Dall'australia a Sant'Andrea sullo Jonio
Il Sud che torna e si rinnova: la Calabria oltre gli stereotipi
Riceviamo e
pubblichiamo con grande orgoglio il contributo di Filippo Veltri. Giornalista
di razza, saggista e fine intellettuale, Veltri da anni racconta la Calabria
lontano dai luoghi comuni, con la lucidità del cronista e la passione di chi
questa terra la vive e la respira nel profondo.
Nel racconto
che segue, lo sguardo attento dell'autore si posa su una storia esemplare di
"restanza" e ritorno. È la storia di Federico Barbuto, che dalle
esperienze internazionali in Australia torna a Sant’Andrea Apostolo dello Ionio
per trasformare lo storico lido di famiglia nel Focu Meu, un progetto di
ristorazione e ospitalità contemporanea.
Veltri non
ci offre solo la cronaca di un successo imprenditoriale estivo. Ci regala una
riflessione profonda sulla Calabria di oggi: una terra antica e moderna
insieme, capace di dialogare con il mondo senza perdere la propria anima. Una
storia di radici, di visione globale e di amore che ridefinisce il concetto
stesso di emigrazione e futuro.
Un caloroso
benvenuto a Filippo Veltri e buona lettura a tutti voi.
DALL’AUSTRALIA
A SANT’ANDREA CON AMORE. IL RITORNO DI FEDERICO
di Filippo Veltri
Lo aveva
lasciato bambinello tanti anni fa, a gironzolare tra gli ombrelloni assieme ai
nonni che all’epoca ancora c’erano, al padre alla madre alla sorellina, agli
zii. Era il lido di famiglia, il lido dei Barbuto a Sant’Andrea Apostolo sullo
Jonio, all’epoca un posto solo per italiani del nord e qualche calabrese come
me innamorato perso della natura selvaggia e incontaminata ma ora diventata la
perla dello Jonio in pochi anni.
Poi
Federico non lo vidi più. Per alcuni anni e non ci feci caso, dato che d’inverno viveva
a Milano con la famiglia. Chiesi al padre Pino e allo zio Franco. Se n’era
andato in Australia, mi dissero, a lavorare. Federico così giovane in un paese
tanto lontano, duro e non facile? E da solo? Mi tranquillizzarono: stava
ottimamente e si trovava bene. Per alcune estati era anche tornato a
Sant’Andrea per pochi giorni ma non ci eravamo incrociati né al Lido e né in
paese.
Poi ad inizio di questa estate all’improvviso
il lido cambia pelle e me ne accorgo subito: non si chiamava più La Taverna,
nome storico di tante e tante stagioni, ma Focu Meu. E che è successo? Guardo
in giro, entro e vedo un ragazzone bello, alto, col sorriso aperto e con lui
una ragazza inglese. Era tornato Federico! E con lui il lido era ed è cambiato,
il nome e non solo.
Tante e tante altre cose come vedremo, ma la
storia non è ora più tanto il lido ma la sua. La grande storia di Federico
Barbuto, dell’Australia, della Calabria, del ritorno e della partenza. Una
storia che illumina su cosa è possibile e su cosa può accadere se c’è volontà,
spirito di mettersi in gioco, di non buttare tutto all’aria nella narrazione
della Calabria. C’è il ritorno alle radici che racconta una nuova Calabria anche
da Sant'Andrea Apostolo dello Ionio, provincia di Catanzaro, quasi alle porte
di quella di Reggio.
C'è chi lascia la propria terra per cercare
ispirazione nel mondo e chi, dopo averla trovata, decide di tornare. È da
questo percorso che nasce infatti Focu Meu, questo nuovo ristorante e lido
contemporaneo sulla costa ionica calabrese ideato da Federico Barbuto
dall’Australia con amore, dove la tradizione incontra una visione
internazionale dell'ospitalità. Dietro il progetto c'è infatti tutta intera la
storia di Federico, cresciuto tra Milano e la Calabria e protagonista di un
percorso fatto di partenze e ritorni.
