Oliverio e Loiero, presenti!
IL RITORNO DEI DUE PRESIDENTI
DI FILIPPO
VELTRI
E’ passata un po’ inosservata nel panorama dei sempre tanto acuti osservatori politici calabresi che dilagano sui social una notizia che meritava e meriterebbe ben altra attenzione. Eppure è ormai trascorsa più di una settimana da quando in quel di Lamezia Terme - grazie a Michele Drosi ed a un suo libro su Gaetano Filangieri - si sono incontrati e hanno discusso per un’ora abbondante Agazio Loiero e Mario Oliverio, cioè due tra gli ultimi presidenti della nostra Regione.
Il luogo, innanzitutto, dove è avvenuto il
tutto e che dice già più di una cosa: la festa regionale dell’Unità, con grande
anfitrione il segretario regionale Nicola Irto, che ha voluto quell’iniziativa
e che anzi alla fine ha pure preso la parola non solo per ringraziare i due ma
sostanzialmente per dire che il PD è anche casa loro. Se vogliono ovviamente.
Ma i due - ci pare - che vogliono o, quantomeno, ci tengono a riaprire
un’interlocuzione con il loro vecchio partito.
Sì, perché entrambi hanno mani piedi radici e storia nel partito oggi della Schlein.
Loiero fu addirittura tra i fondatori in Italia del PD, Oliverio ne è stato grande parte fino alla travagliata conclusione della sua consiliatura e ai veleni successivi.
Entrambi fino a poco tempo fa
non avevano però alcun rapporto né politico e né personale con gli attuali
dirigenti del PD calabrese e nazionale, dopo le polemiche che ci furono durante
e dopo la conclusione dei loro mandati, ma hanno mantenuto entrambi un profilo
che mai li ha visti collocati in un altro campo dello schieramento politico, a
Roma e in Calabria. Critici ma sempre lì, con le idee e le forze di un
centrosinistra largo, Loiero con la sua provenienza democristiana mai messa in
secondo piano e Oliverio con quella del comunismo italiano orgogliosamente
rivendicato in ogni occasione. Insomma due personaggi.
A
Lamezia era atteso anche un altro ex presidente, il democristiano Gigi Meduri.
Che alla fine ha dato forfait sennò sarebbe stato come un ritorno al passato in
pieno stile, tutti ex del centrosinistra prima che il ciclone Occhiuto
spazzasse via gli altri due poveri candidati opposti a lui in due assai
improbabili competizioni (che infatti non ci fu).
Ora il punto è capire come possa svilupparsi questo reincontro, dove porterà e quali benefici possa eventualmente portare ad una coalizione che francamente dopo l’ultima a disfatta di Tridico un anno fa ancora stenta a capire come riorganizzarsi, su quali uomini e soprattutto su quale tipo di politica, di alleanze e di progetti, per cercare di contrastare l’attuale presidente di Regione.
Ovviamente le vecchie storie non contano molto, i vecchi progetti sono datati e inutilizzabili ma i due ex presidenti la loro politica la stanno portando avanti in tutti questi anni di freddezza se non di gelo con la loro vecchia casa madre.
Loiero una quindicina di giorni fa ha riunito un bel gruppetto di persone in un albergo lametino per una iniziativa tutta politica che aveva per obiettivo proprio Occhiuto.
Oliverio da anni porta avanti le sue battaglie sia sul terreno dei diritti e del garantismo che della tutela della salute e dell’ambiente.
Temi di cui tutto il centrosinistra dovrebbe e potrebbe appropriarsi ma ovviamente con un personale politico nuovo e di nuova generazione, che non abbia storie passate o ruggini antiche ma sappia tramutare in nuova passione politica e ideale quei temi e tanti altri di un’agenda che è tutta ancora da costruire.
Di certo non può passare sotto
silenzio o inosservato come il PD stia cercando di ricucire rapporti, dentro un
quadro di rapporti interni che però lascia ancora molto a desiderare
(eufemismo). Solo il tempo potrà dire se sono davvero rose e fioriranno o è
stato solo un’impressione di settembre (con buona pace della mai troppo
glorificata Premiata Forneria Marconi).