Territorio e Radici

Tra la pietra antica e il respiro del mare

Uno sguardo sulla Calabria, sull’istmo di Catanzaro, dove la storia millenaria di Scolacium incontra la natura del Parco della Biodiversità e l'abbraccio cristallino della costa jonica. L'entroterra, la Sila e la costa tirrenica. Un viaggio visivo e culturale tra terra, memoria e arte in Calabria e nel mondo.

Esplora i Luoghi
Calabria: Scolacium, Parco della Biodiversità e Costa Jonica

L'equazione fredda del potere

 

Nessun mandato in bianco!

Per un risveglio delle coscienze contro l'avidità globale.




Stiamo attraversando, forse, il peggior periodo della storia. Eppure abbiamo tutto ciò che la civiltà dei consumi ci può offrire, in occidente, nei Paesi in cui regna la “pace” e non arrivano le bombe.


Ecco, le bombe. Perché cadono sulle teste dei Palestinesi, in Cisgiordania, a Kiev e in altre 52 località sparse nel mondo dove le popolazioni vivono in perenne assetto di guerra? Cosa spinge l’uomo ad armarsi e armare la mano dei “sudditi”? E, peggio, c’è chi lo fa in nome di una religione! Potrei azzardare varie analisi, ma sembra che la più accreditata sia una sola: l’avidità! Un tarlo che s’insinua anche nelle teste dei rivoluzionari che, quando sono all’opposizione, dicono e teorizzano cose condivisibili, salvo cambiarle appena assaggiano il dolce potere del comando e dei soldi.

In Italia, a causa delle guerre, dicono, è aumentato il carburante e il gas. Nonostante sia stata installata una infinità di pale eoliche, paghiamo più di tasse che di prodotto consumato per l'energia elettrica. Chi vive del lavoro dei campi è in agitazione. 

In Calabria, a Davoli, continua il blocco stradale inscenato dagli imprenditori agricoli che lamentano i costi esorbitanti dei carburanti e dei disinfestanti o fertilizzanti. Di conseguenza, ma non da adesso, i prezzi al dettaglio sono diventati proibitivi per i consumatori.

 Insomma, è un cane che si morde la coda! L’attuale sistema sociale è un cane idrofobo che non capisce niente.

Riflettere sulla complessità del mondo contemporaneo mette spesso di fronte a nodi profondi e apparentemente insolubili, dove dinamiche globali e ricadute locali si intrecciano inesorabilmente. 

Le questioni sollevate toccano i temi portanti della geopolitica, dell'economia e della sociologia. 

Le cause dei conflitti e la natura del potere, ben note, inducono a sviscerare analisi. 

Le motivazioni che spingono l'essere umano al conflitto e alla ricerca del potere sono da sempre al centro del dibattito filosofico e storico. Nella multi-specie, i fattori economici e le risorse — temi cari a storici ed economisti — mettono il punto sul fatto che il controllo delle risorse naturali (come energia, terra e acqua) e la ricerca di vantaggi económicos siano motori primari delle tensioni internazionali. L'avidità o la competizione per la ricchezza materiale giocano un ruolo centrale in queste dinamiche.

Altre analisi evidenziano come la ricerca della sicurezza, il timore dell'instabilità e il desiderio di espandere o difendere la propria sfera d'influenza spingano gli Stati ad armarsi e a mantenere apparati militari complessi. Gli studi sociologici e politologici sul potere analizzano spesso la tendenza dei sistemi di comando a perpetuare se stessi, evidenziando come l'accesso alle risorse e all'autorità possa influenzare o modificare gli obiettivi iniziali di movimenti e leader politici.

Le ripercussioni dei conflitti internazionali e delle politiche energetiche si manifestano in modo concreto sulla vita quotidiana e sui settori produttivi. 

L'impatto economico locale e la crisi agricola derivante dai costi energetici e dalla tassazione creano bolle inaspettate in quanti sono attenti al lavoro e non alla geopolitica. 

Il mercato dell'energia e dei carburanti in Italia è influenzato da fluttuazioni geopolitiche globali, ma anche da strutture tariffarie complesse e componenti fiscali (accise e IVA) che incidono significativamente sul prezzo finale pagato dai consumatori e dalle imprese, indipendentemente dalla quota di energia prodotta da fonti rinnovabili.

La protesta del settore agricolo testimonia l’incomprensibile attualità di nuove e vecchie povertà. 


Le tensioni nel comparto agricolo, come le mobilitazioni e i blocchi stradali che ciclicamente interessano diverse regioni italiane (tra cui i presidi storici o recenti in Calabria e in altre aree del Paese), nascono dal divario tra l'aumento dei costi di produzione (carburanti agricoli, fertilizzanti, sementi) e i prezzi di vendita all'ingrosso, che spesso non garantiscono la sostenibilità economica per i produttori. 

