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“Terremoto al comune di Catanzaro”. Interpretazione semantica a parte, il titolo giornalistico, promotore involontario dell’evacuazione scolastica di alcuni istituti cittadini, pone seri interrogativi sul modo di fare e intendere la cosa pubblica da parte di certa politica accattona e strumentale ai bisogni non dei cittadini ma dei “gestori” del più alto strumento democratico del vivere comune. La fretta, la superficiale interpretazione, l’indolenza con cui ci si relaziona spesso coi pensieri e i sentimenti altrui, la predisposizione all’ascolto con addosso maschere di circostanza sono elementi strutturali del tempo. Oggi a battere e determinare la velocità delle azioni e dei pensieri generanti il più delle volte le incomprensioni interpersonali c’è lo strumento informatico del web. Tablet, telefonini, personal computer e tv trash sono i nuovi strumenti di connessione col mondo esterno. La dipendenza è totale. Connettersi è l’imperativo categorico. Non poterlo fare è ori...
Consiglio comunale in diretta tv. c'era una volta... Come format non è male! In effetti dopo il grande fratello e l'isola dei famosi ci voleva qualcosa che facesse vedere dal buco della serratura come lavorano i consiglieri e la giunta comunale nonché le “presenze” visto che come dice qualcuno ben informato, l'occhio della televisione responsabilizza e rende trasparente le sedute, informa i cittadini “...del comportamento che assumono i loro eletti dentro le istituzioni. Delle cose che dicono e come le dicono, delle decisioni che assumono e come le assumono. Del loro grado di partecipazione alle sedute, e di presenza, anche fisica, dentro l’aula. Questa informazione consente inoltre l’indiretta "formazione di consiglieri comunali, molti dei quali sono portati a registrare la frequenza e scappare per altre "incombenze"non certo lavorative, considerato che la partecipazione alle sedute esonera dal servizio. Formare il consigliere comunale alla ...
Chi siamo
A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente.
La nostra linea è semplice:
nessuna pubblicità
nessun sensazionalismo
nessuna retorica
massima cura per le parole e per le persone
Promuoviamo la bellezza.
Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità.
A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi.
Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare.
Le voci che entrano qui costruiscono, giorno dopo giorno, la Calabria.
E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.