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Alla maniera di Christo Chi o quanti, tra adulti e bambini, sono rimasti turbati, shoccati, traumatizzati da perdere il sonno alla visione di un crocefisso? Quanti sono diventati serial killer? Stupratori, ladri, imbroglioni, mistificatori, despoti… Bèh, se il risultato della visione di un simbolo che ricorda la pena di morte data dagli ebrei a ladri e malviventi d’Israele più di duemila anni addietro, e che, per i devoti, oggi, accorpa in sé concetti d’amore e di perdono incondizionato a quanti lo hanno insultato, deriso, mortificato e ucciso è così catastrofico per la delicata psiche di certa gente, allora è bene che questa gente così sensibile da intentare causa allo Stato Italiano eviti musei, chiese, luoghi di culto e monumenti; stia lontana dalle deleterie opere d’arte che hanno segnato e che continuano a segnare i percorsi dell’umanità! In poche parole: non devono vivere in Italia. Perché l’Italia è un enorme museo all’aperto e certa gente potrebbe farsi male per troppa,...
Sotto le lenzuola o dietro i vetri offuscati Chi c'è sotto il lenzuolo? Difficile dirlo! Nessuno mai si è soffermato per conoscere la storia del monumento impacchettato, neanche i cittadini che lo ospitano da decenni. E nonostante la piazza porti il suo nome ben pochi si chiedono chi è e che cosa ha fatto per meritare di essere posto sul piedistallo litoide a grandezza naturale. Che sia questo uno dei motivi che hanno spinto J. Christo a impacchettare piazze, ponti, palazzi e monumenti? Cioè stimolare la curiosità della gente distratta da altri problemi, falsi problemi ed in questo concordo col maestro Ermanno Olmi quando afferma che abbiamo perso l'intelletto e il senso delle parole. Secondo alcuni “ clandestino ” è sinonimo di paura, delinquenza, reato; perciò alcuni parlamentari hanno ritenuto opportuno trattare il debole, che per sopravvivere è costretto a esplorare territori ostili, alla pari di un delinquente comune e fare una legge ad hoc. (legge boss...
Mario Iannino, t.m., 2010; la grande A Libertà espressiva e gioco creativo nelle opere dei Maestri contemporanei. Jasper Jhons, Robert Rauschenberg, sono figure carismatiche dell’arte contemporanea. Entrambi esponenti della New Dada americana, come i cugini francesi del Nuovo Realismo, per esprimersi adoperano oggetti di uso comune in ossequio alla poetica dada di Marcel Duchamp. Oggetti d’uso comune animano gli spazi visivi elaborati dagli artisti del ready made; che, rivisitati dal colore e dal gioco creativo assurgono a nova vita. Nelle opere troviamo oggetti che solitamente vediamo quotidianamente ma che non guardiamo con occhi attenti; non indaghiamo e non accettiamo suggerimenti altri se non quelli insiti. Non diamo loro la giusta valenza visiva forse perché inflazionati dall’eccessiva esposizione oppure perché non riteniamo sia necessario e proficuo conferire valori poetici differenti da quelli comuni. Ma i simboli si prestano alle rivisitazioni più di ogni altra cos...
La domanda è: “a cosa serve la creatività, l'arte?”. L'attività alta della creazione supportata dalla conoscenza e dalle tecniche di costruzione semantiche resa sublime dalla sensibilità degli artefici che nel rendere poetiche le bugie della visione aprono a nuovi orizzonti mentali può assoggettarsi o scendere a compromessi coi criteri mercantili che governano prepotentemente la quotidianità? La schiavitù psicologica è la peggiore delle difficoltà . Difficoltà che immobilizza le libertà e rende schiavi. Schiavi spesso consapevoli della deriva a cui l'umanità è inesorabilmente destinata ad approdare. Catastrofista? Può darsi. Personalmente credo nella bellezza del pensiero puro. L'idea generatrice di ogni forma artistica nasce spontanea. Sono le intenzioni effimere subalterne all'ego condizionato dalla mercificazione del prodotto artistico che lo fanno scadere a volgare prodotto commerciale. È nella mediocrità che risiede la ricerca spasmodica della notorietà ...
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A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente.
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A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi.
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