Il "Pizzo" del tycoon sui Mercati
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E il Silenzio della Maggioranza .
Perché la maggioranza subisce la legge del più forte?
Alcuni punti sviluppati nella riflessione seguente:
·
Dall'America costruita dai nostri avi al ricatto
dei dazi moderni. Così la polarizzazione e la paura del collasso economico
proteggono il despota di turno.
· La geopolitica del pedaggio: il mercato globale copia i metodi della malavita.
·
Dazi e minacce transazionali del tycoon
trasformano la sicurezza in un tributo forzato. Ma l'interdipendenza economica
blocca la reazione dell'Occidente.
Cos’altro dire o aggiungere che non si sia già detto?
Viviamo un momento storico buio. La ragione è sottomessa
dalla brutalità dei prepotenti.
Bulli, mafiosi, etichettarli non serve a niente. È solo un
esercizio da intellettualoidi per associare il male a una determinata
sottocultura.
Eppure quanti non accettiamo la violenza siamo in
maggioranza, stando a quanto si sente in giro ciononostante vincono loro, i
violenti.
Ultima inconsulta trovata: pagare un pedaggio al più forte
per essere scortati in sicurezza dentro le porte del mercato. Anche se nessuno
lo chiede, questo concetto rasenta il pizzo imposto dalla malavita ai commercianti
per poter lavorare in tranquillità.
È azzardato? Eppure questo pensiero mi è balenato
immediatamente nell’apprendere le ultime decisioni del tycoon.
E pensare che gli USA li abbiamo costruiti noi tutti, là in
mezzo c’è anche parte del nostro dna, il sangue dei nostri avi che hanno
sfidato l’ignoto e fatto grande l’America.
E, adesso, mi chiedo: come mai
non reagiscono? Possibile che non riescano a destituire un despota che calpesta
i più basilari diritti alla vita e alla libertà?
La riflessione che poni tocca corde profonde, analizzando dinamiche geopolitiche ed economiche attraverso la lente della filosofia morale.
Quello che descrivi come un "pizzo imposto per entrare
nel mercato" trova una corrispondenza reale nelle attuali e aggressive
politiche commerciali globali.
Le recenti minacce di dazi punitivi e l'imposizione di
tariffe d'ingresso verso partner storici ed europei (come le recenti frizioni
con la Spagna sui contributi NATO o i dazi di transito) ricalcano esattamente
la logica della transazione forzata: pagare un tributo economico o militare in
cambio della "sicurezza" di non essere tagliati fuori dai circuiti
globali.
Per rispondere ai tuoi interrogativi sul perché la
maggioranza non reagisca e come si sia arrivati a questo punto, è necessario
analizzare la struttura stessa del potere contemporaneo.
-- I meccanismi che bloccano la reazione --
Il ricatto dell'interdipendenza economica: Le democrazie occidentali e i mercati globali sono legati a doppio filo all'economia statunitense. Reagire in modo frontale a decisioni unilaterali o a dazi punitivi non è semplice: significa rischiare ritorsioni economiche devastanti, l'inflazione delle materie prime o l'esclusione da tecnologie strategiche.
La "maggioranza silenziosa" spesso subisce perché teme il collasso del proprio benessere quotidiano.
La polarizzazione
democratica negli USA: La destituzione di un leader eletto in una democrazia
presidenziale (attraverso l'impeachment, ad esempio) richiede una maggioranza
legislativa schiacciante e prove giuridiche inoppugnabili.
Negli Stati Uniti, il sistema politico è spaccato a metà:
ciò che una parte vede come il comportamento di un "despota", l'altra
metà della popolazione lo interpreta come la legittima difesa degli interessi
nazionali ("America First") e una necessaria prova di forza contro la
burocrazia globale.
La legalità formale
della forza: Il paradosso del potere moderno è che le azioni più brutali
vengono spesso rivestite di legalità.
Decreti esecutivi, indagini commerciali per motivi di
sicurezza nazionale o dazi doganali non violano formalmente la legge interna
del Paese che li emette.
Diventa quindi estremamente complesso scardinare, sul piano
giuridico, decisioni che, pur essendo eticamente assimilabili a un'estorsione,
rimangono all'interno dei poteri costituzionali del tycoon.
E, per quanto riguarda il legame di sangue e il paradosso della storia,
La tua menzione del DNA europeo e del sacrificio degli avi
che hanno costruito l'America mette in luce un paradosso storico.
Gli Stati Uniti sono nati come un esperimento di libertà, fondato sul rifiuto delle tirannie europee e sulla promessa di un mercato aperto e di diritti inalienabili.
Tuttavia, la cultura profonda americana custodisce da sempre
anche un'anima profondamente transazionale e isolazionista, dominata dalla
legge del più forte e dal pragmatismo mercantile.
Quando le istituzioni multilaterali vengono percepite come
un peso, quella stessa nazione edificata da migranti e sognatori tende a
chiudersi, trasformando il proprio immenso potere in uno strumento di pressione
utilitaristica.
Cosa resta da dire?
L'errore comune è pensare che i prepotenti vincano perché sono più numerosi.
Ma non è così. Vincono perché sanno sfruttare le regole del
gioco a proprio vantaggio, frammentando la maggioranza.
Finché l'opposizione a queste dinamiche rimarrà un
"esercizio da intellettualoidi" slegato dalla realtà, la logica del
pedaggio e della forza continuerà a dettare le regole della politica mondiale.
La reazione non avviene per vie traumatiche o improvvise, ma
attraverso la faticosa ricostruzione di alternative economiche e alleanze internazionali
che riducano la dipendenza dal "singolo forte" di turno.

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