VIVERE
La riflessione di F. Cimino è una professione di fede laica e poetica nell'esistenza, intesa come accettazione totale e incondizionata delle sue regole.
La Vita è Spazio. Non è un nemico da combattere né un
alleato su cui contare; è il campo da gioco, la cornice entro cui l'uomo si
muove. E nella dialettica dei contrasti, la gioia e il dolore sono testimoni
attenti e silenziosi; presenza e assenza sono elementi strutturali
inscindibili. La vita si misura in respiri profondi, non in anni.
La “Felicità Interiore” non è una meta da raggiungere, ma
un'architettura intima che ognuno costruisce da sé nel flusso del divenire. La
dimensione onirica esplora l'io profondo, portando al messaggio finale: ciò che
si è vissuto lascia una traccia che supera la morte biologica e apre il Sogno
all'Eternità.
In sintesi: un testo solenne e lineare che invita a smettere
di lottare contro la vita per iniziare ad abitarla con dignità e
consapevolezza.
A me piace la vita. Mi piace tutta, nella sua profondità.
Non mi piace soltanto vivere. Ci mancherebbe altro. Non
fosse altro perché vivere conviene, o perché sa regalarci piaceri. No. A me
piace proprio la vita, tutta. Mi piace perché è vita.
Mi piace perché la vita non si misura in anni, ma in respiri
lunghi e profondi. Ed è per questo che la ringrazio. L’unico modo che mi è
possibile è viverla, accettandola con tutte le regole che essa porta con sé.
Non puoi concepirla come un antagonista, un avversario
contro cui combattere. Ma nemmeno come un amico o un alleato al quale affidare
il compito di combattere le tue battaglie. La vita è il campo nel quale puoi
giocare, se lo vuoi. È una costituzione con le sue leggi, e siamo chiamati a
rispettarle.
La vita è nascita, crescita e morte, ma non della vita.
È inizio e fine: di noi, o di qualcosa che accade intorno a
noi.
E che resta.
La vita non è ozio, ma la possibilità di riposare dalla
stanchezza, di ricreare dentro di sé immagini e spazi leggeri, capaci di dare
sollievo.
È fatica. Non quella del lavoro, che spesso gratifica più di
quanto affatichi, ma quella del confronto con le avversità, con le difficoltà,
con gli imprevisti e gli incidenti della nostra esistenza. Tra questi vi sono
anche il tradimento e l’infedeltà.
La vita è vittoria e sconfitta. Dolore e gioia. Conquista e
perdita. Presenza e assenza. È dolore per ciò che si perde e gioia per ciò che
resta o arriva.
È solitudine e compagnia. Attesa e nostalgia.
È felicità nell’atto stesso del viverla, nel suo continuo
divenire. Anche il tendere verso la felicità fa parte della vita. Forse la
felicità non è un luogo da raggiungere, ma un’architettura interiore che
ciascuno costruisce a modo proprio.
La vita continua anche nel sogno, quando il pensiero della
notte si placa e risveglia il desiderio del nostro mare più profondo, quello
dell’io nascosto dentro di noi.
Forse è questo il dono più grande della vita: ricordarci che
essa non finisce davvero, anche quando ci dicono che si muore.

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