Territorio e Radici

Tra la pietra antica e il respiro del mare

Uno sguardo sulla Calabria, sull’istmo di Catanzaro, dove la storia millenaria di Scolacium incontra la natura del Parco della Biodiversità e l'abbraccio cristallino della costa jonica. L'entroterra, la Sila e la costa tirrenica. Un viaggio visivo e culturale tra terra, memoria e arte in Calabria e nel mondo.

Esplora i Luoghi
Calabria: Scolacium, Parco della Biodiversità e Costa Jonica

Giorgia vista da Dario Fo

 

Ho visto un re, va be’… così iniziava una canzone satirica di Dario Fo, e ogni volta che vedo in tv determinati personaggi mi torna in mente.

 


È una reazione naturale, la mia che non discosta dalle altre consimili: "Ho visto un re" è un capolavoro assoluto della satira italiana. Scritta originariamente da Dario Fo per lo spettacolo teatrale “Ci ragiono e canto (1966)” e resa immortale dall'interpretazione di Enzo Jannacci nel 1968, la canzone descrive perfettamente quel meccanismo di potere ancora oggi attualissimo.

Il cuore del brano, scandito dal celebre e rassegnato "Ah, beh; sì, beh...", mette in luce l'incredibile ipocrisia dei potenti (il re, l'imperatore, il vescovo, il cardinale e più che mai i politici al potere dopo le innumerevoli promesse mancate).

Nella finzione satirica, i ricchi piangono e si disperano per aver perso un privilegio, mentre il popolo (rappresentato dal contadino) è costretto non solo a subire i veri danni materiali, ma persino a mostrarsi allegro per non turbare o far piangere i signori.

Il "tasso di lesa maestà" era così alto che la Rai censurò il brano, impedendo a Jannacci di cantarlo alla finale di Canzonissima 1968.

Quando in TV sfilano determinati personaggi che si lamentano di futilità o pretendono gratitudine mentre le persone comuni affrontano i problemi reali, quel contrasto surreale torna inevitabilmente a galla.

 

La meloni è una di queste. la meloni è una di queste personalità. ricordo anche lei quando con livore diceva: se metto dieci euro di benzina li voglio tutti nel mio serbatorio...

 

La memoria non m’inganna affatto! 

Nel celeberrimo video del 2019 una Giorgia Meloni

all'opposizione faceva campagna elettorale ferma davanti a una pompa di benzina.

Nel video originale, la leader di Fratelli d'Italia non parlava di 10 euro, ma la sostanza del suo sfogo (e la cifra tonda) era identica: metteva in scena un rifornimento da 50 euro. Con forte enfasi polemica spiegava che, di quei 50 euro, solo 15 andavano effettivamente nel carburante e al benzinaio, mentre ben 35 euro finivano dritti allo Stato sotto forma di IVA e accise. Le sue parole esatte furono: «Noi pretendiamo che le accise vengano progressivamente abolite [...] quando io faccio 50 euro di benzina, il grosso deve finire nella mia macchina, non in quella dello Stato».

nel parallelismo con la canzone di Dario il cambio di prospettiva del "Re" è lampante! Una volta salita al governo nel 2022, la Premier si è trovata a gestire i conti pubblici e ha dovuto fare i conti con la realtà macroeconomica. Non solo il taglio temporaneo delle accise introdotto dal governo Draghi non è stato rinnovato, ma i prezzi dei carburanti sono rimasti alti. Stamane la tregua è cessata e i carburanti sono schizzati in avanti.

La giustificazione della Giorgia nazionalpopolare, quando le è stato rinfacciato quel video, la Premier si è difesa spiegando in una diretta social che "quel video era del 2019" e che nel frattempo, a causa della crisi e del quadro internazionale, il mondo e le priorità economiche erano totalmente cambiati.

Proprio come nella satira di "Ho visto un re", le vibranti proteste di chi sta in basso o all'opposizione svaniscono non appena si entra nelle "stanze del re", dove le esigenze dello Stato e delle casse pubbliche finiscono per avere la precedenza sulle promesse fatte ai cittadini alla pompa di benzina.

La dinamica del "promettere dal basso e dimenticare dall'alto" è ormai una costante inevitabile della politica moderna… mah, ho visto un re, aibò che be’, anzi una reginella … che sfila in passerella griffata e ben curata…

 


L'evoluzione da leader "di lotta" a figura "di governo" passa inevitabilmente anche attraverso l'immagine, trasformando quella che Dario Fo avrebbe definito una popolana in una "reginella" del power dressing.

Il contrasto visivo è netto e riflette perfettamente la dinamica della canzone:

Ieri: nei video d'opposizione (come quello alla pompa di benzina) lo stile comunicativo puntava sulla vicinanza al "popolo minuto", presentandosi spesso con un look aggressivo, toni cupi, giubbotti e stivali neri.

 Oggi, salita al trono di Palazzo Chigi, la metamorfosi istituzionale ha visto sfilare una collezione di tailleur sartoriali d'alta moda, tonalità pastello e completi firmati da grandi nomi del Made in Italy come Giorgio Armani ed Ermanno Scervino fino alle apparizioni blindatissime alle cene di gala della Milano Fashion .