Nella catena del valore e nei prezzi al consumo vi è uno squilibrio che si riflette sulla filiera distributiva, portando a un incremento dei prezzi al dettaglio per i consumatori finali, pur lasciando margini ridotti a chi lavora la terra. La percezione di un sistema circolare e di difficile risoluzione — il "cane che si morde la coda" — rappresenta una preoccupazione diffusa di fronte a crisi che richiedono risposte strutturali sia a livello locale che internazionale.

In questo scenario, la questione del perché la politica non si affidi interamente a figure tecniche ed esperti è uno dei temi più dibattuti della scienza politica moderna, spesso riassunto nel dilemma tra democrazia (il governo del popolo attraverso i rappresentanti eletti) e tecnocrazia (il governo dei tecnici e degli specialisti). L'inserimento degli esperti nei processi decisionali presenta dinamiche complesse, riconducibili ad alcune ragioni principali:

 

 I dati non sono scelte: gli esperti forniscono analisi e numeri, ma spetta alla politica decidere come distribuire le risorse. Se un economista indica come tagliare il debito, la scelta di sacrificare la sanità, la scuola o aumentare le tasse è puramente ideologica e sociale. La scienza descrive i problemi, ma non stabilisce cosa sia "giusto" per i cittadini.

 La responsabilità del voto: nelle democrazie la legittimità deriva dal consenso. 

I politici rispondono agli elettori e possono essere puniti dalle urne. 

I tecnici, al contrario, non rispondono a nessuno: l'assenza di un mandato popolare rischia di creare un distacco profondo e irreversibile tra i palazzi del potere e i bisogni reali della popolazione.

 La politica decide, i tecnici assistono: i ministeri sono già affollati di comitati tecnici, uffici studi e burocrati che redigono le leggi. Il vero nodo non è l'assenza di competenze, ma il fatto che la decisione finale deve rimanere in mano alla politica, l'unica che può mediare tra pareri scientifici, bilanci e pressioni sociali.

 I limiti della visione settoriale: la fiducia cieca negli esperti espone al rischio di una iper-specializzazione. Un provvedimento perfetto per l'ambiente può rivelarsi devastante per l'occupazione o l'agricoltura. In più, l'economia e la sociologia non sono scienze esatte: muovendosi in contesti globali imprevedibili, anche i tecnici sbagliano.

 

In momenti di grave crisi economica o sociale, i paesi democratici (inclusa l'Italia) ricorrono talvolta a "governi tecnici" proprio per sbloccare situazioni di stallo. Tuttavia, si tratta storicamente di parentesi temporanee, poiché la gestione ordinaria di una società richiede una mediazione sociale che solo la politica, con tutti i suoi limiti, può esercitare. Abbiamo visto il lavoro dei governi tecnici in Italia, e sappiamo che i politici e i ministeri sono affiancati da tecnici del settore; ma quello che manca veramente nelle decisioni sulla gestione della cosa pubblica è l'empatia, la volontà di emancipare i meno fortunati.

Questa osservazione centra uno dei punti più sensibili e profondamente sentiti del dibattito pubblico: il divario tra la freddezza dei numeri e la realtà vissuta dalle persone. Quando le decisioni politiche o tecniche si concentrano esclusivamente su parametri macroeconomici, bilanci e vincoli di spesa, si rischia di perdere di vista il fattore umano, lasciando indietro chi è già in condizioni di fragilità. L'assenza di empatia e della volontà di emancipazione sociale nella gestione della cosa pubblica si articola attraverso tre dinamiche principali:

 

   1. La "neutralità" apparente dei tecnici: i governi tecnici e i comitati di esperti tendono per loro natura a trattare i problemi sociali come equazioni da risolvere. Se l'obiettivo principale diventa il "risanamento dei conti" o l'efficienza burocratica, l'impatto umano di un taglio alla sanità, della riduzione dei servizi sociali o dell'aumento delle accise viene spesso declassato a semplice "effetto collaterale". L'empatia non è parametrizzabile in un algoritmo economico, e questo crea una profonda frattura tra chi governa e chi subisce le decisioni.

   2. La crisi della funzione sociale della politica: storicamente, la politica aveva il compito di tradurre le istanze dei più deboli in programmi di emancipazione, guidata da visioni ideologiche o costituzionali volte a ridurre le disuguaglianze. Oggi, l'azione politica appare spesso schiacciata su due fronti che ne spengono la spinta ideale: la rincorsa del consenso a breve termine — con partiti concentrati su promesse elettorali immediate o su polemiche quotidiane che perdono la capacità di progettare riforme strutturali di lungo periodo per la scuola, il lavoro e il welfare — e la subordinazione a vincoli esterni, dove i governi si muovono all'interno di rigidi parametri economici globali e mercati finanziari che limitano lo spazio di manovra per politiche redistributive coraggiose.

