Il tempo
L'ORA IL/LEGALE- reale e fittizia.
Il tempo è una costante immutabile della natura, mentre i
tentativi umani di regolarlo o manipolarlo sono solo un'illusione meccanica.
La poesia di Franco Cimino descrive l'ora legale non come un reale cambiamento del flusso temporale, ma come un "rapido, meccanico muover di mano" che non influenza i cicli cosmici dell'alba, del tramonto, delle stelle o della luna.
La vera essenza della condizione umana, come suggerisce il
testo, risiede nel nostro consumarci e cambiare all'interno del tempo, rendendo
l'ora in più o in meno di sonno del tutto insignificante rispetto alle reali
gioie e disperazioni della vita.
La lirica offre profonde riflessioni sulla nostra esistenza,
che per economa, per “ottimizzare il tempo e lo spazio” si riassumono di seguito in: immutabilità. Illusione.
Fragilità. superficialità
• L'immutabilità della natura vs. l'artificio umano:
Spostare le lancette in avanti o indietro non cambia il ritmo dell'universo. La
natura segue le sue leggi stabili, del tutto indifferente alle convenzioni
sociali e ai decreti umani.
• L'illusione del controllo: L'uomo si illude di poter
"disporre del tempo" una volta all'anno, ma si tratta di un inganno.
Il tempo cronologico (l'orologio) è solo una misura artificiale che non
coincide con il tempo profondo dell'esistenza.
• La fragilità umana: Noi e le cose cambiamo, invecchiamo e
moriamo dentro al tempo, ma non ne usciamo mai. Il tempo resta uguale a se
stesso, mentre noi siamo transitori.
• La superficialità delle convenzioni: La felicità o la
tristezza di una vita ("l'effimera gioia e la gracile disperazione")
non possono essere determinate o confinate da un'ora di sonno in più o in meno.
Il confine tracciato dagli orologi è, per l'appunto, "bugiardo".
…L’ORA LEGALE
Il tempo non cambia
e non si fa cambiare.
Resta sempre lo stesso,
uguale a se stesso.
Sono gli uomini
a cambiare al suo interno.
E le cose con loro.
Si consumano
e muoiono.
Ma non lasciano mai il tempo.
Non finiscono.
Come il tempo,
che non cambia
e non si fa cambiare.
Neppure dalle lancette
dell’orologio.
Che tu le sposti
un’ora avanti
o un’ora indietro,
tu e le cose
non sarete diversi
per questo rapido,
meccanico muover di mano.
E l’alba e il tramonto
non verranno
né prima né dopo.
E la luna e le stelle
non compariranno
quando lo decideremo noi,
che il giorno sia avanti
o indietro di un’ora.
Sono lì,
ferme,
nella nostra illusione
di poter disporre del tempo
una volta l’anno.
E non sarà mai
un’ora in più
o in meno del nostro dormire
a segnare il confine bugiardo
tra l’effimera gioia
e la gracile disperazione.
Noi non siamo il tempo.
E il tempo
non si misura
con le lancette del nostro giorno.
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