La satira di "Ho visto un re" colpisce ancora: il potere, per essere esercitato e accreditato nei salotti internazionali (come i vertici del G7), deve necessariamente indossare l'uniforme dei "signori", allontanandosi anche esteticamente dalla tuta da lavoro del contadino o dell'automobilista che paga le accise.

E mentre l’accuratissimo cambio di guardaroba, che sembra essere un'esigenza di etichetta istituzionale nei confronti degli altri Stati, rischia di accentuare quel distacco dai problemi quotidiani denunciato nella canzone.

 

 

Il parallelismo tracciato coglie nel segno una delle dinamiche più antiche e studiate della sociologia politica: il passaggio dalla "politica del megafono" alla "politica del palazzo".

È la classica parabola del populismo di lotta che si trasforma in pragmatismo di governo. Quando un leader si muove all'opposizione, parla la lingua del "contadino" della canzone di Dario Fo: denuncia le ingiustizie, indica lo Stato come un gabelliere avido e si fa portavoce della rabbia della pompa di benzina. Il look, i toni accesi e la retorica servono a dire: "Io sono uno di voi, contro i signori nel palazzo".

Una volta varcata la soglia del potere, tuttavia, scatta quel meccanismo che Max Weber definiva l'etica della responsabilità. Il leader smette i panni del contestatore e indossa l'uniforme istituzionale (il power dressing dei tailleur sartoriali). Di colpo, le accise non sono più un "furto di Stato", ma diventano coperture fondamentali per far quadrare il bilancio, pagare le pensioni o sanare il debito pubblico. La prospettiva si inverte: il punto di vista non è più quello di chi subisce la tassa, ma di chi deve gestire la cassa.

La satira di Dario Fo e Enzo Jannacci rimane immortale proprio perché immortale è questa frizione: il potere, per sua natura, tende a proteggere se stesso e le proprie necessità macroeconomiche, chiedendo implicitamente al cittadino comune di "comprendere" il momento difficile, di essere resiliente e, ironicamente, di non disturbare i manovratori mentre gestiscono crisi globali.

 

Notizie, Racconti, Realtà dalla Calabria e oltre

Un archivio poetico di attualità, memorie, gesti e racconti che attraversano il tempo e la terra.

UNO SGUARDO SULLA CALABRIA E SUL MONDO

UNO SGUARDO SULLA CALABRIA E SUL MONDO
TRA LE PIETRE ANTICHE IL VERDE INCONTAMINATO E IL RESPIRO DEL MARE

ITINERARI SUGGERITI

ITINERARI SUGGERITI
PERCORSI SUGGERITI

La Cucina Calabrese

La Cucina Calabrese
Tradizioni ... di necessità virtù

Posta

chi siamo

Dietro le quinte

Chi Siamo & i Nostri Ringraziamenti

Il blog "A ore 12" è, fin dal 2009, uno spazio di cultura libera, indipendente e aperto a tutti. Non accettiamo finanziamenti, sponsorizzazioni o pubblicità. Ogni pagina nasce unicamente dall'amore per la bellezza e dal desiderio di essere utili alla collettività.

Oggi facciamo un'eccezione alla nostra linea editoriale per fare spazio a chi, ogni giorno e spesso nell'ombra, mette il cuore per rendere possibile tutto questo.

⚙️

Grazie a Manuela, L'Anima Tecnica

Un abbraccio speciale va a Manuela, la mente generosa che cura volontariamente tutta la struttura grafica del blog. Con competenza e pazienza infinita, fa sì che il sito si rinnovi costantemente attraverso:

  • Consigli preziosi per rendere la lettura rilassante e piacevole.
  • Layout su misura per far fluire i testi in modo chiaro e accessibile.
  • Grafiche curate che valorizzano i contenuti con eleganza, senza cedere al clickbait.
✍️

La Nostra "Famiglia": Collaboratori e Amici

Un grazie a Mario e Valentina, custodi del nostro prezioso archivio fotografico. Accanto si muove una bellissima rete di menti brillanti che arricchisce le aree di Opinione, Dati e Divulgazione.

Il nostro grazie più sincero racchiuso in un caloroso abbraccio avvolgente va a:

  • I compagni di viaggio storici: che mettono la firma, il volto e il pensiero su riflessioni profonde legate a politica, sanità, territorio e arte.
  • Chi collabora in silenzio: amici che per motivi personali, professionali o pura discrezione preferiscono non apparire. Il loro dono di idee e dati è un pilastro invisibile ma fondamentale.

divulghiamo bellezza!

a ore 12 ...at 12 o'clock ... Siamo in cerca della tua bellezza. Cerchiamo il fermento vitale, l’entropia di chi produce cultura per puro amore. Che sia cinema, pittura, fotografia, musica o poesia, inviaci i tuoi sogni e una breve nota. Se leggeremo bellezza ed empatia, saremo felici di darti voce con una nostra recensione. Senza filtri, senza padroni e senza inganni: non chiediamo contributi, quote di iscrizione o costi di pubblicazione. È un servizio alla collettività, offerto con la gratuità di chi crede ancora nel valore della Bellezza.