e la radicalità dei cambiamenti. I fattori chiave che hanno reso questo periodo così fecondo includono:
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La nascita della modernità: La rivoluzione
industriale, l'urbanizzazione e la nascita della fotografia costringono gli
artisti a cambiare lo scopo stesso della pittura.
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La libertà del mezzo: La pittura smette di dover
"documentare" la realtà (compito ora svolto dalla fotografia) e
inizia a esplorare la luce, il colore e l'emozione pura.
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L'indipendenza degli artisti: Crolla il
monopolio dei Salon accademici ufficiali; nascono le mostre indipendenti e la
figura dell'artista moderno che dipinge per necessità espressiva e non su
commissione della Chiesa o dello Stato.
In pochissimi decenni si sono accavallate correnti che hanno stravolto la percezione visiva e si susseguirono i movimenti rivoluzionari nelle arti visive:
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Realismo (anni '50-'60): Courbet e Millet
rompono i tabù accademici dipingendo la vita vera, i contadini e i lavoratori,
elevando la quotidianità a grande arte.
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Impressionismo (anni '70-'80): Monet, Renoir,
Degas e Pissarro escono dagli studi (en plein air) per catturare l'attimo
fuggente, la luce mutevole e la vita urbana di Parigi.
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Post-Impressionismo (anni '80-'90): Figure
monumentali come Cézanne, Van Gogh e Gauguin superano l'impressionismo per
esplorare la struttura geometrica, l'emozione interiore e il simbolismo del
colore.
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Puntinismo e Simbolismo (fine secolo): Seurat
intellettualizza il colore con la scomposizione scientifica della luce, mentre
i simbolisti si rifugiano nel sogno e nel mito.
la ricerca di Rauschenberg, Rotella, Warhol, Vedova e Pistoletto, creano un ponte storico e concettuale perfetto tra la rivoluzione delle avanguardie e l'arte contemporanea di Iannino.
Senza i maestri della seconda metà dell'Ottocento, il Novecento non sarebbe esistito. Cézanne è il padre diretto del Cubismo di Braque e Picasso; Van Gogh apre la strada all'Espressionismo; l'uso del colore puro di Gauguin anticipa i Fauves.
Il secondo Novecento celebra la frantumazione del confine tra arte e vita
Prima di giungere alla totale smaterializzazione digitale,
la metà del Novecento ha scosso nuovamente i codici visivi. Gli artisti non
hanno più cercato la verità nella natura o nel colore puro, ma nella realtà
urbana, nell'oggetto industriale e nel gesto drammatico, preparando il terreno
alle successive evoluzioni:
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L'Espressionismo Astratto e il segno: Emilio
Vedova traghetta la pittura verso una violenta espressione di libertà, dove la
tela diventa un campo di battaglia emotivo fatto di gesti squarcianti,
contrasti acromatici e dinamismo puro.
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Il superamento del quadro: Robert Rauschenberg
abbatte la barriera tra pittura e scultura con i suoi Combine Paintings,
inserendo oggetti reali e frammenti di vita vissuta sulla superficie pittorica.
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Il riscatto del rifiuto urbano: Mimmo Rotella
risponde al paesaggio metropolitano inventando il décollage, strappando i
manifesti pubblicitari dai muri per trasformare il consumismo e l'usura del
tempo in poesia visiva.
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La cultura di massa come arte: Andy Warhol
azzera l'unicità dell'opera d'arte attraverso la ripetizione serigrafica dei
miti pop e dei prodotti da supermercato, rendendo la tela uno specchio della
società dei consumi.
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La metamorfosi dello spazio e dello spettatore:
Michelangelo Pistoletto introduce i celebri Quadri specchianti, che includono
fisicamente l'osservatore e il tempo reale dentro l'opera, rompendo per sempre
la staticità della rappresentazione.
Fino ad arrivare alla contemporaneità della poetica di Mario Iannino.
La contemporaneità dimostra che l'avventura artistica non si
è interrotta, ma si è evoluta attraverso la smaterializzazione della forma e la
contaminazione digitale, proprio come emerge nella poetica di Mario Iannino.
Se i maestri del secondo Ottocento hanno liberato il colore e la tela dalla schiavitù della rappresentazione accademica, e i maestri della Pop Art e del New Dada hanno inglobato la realtà industriale, gli artisti contemporanei operano in un contesto post-moderno dove la storia dell'arte non è più un vincolo, ma un immenso archivio di segni da ricombinare.
L'opera del pittore e promotore culturale calabrese Mario
Iannino (nato a Catanzaro nel 1953) incarna perfettamente questa transizione
dall'arte figurativa tradizionale ai nuovi media.
La sua ricerca artistica si sviluppa su direttrici precise:
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I linguaggi mutevoli: Come evidenziato anche
dalla recente mostra “L'evoluzione dei Linguaggi Mutevoli” trasmessa da RaiNews
in data 02/06/2024, la sua produzione spazia dalla pittura classica alla
grafica digitale, analizzando gli ossimori verbali e comunicativi della
comunicazione di massa.
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La decostruzione del visivo: Si osserva la
smaterializzazione dell'immagine resa plastica attraverso cicli di opere
digitali. Il pixel cessa di essere mero strumento tecnico e diventa
"pensiero", un'interferenza concettuale che nega la forma per
svelarne il significato più profondo.
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La contaminazione generazionale: Rifiutando
un'arte di maniera o puramente commerciale, l'artista ha trasformato il proprio
studio fin dal 1986 in un laboratorio aperto, un presidio culturale contro il
"decadentismo visivo".
Il filo conduttore che lega il Realismo e l'Impressionismo del 1800, passando per le provocazioni del secondo Novecento, fino all'arte di oggi, è la costante ricerca dell'autenticità espressiva.
Mentre Courbet cercava la verità nella materia densa dei
corpi, Rauschenberg e Rotella nei frammenti della realtà urbana, e Warhol nella
serialità dei media, la contemporaneità esplora la complessità tecnologica e
concettuale.
L'artista, oggi, non è più un semplice "creatore di
immagini", ma un filtro critico, un detonatore di messaggi e sensazioni
immerso in un flusso continuo di stimoli storici e digitali.


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