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Robert Francis Prevost. È Leone XIV. Il nuovo papa dopo Francesco. Viene anche lui da un altro continente: l‘America. Dal 2023 è prefetto del Dicastero per i vescovi e presidente della Pontificia Commissione per l'America Latina.
Credo sia un segno. Un bel segnale premonitore. I gabbiani hanno lasciato il posto alle colombe sul tetto affianco alla canna fumaria che annuncia al mondo la proclamazione del nuovo papa. Serve ,non solo ai cristiani credenti ma al mondo martoriato e abbandonato dei miseri, una voce autorevole che sappia veicolare fermamente i concetti di pace, amore, uguaglianza. Concetti dimenticati dalla politica spicciola e sofferente. I nanismi concettuali forti toccano la pancia dei paurosi. Il fumo bianco si espande nel cielo romano . Il boato irrompe gioioso. Il papa è stato designato.
bozzetto "le parole del Papa" courtesy M. Iannino La carneficina di Parigi può davvero essere etichettata semplicisticamente come una guerra di religione? Le dinamiche adottate fanno pensare ad una strategia mirata. Una strategia diabolica pensata da qualcuno che si nasconde dietro la sigla ISIS. Tra le valanghe di parole vomitate dagli esperti interrogati dai giornalisti immediatamente dopo gli attentati, le poche frasi frammentarie pronunciate dal Papa sono rimaste scolpite nella mia mente: questo non è umano. L'attacco a Parigi non è umano. È una terza guerra mondiale a pezzi. Una terza guerra mondiale a pezzi di cui dovrebbero interrogarsi seriamente i “signori della guerra” che fanno affari, grandi e importanti affari sulle paure della gente comune dopo accadimenti simili, che lasciano vittime incolpevoli a terra in pozze di sangue e col corpo a brandelli per avere indossato cinture esplosive o essersi trovati nel posto sbagliato al momento sbagliat...
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