   3. Il principio costituzionale dell'emancipazione: in Italia, la richiesta di un'azione pubblica basata sull'emancipazione dei meno fortunati non è solo un'aspirazione morale, ma un preciso mandato giuridico. L'Articolo 3 della Costituzione Italiana stabilisce, al secondo comma, un principio fondamentale:

   «È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.»

 

Quando i cittadini avvertono la mancanza di empatia, stanno di fatto constatando la distanza tra questo principio costituzionale — che mette al centro il pieno sviluppo di ogni persona — e la realtà delle politiche attuate. Senza una reale volontà politica di redistribuire le opportunità e proteggere i legami sociali, anche le soluzioni tecniche più avanzate rischiano di aggravare le disuguaglianze anziché sanarle, alimentando quel senso di sfiducia e di isolamento che vive chi si sente escluso dai benefici della civiltà dei consumi.

È una equazione fredda che lascia esterrefatti i cittadini comuni trattati come numeri. Fastidiosi numeri che comportano problemi all’economia mondiale e ai magnati internazionali. Per certi teoremi, è meglio lasciare morire in mare o sotto le bombe o di fame il popolino piuttosto che dare loro ristori.

Proprio per questo dobbiamo emanciparci. Fare evolvere le coscienze e non dare mandati in bianco a nessuno!

Notizie, Racconti, Realtà dalla Calabria e oltre

Un archivio poetico di attualità, memorie, gesti e racconti che attraversano il tempo e la terra.

UNO SGUARDO SULLA CALABRIA E SUL MONDO

UNO SGUARDO SULLA CALABRIA E SUL MONDO
TRA LE PIETRE ANTICHE IL VERDE INCONTAMINATO E IL RESPIRO DEL MARE

ITINERARI SUGGERITI

ITINERARI SUGGERITI
PERCORSI SUGGERITI

La Cucina Calabrese

La Cucina Calabrese
Tradizioni ... di necessità virtù

Posta

chi siamo

Dietro le quinte

Chi Siamo & i Nostri Ringraziamenti

Il blog "A ore 12" è, fin dal 2009, uno spazio di cultura libera, indipendente e aperto a tutti. Non accettiamo finanziamenti, sponsorizzazioni o pubblicità. Ogni pagina nasce unicamente dall'amore per la bellezza e dal desiderio di essere utili alla collettività.

Oggi facciamo un'eccezione alla nostra linea editoriale per fare spazio a chi, ogni giorno e spesso nell'ombra, mette il cuore per rendere possibile tutto questo.

⚙️

Grazie a Manuela, L'Anima Tecnica

Un abbraccio speciale va a Manuela, la mente generosa che cura volontariamente tutta la struttura grafica del blog. Con competenza e pazienza infinita, fa sì che il sito si rinnovi costantemente attraverso:

  • Consigli preziosi per rendere la lettura rilassante e piacevole.
  • Layout su misura per far fluire i testi in modo chiaro e accessibile.
  • Grafiche curate che valorizzano i contenuti con eleganza, senza cedere al clickbait.
✍️

La Nostra "Famiglia": Collaboratori e Amici

Un grazie a Mario e Valentina, custodi del nostro prezioso archivio fotografico. Accanto si muove una bellissima rete di menti brillanti che arricchisce le aree di Opinione, Dati e Divulgazione.

Il nostro grazie più sincero racchiuso in un caloroso abbraccio avvolgente va a:

  • I compagni di viaggio storici: che mettono la firma, il volto e il pensiero su riflessioni profonde legate a politica, sanità, territorio e arte.
  • Chi collabora in silenzio: amici che per motivi personali, professionali o pura discrezione preferiscono non apparire. Il loro dono di idee e dati è un pilastro invisibile ma fondamentale.

divulghiamo bellezza!

a ore 12 ...at 12 o'clock ... Siamo in cerca della tua bellezza. Cerchiamo il fermento vitale, l’entropia di chi produce cultura per puro amore. Che sia cinema, pittura, fotografia, musica o poesia, inviaci i tuoi sogni e una breve nota. Se leggeremo bellezza ed empatia, saremo felici di darti voce con una nostra recensione. Senza filtri, senza padroni e senza inganni: non chiediamo contributi, quote di iscrizione o costi di pubblicazione. È un servizio alla collettività, offerto con la gratuità di chi crede ancora nel valore della Bellezza.