Dopo oltre dieci anni trascorsi vivendo e
lavorando in diverse parti del mondo, dall'Asia all'Australia, ha approfondito
tecniche culinarie, modelli di ospitalità e culture gastronomiche differenti. È
stato proprio vivendo lontano dall'Italia che ha riscoperto il valore più
autentico della propria terra. "Quando vivi all'estero – dice Federico - inizi
ad apprezzare davvero ciò che hai sempre dato per scontato: la qualità delle
materie prime, il ritmo della vita e il modo in cui qui si condivide una
tavola. Focu Meu nasce da questo ritorno a casa, con occhi nuovi".
Il
nome innanzitutto Focu Meu che richiama una delle espressioni più
caratteristiche del dialetto calabrese, un'interiezione familiare che esprime
stupore ed emozione. Per Federico rappresenta anche un ricordo profondamente
personale, legato alla nonna e all'infanzia trascorsa proprio qui nel luogo che
oggi ospita il progetto. Il fuoco, elemento centrale del concept, ha sempre
fatto parte della sua storia. Una Calabria contemporanea senza perdere le
proprie radici e così Focu Meu non nasce con l'obiettivo di reinventare la
cucina calabrese, ma di raccontarla attraverso una sensibilità contemporanea.
Andiamo nel concreto sennò non si capisce bene
di che si parla. Il menu valorizza ingredienti locali e ricette della
tradizione, reinterpretati con tecniche apprese durante gli anni trascorsi
all'estero. Il rispetto per la cultura gastronomica rimane il punto di
partenza, mentre l'innovazione si esprime nella leggerezza delle preparazioni,
nella cura del dettaglio e nell'esperienza complessiva. Il fuoco e il fumo
diventano il linguaggio attraverso cui gli ingredienti vengono esaltati,
richiamando una cucina ancestrale profondamente legata al territorio. Più di un
ristorante quindi. Pensato per essere vissuto durante tutto l'arco della
giornata, Focu Meu è uno spazio che accompagna i diversi momenti dell'estate:
dal caffè del mattino all'aperitivo al tramonto, fino alle Il profumo della
brace, gli agrumi grigliati, la musica, la luce naturale, i materiali e il
ritmo dello spazio sono elementi studiati per coinvolgere tutti i sensi e
creare un'atmosfera autentica e rilassata.
L'obiettivo è offrire un luogo dove le persone
possano incontrarsi, condividere il tempo e vivere la Calabria attraverso una
prospettiva diversa. Un progetto nato dunque proprio dal desiderio di tornare.
La
decisione di aprire Focu Meu arriva dopo anni di esperienze internazionali che
hanno fornito a Federico gli strumenti professionali necessari, ma soprattutto
da un desiderio personale. "Dopo aver visto il mondo, ho capito – prosegue
Federico - che la Calabria possiede qualcosa di unico. Non volevo portare qui
ciò che avevo visto altrove, ma utilizzare quelle esperienze per valorizzare
ancora di più ciò che questa terra offre naturalmente". Per questo motivo,
Focu Meu si colloca in equilibrio tra due mondi: profondamente radicato nella
cultura calabrese, ma aperto a un linguaggio internazionale dell'ospitalità,
del design e della ristorazione. Guardando al futuro L'ambizione di Federico è che
Focu Meu diventi un luogo a cui le persone si sentano legate emotivamente. Un
posto in cui tornare ogni estate, associandolo al mare, al fuoco, alla musica,
al buon cibo e ai momenti condivisi. Più che un semplice ristorante, Focu Meu
vuole contribuire a raccontare una Calabria diversa: contemporanea, creativa,
accogliente e profondamente legata alle proprie radici. Una Calabria che non ha
bisogno di cambiare identità per guardare al futuro.
Poi a fine stagione Federico e la sua
compagna se ne torneranno in Australia. Non ha problemi di lavoro. ‘’Dovrò solo
scegliere che fare’’, dice col suo sorriso e il viso aperto ad ogni esperienza.
Un modo partire, tornare, restare e anche ripartire. Una grande storia della
Calabria che è diversa e moderna e antica assieme. Praticamente il racconto
vero della Calabria fuori dai luoghi comuni e dai facili stereotipi.

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